«I'm a picker, I'm a grinner, I'm a lover and I'm a sinner, play my music in the sun» (Steve Miller)
Cacciari, Casson e le scuse dovute
Da estimatore e indiretto parente della Serenissima, sto seguendo i risultati delle comunali veneziane. Vedo con piacere Felice Casson in testa, con quasi il doppio di voti rispetto a Cacciari. Ci sarà certo il ballottaggio, ma l'ex giudice dovrebbe riuscire a farcela. Questa conclusione è auspicabile, perché la vicenda di ordinario malcostume politico che ha portato a questa lotta tra alleati ha dell'incredibile.
Dunque, le cose si pocssono riassumere così: al momento di scegliere il candidato, la coalizione di centro sinistra ha chiesto a Cacciari la disponibilità. Il filosofo ha rifiutato (forse l'incarico al San Raffaele di Milano, roccaforte del tetro Don Verzè lo impegna abbastanza), proponendo al suo posto un tizio sconosciuto della Margherita, tale Alessio Vianello, un candidato di bassissimo profilo. Fassino e Prodi - coraggiosamente e coerentemente - non ci hanno sentito, sostenendo la candidatura del popolare Felice Casson. A questo punto i margheritiani si sono offesi, hanno ritirato la candidatura Vianello e hanno messo in pista Cacciari, con l'evidente scopo di sollevare fango rimestando le acque. I DS hanno tenuto duro e Cacciari si è presentato contro casson, sostenuto dal suo partito e dall'Udeur.
Ho la sensazione che le motivazioni addotte (sostanzialmente l'incarico veneziano di Casson come giudice, ipoteticamente incompatibile con la candidatura) siano un paravento, messo lì per nascondere una bassa lotta di potere. La Margherita voleva Venezia, i DS non hanno accettato di mollarla. Mi meraviglio che Cacciari - con cui spesso sono in disaccordo, ma che è persona intelligente e pragmatica - abbia accettato di essere complice dei politicanti che l'hanno spinto in questa avventura. Ma sembra comunque destinato a perdere, tutto si risolverà nell'ennesoima figuraccia dell'ambigua Margherita e nella necessità di fare un ballottaggio. Non è poi granché.
Tre link interessanti: come la vede Cacciari, come la vedono i DS e l'ennesima ragione per cui i DS dovrebbero chiedere scusa alla loro base: Franco Debenedetti, Enrico Morando e il Riformista.
05.04.05 15:06 - sezione politiche
il 05 Aprile 2005 (quando OMB accettava i commenti)
.mau. ha scritto:

bene, adesso che a quanto sembra il ballottaggio è in casa (anche aiutati dal fatto che la destra si è divisa ancora di più) che faranno i due?

il 05 Aprile 2005 (quando OMB accettava i commenti)
AndreaR ha scritto:

Vogliamo tacere sull'impegno di Cacciari presso l'Accademia di Architettura di Mendrisio? Questi professori multiformi e proteiformi, capaci di tenere cattedre in 3 o 4 università per volta mi hanno sempre lasciato perplesso. O ammirato della loro abilità nel teletrasporto... sia fisico che mentale.

il 05 Aprile 2005 (quando OMB accettava i commenti)
Salvo ha scritto:

Io non conosco le vere ragioni del comportamento di Cacciari, ma se di malcostume si deve parlare lo vedo nella candidatura del "Giudice Casson". Un paese civile e normale i giudici li lascia fare il proprio lavoro nei tribunali tenedoli al riparo di attacchi e speculazioni. E se poi uno di questi (l'ennesimo) vuole esercitare i sacrosanti diritti di cittadino e cioè candidarsi, per ragioni di opportunità banali ed elementari dovrebbe farlo lontano, molto lontano, dalla città dove, fino al giorno prima ha amministrato "La Legge". Si "inciucia" sulle docenze di Cacciari e non si inciampa in questi "macigni" che forniscono agli avversari ulteriori argomenti a sostegno delle loro tesi sulla magistratura politicizzata. Salvo

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