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«Ma io sono fiero del mio sognare, di questo eterno mio incespicare» (Francesco Guccini)
L'anno prossimo a Gerusalemme
EyalLerner.jpg Eyal Lerner è un buon amico e un musicista di talento (cantante, compositore e virtuoso del flauto) che da anni fatica sui palcoscenici d'Italia per raggiungere il successo che merita. E' stato un eccellente "Perchick", lo studente marxista del Violinista sul tetto di Moni Ovadia, poi "Mr. Sheinkopft" in Saranno famosi e direttore musicale di Gian Burrasca. Ma soprattutto Eyal è autore di "L’anno prossimo a Gerusalemme", uno spettacolo di pace e tolleranza, scritto a quattro mani con Elia Richetti, Rabbino Capo di Venezia. Per due ore abbondanti, Eyal e il Rhapsodija Trio (Maurizio Dehò al violino, Luigi Maione alla chitarra manouche, Pietro Marazza alla fisarmonica) raccontanto attraverso le canzoni tradizionali la storia del popolo di Israele: prima quelle della tradizione sefardita, poi quelle aschenazite con le profonde influenze dei Balcani, per finire - attraverso accenti kletzmer - alla musica tradizionale israeliana.
Per l'occasione Eyal - da sempre impegnato per la pace - ha invitato al concerto come ospite d’onore Ghazi Makoul, celebre musicista libanese, cantante e virtuoso di "oud", il liuto arabo, da anni impegnato a di far conoscere all'Occidente la musica araba nelle sue diverse forme e generi, con un repertorio di brani che vanno dal folklore libanese e siriano alla musica moderna dei Paesi arabi del Golfo e del Nord Africa. L'abbinamento con il musicista arabo ha la finalità di sottolineare le profonde analogie che esistono tra la cultura ebraica e quella musulmana.
Oltre a suonare, ballare e cantare, Eyal racconta, spiega, traduce, esprimendosi in un italiano surreale, con un forte accento aschenazita che ricorda i personaggi delle barzellette di Moni Ovadia. E proprio per questo coinvolge e ispira simpatia al pubblico, che pende dalle sue labbra e non manca mai di battere le mani a tempo, com'è giusto che sia: quando ci sono di mezzo un po' di ebrei e della buona musica, non c'è verso, bisogna stare allegri e fare coro. Non ci siamo fatti pregare, alla faccia del caldo, dell'acustica bislacca dello spazio Argelati, delle zanzare e di qualche ragazzotto di passaggio che non capiva che stesse succedendo e parlava a voce troppo alta.
Pare che a breve uscirà anche un CD del concerto.
17.07.05 01:26 - sezione teatro
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