«I'm a picker, I'm a grinner, I'm a lover and I'm a sinner, play my music in the sun» (Steve Miller)
Il Veronesi della domenica
airc_veronesi.jpg A proposito della candidatura Veronesi sono usciti domenica due articoli su cui riflettere. C'è un commento di Peppino Turani su Repubblica e un'intervista ad Augusto Rocchi, segretario di Rifondazione, sul Corriere. Mentre Rocchi dice varie cose di buon senso («Chiederò di sottoscrivere un documento, senza il quale il Cantiere diventa una presa in giro delle associazioni che vi partecipano»), Turani si lancia in un attacco violentissimo a chi si oppone alla oncolocandidatura, prendendo come capro espiatorio il galantuomo Nando Dalla Chiesa, colpevole, secondo lui, di mettere a repentaglio la vittoria del centrosinistra a Milano per il suo modo "dilettantesco" di fare politica. Un articolo che svela l'anima da "Pravdalema" che Repubblica sa estrarre quando il gioco si fa duro, pronta a scattare con i suoi pezzi da 90 agli ordini del suo editore (De Benedetti è vicinissimo a Veronesi) e di una nomenklatura di riferimento che non vuole mollare il colpo, indispettita all'idea di una perdita di controllo su Milano.

Cominciamo con Rocchi il quale chiede a tutte le forze del cantiere di sottoscrivere un documento in cui si dica che il candidato...

1 - deve essere totalmente esente da conflitti d'interesse con il governo della città
2 - deve rappresentare l’Unione e non ipotesi terziste o centriste
3 - dev'essere disponibile ad affrontare le primarie
4 - non deve avere avuto ruoli (anche indiretti, attraverso membri della sua squadra) con il centrodestra

E' evidente a questo punto il "no" definitivo di Rifondazione a Veronesi e - qualora DS e socialisti insistessero su questo nome - la spaccatura dell'Unione a Milano (speriamo che nella malaugurata circostanza i soliti noti non vadano poi in giro a raccontare che la colpa è di Rifondazione).

Passiamo a Giuseppe Turani. Leggendo con attenzione il suo pezzo è facile capire come anche a sinistra l'informazione non rinuncia a piegare logica e verità all'interesse del potente di riferimento. Leggiamone qualche frase significativa:

... medici, architetti, designer, consulenti, pubblicitari, avvocati, commercianti, stilisti e imprenditori. Tutta gente che prima di sera deve trovare il modo di fatturare qualcosa a qualcuno. Ma anche tutta gente in competizione con tutti gli altri. Il pregiudizio vuole che questo tipo di città sia di destra. Si vuole che questi personaggi siano reaganiani, individualisti, liberisti a oltranza, nemici dello Stato, edonisti. E finora le cose sembrano essere andate un po´ così. Il centrosinistra deve vincere per dimostrare che non è vero. Per dimostrare che ha qualcosa da dire a una società fatta in questo modo.


Da che mondo è mondo, il centrosinistra ha molto da dire a queste classi socio-cultural-economiche: raccontare il proprio progetto politico, sostenendo in modo convincente i propri valori di legalità, equità e solidarietà. In fondo è quello che fa Romano Prodi da quando guida l'Unione. Invece per Turani la realtà è capovolta: sostiene che il centrosinistra deve "vincere per parlare a destra" (a costo di imboccare la strada pericolosa del trasformismo centroterzista, aggiungiamo noi) quando invece è vero l'opposto, deve cioè "parlare (e convincere) per poter vincere". Bella differenza no? Andiamo avanti

Con Veronesi candidato il centrosinistra potrebbe anche stravincere. E questo perché con lui alla guida del centrosinistra, l´unica possibile candidata del centrodestra (l´attuale ministro dell´istruzione, Letizia Moratti) potrebbe ritirarsi.


Qui ci sono due farloccate pesanti:

1 - Chi l'ha detto che con Veronesi si stravince? Perché delle due l'una: o Turani crede ai sondaggi in base ai quali a Milano si vince con un "chiunque" purché all'altezza e che disponga di un vasto consenso - e allora non c'è bisogno di sciropparsi un Veronesi con tutti i suoi conflitti d'interesse e la sua squadra di terzisti e transfughi - oppure non ci crede. Nel secondo caso sarebbe interessante allora sapere sulla base di quali dati basa le sue certezze. Ovvero: uno che scrive su Repubblica non dovrebbe spacciare le opinioni per verità rivelata.

2 - chi gliel'ha detto a Turani che se c'è Veronesi la Moratti si ritira? E ancora: chi ha detto che il «giro di cene pre-elettorali nei salotti che contano» le possa portare voti sufficienti a vincere? La lettura dell'andamento elettorale degli ultimi anni è chiarissima: la migrazione di voti tra gli schieramenti è minimo e il saldo prossimo allo zero. Con le prospettive di un 65% di votanti, si vince portando in cabina elettorale chi è propenso ad astenersi: un 35% di elettori perfettamente profilato su cui occorre intervenire con argomenti solidi.
Altro che "si vince al centro", altro che raccogliere "i moderati delusi", eccetera.
Sono fanfaluche.
Turani e tutti i sostenitori a oltranza di Veronesi per ragioni pragmatiche (quelli che "con lui si vince") si studino le analisi dei voto passati, perdiana. Basta scartabellare per qualche ora, ficcare i dati in un foglio di calcolo e si capisce che ritornello "si vince al centro" è una colossale balla, inventata da chi ha interesse a blandire qualche riccaccio con programmi liberisti, per il proprio personale tornaconto. Lo è a Milano come lo è a livello nazionale. Ecco perché Prodi (ciclista) può dire cose molto più "di sinistra" rispetto a D'Alema (che per le sue Mascalzonate Latine ha bisogno di amici briatori).

Invece di colpo si è alzata la voce della Margherita (il cui coordinatore è Nando Dalla Chiesa, uno che potrebbe stare ovunque meno che in quel partito lì) e ha cominciato a dire che Veronesi, ma, chissà, forse, insomma non va mica bene. E perché? Ma, forse perché è troppo laico, forse perché è difficile ordinargli di fare questo o quello, forse perché non lo ha «inventato» la Margherita.


Qui Beppe Turani non spaccia le opinioni per verità: qui racconta autentiche frottole. Il galantuomo Nando Dalla Chiesa, una delle migliori persone nel nostro senato, a cui ogni milanese perbene dovrebbe manifestare solidarietà dopo questo attacco pretestuoso e strumentale, alla Festa de l'Unità di Milano ha detto parole chiarissime.
Eppure Turani gli attribuisce tutt'altro.
Facciamo un po' di dietrologia? OK. Qualcuno ha notato che l'altro giorno Franco Mirabelli ha attaccato con ferocia la Margherita e oggi Turani gli fa il controcanto, arrivando a dire che dovrebbe addirittura "scusarsi con Veronesi"? Non è che il triumvirato social-diessino (Amato - Fassino - D'Alema) ha deciso che a Milano si va à la guerre comme à la guerre per Veronesi e per questo ha scatenato le sue avanguardie?

La Margherita rischia di perdere la città o di ritrovarsi con un sindaco di Rifondazione comunista (ottimo), ma che forse non era proprio nei sogni dei politici dilettanti alla Nando Dalla Chiesa che affollano la Margherita.


Qui Turani berlusconeggia, paventando una (più impossibile che improbabile) "candidatura comunista" (Pisapia), quando è noto che una bella "potesi partitocratica 2 - la vendetta" è già pronta: il prefetto Ferrante, che ha già dato ampia disponibilità.

È un po´ umiliante che il centrosinistra, alla vigilia di una possibile conquista di Milano, invece di riflettere seriamente su che cosa fare della città, si perda in manovre e manovrine.


Sì. E' umiliante che i DS milanesi (sui socialisti non ci esprimiamo) si siano ridotti a questa attesa prona dell'atto di clemenza dell'oncolopontefice (che si dice pure «infastidito» - porello lui - del cancan, come se a tirar tardi fosse qualcun altro) e al contempo di questa obbedienza deferente ai boss che levitano in Parlamento.
Ma è altrettanto umiliante che un giornalista di rango come Turani si riduca a fare il bravo di un potente, scrivendo questo articolo su commissione, facilmente riassumibile con queste poche parole: «o fate come dico io o siete degli scemi».

Bisogna agire, subito. Per Milano, ovviamente. Ma anche per far capire a questa gente che gli scemi non siamo noi.
09.10.05 23:29 - sezione milano
il 10 Ottobre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
Paolo Zinna ha scritto:

"Bisogna agire, subito" dice Alberto. Ma per fare cosa?
Sembra di capire cosa vorrebbero Dalla Chiesa & Mattioli: "Il Presidente del Tribunale per i minori Pomodoro e il prefetto Ferrante piacerebbero molto alla Margherita, che penserebbe anche a parlamentari come Roberto Zaccaria e al vicepresidente della Provincia Alberto Mattioli" ha scritto il Corriere e pare che l'ineffabile Dalla Chiesa lo abbia dichiarato al tavolo dell'Unione.
Alberto condivide? Visto che, in base ai misteriosi sondaggi di cui lui è in possesso, "a Milano si vince con un "chiunque" purché all'altezza e che disponga di un vasto consenso", perché non prova ad indicarci qualcuno che secondo lui, abbia queste caratteristiche semplici semplici, invece di aggredire tutti quelli che non scrivono come lui vorrebbe?


il 10 Ottobre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
alberto ha scritto:

1 - i sondaggi non sono misteriosi, sono stati anche pubblicati, certo biosogna andare a cercare, studiare interpretare. Se ti interessa scrivimi in privato e posso darti (con pazienza, il tempo è tiranno) qualche dettaglio
2 - sono un cittadino che si è davvero rotto i coglioni di vedere la propria vita condizionata da un manipolo di incapaci che fanno politica solo per restarci dentro, perché non sanno fare altro nella vita. Mi aspetto che le candidature escano dal Cantiere (rosa di nomi tra cui scegliere con le primarie o nome realmente condiviso da partiti e quarantina di associazioni), ma anche dalla società. Spero che persone "fuori dal giro" si sentano di avere le carte in regola per raccogliere il consenso dei milanesi e si buttino nella mischia. Spero che tra queste persone e i nomi usciti dal Cantiere si possano avere primarie degne di tal nome. Sarebbe un momento altissimo di democrazia.
3 - noto che anche tu confondi dissenso con aggressione. La cosa più aggressiva qui sopra è "balle", attribuita a Beppe Turani, icona del giornalismo economico, ed è circostanziata (che sennò Turani mi potrebbe appendere per le palle).

PS Ultima osservazione. Io sto "facendo". Non è mio compito fare nomi, sono un nessuno che commenta i fatti su queste pagine invece che al bar. Evidentemente i commenti sono condivisi, visto il numero di lettori che passano di qui ogni giorno. E tu, Zinna, tu, oltre ad applaudire Veronesi e i maggiorenti, tu che fai per Milano?

il 10 Ottobre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
.mau. ha scritto:

sto pensando a un voto disgiunto per il Comune, seguendo il pensiero di una mia amica quando si profilava la candidatura pippobaudo in Sicilia: "se dovessi votare in Sicilia e non avessi la possibilità di astenermi, tra Baudo e Cuffaro sceglierei quest'ultimo: almeno so che cosa farà"...

il 10 Ottobre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
Paolo Zinna ha scritto:

Io cerco (con gran fatica) di contribuire alla organizzazione delle Primarie, discuto con i miei compagni su un programma per amministrare meglio Milano, partecipo regolarmente al Cantiere (e tu? non ti ho ancora incontrato). Questo per non lasciare agli altri l'impressione che i riformisti non lavorano.
Quanto all'aggressione: "un giornalista di rango come Turani si riduca a fare il bravo di un potente, scrivendo questo articolo su commissione" cos'è, civile dissenso?
Però alle mie domande non hai risposto.
Grazie per le informazioni sui sondaggi che mi fornirai.

il 10 Ottobre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
nicola ha scritto:

Sul "giornalista di rango" Turani (spero di non essere OT)ricordo la cantonata che prese quando si impancò a parlare di Windows Longhorn.
Vedi su questo http://attivissimo.blogspot.com/2005/07/ixt-repubblica-parla-di-longhorn-parte.html

Per dire che non sempre le conta giuste, e forse anche con Gates scriveva - come dire - su commissione.

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