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«Ma io sono fiero del mio sognare, di questo eterno mio incespicare» (Francesco Guccini)
Hero
Dopo Croucing Tiger, Hidden Dragon dell'americanizzato Ang Lee, ecco finalmente in Italia (è del 2002 e ha già raccolto 100milioni di dollari in patria e 60 in USA) Hero, prima esperienza "wuxiapian" (film cinese d'azione, equivalente del nostro "cappa e spada") del cinesissimo Zhang Yimou, che conosciamo per alcuni film delicati come Non uno di meno e Lanterne Rosse. Visto che Zhang con la cinepresa ci sa fare e il protagonista (Jet Li) è l'erede consacrato dell'immortale Bruce Lee, mi aspettavo un film completamente diverso. Sono uscito dal cinema sconcertato, ma non certo deluso.
Film allegorico ed estetizzante, Hero - costruito attorno a una trama riassumibile in tre righe - trasforma la serie infinita di combattimenti in altrettanti balli. Vive e stupisce con inquadrature perfette, fotografia maniacale, gestualità impeccabile, sceneggiatura da teatro-danza, ambientazione onirica. Lo spettatore che riesce a lasciarsi andare vive un centinaio di minuti di immersione totale in una stampa cinese che gli si muove attorno.

Non è un lavoro di facile accesso, tanto che qualcuno (Massimo, Dario Zonta de l'Unità) ne ha parlato decisamente male. Masimo proprio non è entrato nel film, invece Zonta l'ha guardato senza vederlo: tutt'altro che imperialista, lungi dal voler mostrare violenza e guerra come "belle, musicali, coreografiche, affascinanti", Hero è profondamente pacifista (dei due maestri di spada, uno sa colpire senza ferire, l'altro ha capito che la perfezione della sua arte sta nell'abbandonare l'arma), educativo (insegna il rispetto assoluto dell'altro), sociale (sostiene la supremazia del valore comune rispetto a quello soggettivo).

In conclusione: non posso dire che Hero mi sia "piaciuto", ma solo perché non lo ritengo valutabile con le categorie "piacere" e "non piacere". E' un'opera che può lasciare il segno, riaprire la mente a valori d'altri tempi, forse scomparsi per sempre. E per ogni innamorato degli antichi gesti cinesi sarà un'iniezione di vigore, saggezza e positività.
08.10.04 23:45 - sezione kung-fu movies
il 09 Ottobre 2004 (quando OMB accettava i commenti)
alessio ha scritto:

Io non ho ancora visto il film, quindi non posso commentare nel merito. Certo mi viene difficile immaginare un film "pacifista" quando si sa che il film è stato incoraggiato dal governo cinese che vorrebbe avere un bel biglietto da visita con la storia e la cultura viste in maniera coerente e funzionale.

D'altronde, "la supremazia del valore comune rispetto a quello soggettivo" è il vestito di tutti i regimi dell'Estremo Oriente, dal più al meno capitalista.

il 11 Ottobre 2004 (quando OMB accettava i commenti)
tonii ha scritto:

non l'ho ancora visto, ma di Zhang Yimou mi fido a occhi semichiusi...
la recensione del manifesto era orrenda: si parlava di kamikaze (bisognera' fare un discorsetto un giorno sull'abuso di questo termine giapponese errato) e di un certo "king of Qin"...
sembra che l'articolista pensasse che "king of" fosse il nome cinese, anziche' il titolo in inglese del sovrano di Qin.
ma a quanto ho capito gli eroi del film lottano CONTRO il sovrano di Qin, quello che unifico' la Cina. Sarebbe interessante sapere se stavano col regno di Chu, quello dove magia e sciamanesimo erano culturalmente determinanti. O erano pedine dalla sempre deprecata Scuola orizzontale e verticale?
Da notare che durante la rivoluzione culturale il mito di Qin Shi Huangdi fu portato alle stelle in funzione anti-confuciana. Ora lo si attacca. Ma bisogna vedere da che parte.

Anche se i cappa e spada cinese nascono da un filone tipicamente da b-movie, resta il fatto che negli ultimi anni ne sono stati prodotti alcuni, mai giunti in europa, dove la trama e' cosi' sottile e intricata che ne fanno dei veri capolavori dalla difficilissima lettura anche per i cinesi.

Non vedo che contraddizione ci potrebbe essere, infine, tra il pacifismo e la cina: nonostante le ripetute infiltrazioni imperialiste (ambdo, corea, aerei spia su canton...) e le provocazioni dei banditi di taiwan (riarmo, missili puntati su shanghai etc.) la rpc ha sempre mantenuto un gelido autocontrollo e non ha mai attaccato nessuno. cosa che non si puo' certo dire degli imperialisti statunitensi.

il 11 Ottobre 2004 (quando OMB accettava i commenti)
alberto ha scritto:

Gli eroi (sono dei Chu) lottano contro, all'inizio, ma all'apice della lotta capiscono che l'unificazione della Cina è più importante delle loro faccende. E cambiano strada. Proprio qui sta il bello del film. E bellissimo ancora di più (e dannatamente cinese) l'escamotage con cui l'eroe riesce a far convivere la sete di vendetta con la decisione di non uccidere il sovrano di Quin. Ora aspetto il DVD per gustarmelo in lingua, che anche se capisco un 0,01% è comunque musica per le mie orecchie.

il 11 Ottobre 2004 (quando OMB accettava i commenti)
achab ha scritto:

chi ha visto La mala educaciòn?
ne parliamo?

il 11 Ottobre 2004 (quando OMB accettava i commenti)
sami ha scritto:

Io! stupendo. trovo che Almodovar sia un vero genio. Me lo sono goduto ogni attimo. Trovo che giudicarlo con semplicità un film sulla mala educacion ricevuta dai preti sia limitativo persino errato. La mala educacion è quella raffinata che ci propina hollywood e tutto quello che ci sta intorno. A parte questa considerazione era un noir perfetto con richiami alle atmosfere di Hitchcock ma di altri e altri ancora. Un vero noir si vede quando incominci a entrare in ansia coi titoli di testa ecc..ecc...Una delle cose più spassose era l'articolo di Merlo sulla Repubblica a difesa dei Salesiani. Ma che c'entra?

il 11 Ottobre 2004 (quando OMB accettava i commenti)
achab ha scritto:

Esatto! Che c'entra il discorso su salesiani di Merlo. la filippica direi, visto che era lungo 6 colonne. Mai film fu più tristemente non capito da Merlo. I salesiani non c'entrano una bega. Ed è vero: quello è un noir. c'ho messo un po' a capirlo, mentre lo vedervo. ed è un film anche, se mi consenti, sullo scrivere storie. Inizia con la ricerca di una storia da parte del regista, che raccoglie ritagli di giornale in cerca di spunti, e si chiude con un colpo di scena raccontato a voce da un o dei protagonisti del film, ma nella sua controparte reale: "sono il cattivo del suo film". Come se fosse un ultimo suggerimento a una storia. Così come anche l'espediente di Zaara. E' un film sul fare film, storie, pensare plot narrativi e sul come decostruirili. E poi, non ci sono donne, è vero, ma io mi domando: che male c'è? c'è scritto da qualche parte che dobbiamo per forza sorbirici la velina di turno?

il 11 Ottobre 2004 (quando OMB accettava i commenti)
alessio ha scritto:

1. Non bisognerebbe "forumizzare" i commenti e passare da un argomento all'altro collegato solo vagamente. Mai.
2. Non bisognerebbe leggere gli articoli di Merlo. Mai.

il 11 Ottobre 2004 (quando OMB accettava i commenti)
achab ha scritto:

non bisognerebbe "foumizzare" gli argomenti e passare da un argomento all'altro. E perché?

il 11 Ottobre 2004 (quando OMB accettava i commenti)
alberto ha scritto:

I bloggari seri cassano gli OT (io non sono serio e li lascio), perché l'idea è discutere in tema. Idealmente il blog non è un forum, ma una notizia commentata. Quindi un po' di pazienza che mi vedo Alodovar e poi se ne parla ;-)

il 12 Ottobre 2004 (quando OMB accettava i commenti)
achab ha scritto:

okay, mi fa ridere però che poi se ti dico di lasciar perdere le provocazioni dei suvvisti, dici che ti propongo la censura e fai il democratico libertario.
secondo me i bloggari seri sono dei gran rompicoglioni. io ho scritto per anni su un forum di interisti dove si è finiti per parlare di hegel e di artaud e ne è nata una grande amicizia che dura da 4 anni. i limiti limitano e basta. l'importante è la cultura e il rispetto per le argomentazioni altrui se sono serie. Io non ho fatto nulla di male a parlare di La mala educaciòn, e se non interessa, basta non rispondermi. e si torna a parlare di hero. finita lì. comunque, vallo a vedere e lascia perdere quel noioso di piccioni

il 12 Ottobre 2004 (quando OMB accettava i commenti)
alberto ha scritto:

Giacomo, lascia stare la censura, è solo un modo per chiacchierare su un argomento, tutto qua. Come in treno o dopocena: personalmente preferisco approfondire una cosa piuttosto che parlare di dieci in modo superficiale, comunque nessun problema :-)

il 12 Ottobre 2004 (quando OMB accettava i commenti)
sami ha scritto:

...se ho sbagliato, chiedo scusa, sono un neo-blogger....comunque è stato il maggiordomo!!

il 12 Ottobre 2004 (quando OMB accettava i commenti)
achab ha scritto:

nessun problema, nemmeno per me. comunque, hero non l'ho visto. scherzi a parte, mi piace come ti godi la vita: film, cene, giri in bici, buone letture, buoni post, voglia di discutere.

il 19 Ottobre 2004 (quando OMB accettava i commenti)
berja ha scritto:

io ho "hero" in cinese, sottotitolato in italiano
a qualcuno interessa?

il 25 Ottobre 2004 (quando OMB accettava i commenti)
anna ha scritto:

concordo quasi completamente con alberto, devo ancora capire se il film mi è piaciuto o no! però mi ha colpito molto l'uso dei colori e mi sono chiesta che significato essi hanno nella cultura cinese, se cioè la scelta è stata casuale o no. Indagherò, ma se qualcuno ne sa, mi illumina? Grazie e ciao

il 29 Ottobre 2004 (quando OMB accettava i commenti)
ferdinando ha scritto:

Superiamo le categorie del bello, brutto, "carino", lento o scorrevole.
"Hero" ha tutte le caratteristiche del sublime, possiede contemporaneamente una maestosità che sconcerta e una straordinaria cura del particolare. Il gigantesco lo puoi trovare negli spazi fisici e in tutto quanto nel film è kolossal (eccezionale la fotografia), ma giganteschi appaiono anche gli spazi della mente umana, che la pellicola si propone di sondare.
E poi ci sono i particolari. Un montaggio stupendo, goccia a goccia, fotogramma per fotogramma. Gli effetti speciali, grandiosi e perfetti, costruiti clic dopo clic in digitale.
Ci sono i colori che a turno dominano il film, distribuiti con la punta del pennello, ricercando sulla tavolozza le infinite gradazioni della stessa tonalità. "hero" è un movie di una precisione, una cura, una pazienza "calligrafica".....

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