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«A politician, you know the ethics those guys have. It's like a notch underneath child molester» (Woody Allen)
Il dito che indica
Non so se il mondo se ne accorgerà :-) ma quando assieme a Davide Corritore abbiamo pensato di utilizzare Web e webcam per cercare di bucare il muro dei media convenzionali (quasi tutti spalmati sui candidati istituzionali) abbiamo avuto un'idea mica male. Lo conferma una ricerca sulle nuove forme di comunicazione e di partecipazione politica online condotta da CE&Co per conto di Blogosfere e presentata ieri a Roma, alla Camera dei deputati (Repubblica). A parte gli SMS (su cui ancora si sta riflettendo, il budget di un candidato indipendente è quello che è, comunque un'inezia rispetto a quanto hanno da spendere i partiti), tutto il resto dell'indagine sembra la descrizione di Milano Partecipa e ora di Internet Pubblico.

La cosa buffa è che non è la prima volta che proponiamo alla politica un uso intelligente della Rete. Purtroppo il mondo italiano della politica è ostinatamente avverso alle proposte, soprattutto se sono intelligenti e innovative. Non è facile scalfire le corazze di diffidenza, sospetto, incompetenza. Una diffusa mancanza di fiducia in se stessi (del resto più che giustificata in molti casi), abbinata alla paura di dover prendere posizione lasciandone traccia, abbinata all'antico detto mafioso che «anziché migliorare è meglio cercare di abbassare la media al proprio livello», ha fatto sì che ben poche iniziative di partecipazione siano andate in porto quando i politici di professione ne sono coinvolti.

A noi è capitato qui a Milano. Ormai tre anni fa abbiamo messo a disposizione del "gruppo consiliare di opposizione" un sito basato su piattaforma Slash che - se utilizzato come proponeva il progetto - avrebbe potuto raccogliere una enorme comunità di milanesi vicini al centrosinistra, con le intuibili conseguenze positive oggi che è cominciata la guerra contro gli orchi (se OMB fa accessi e comunità, figurati un sito in cui cittadini e rappresentanti possono dibattere assieme). Dopo un'estenuante (e per noi totalmente incomprensibile) trattativa con i rappresentanti dei vari partiti e alcuni improbabili "esperti di comunicazione", condotta con oggettivo impegno dal capogruppo Lele Fiano (uno dei pochi che ci crede, anche se non ci capisce granché) si arrivò all'agognato via libera.

Sembrava fatta, ma le espressioni annoiate dei pochi partecipannti alla conferenza stampa (il comunicato era stato rimaneggiato mille volte dalle mille segretarie dei vari personaggi, sempre intimorite dalla virgola di troppo che «potrebbe essere interpretata come...») non erano un buon auspicio. Ancora meno lo fu l'intervento di Alberto Mattioli, il quale - alla domanda su come la Margherita si ponesse nei confronti dell'iniziativa - rispose «non ci opponiamo, ma abbiamo il nostro nuovo sito a cui dedicheremo la maggior parte delle nostre risorse». Appunto. La "minor parte" per il progetto comune non era granché, visto che per tutta la vita del sito il totale degli interventi di rappresentanti della Margherità fece risultato pieno: zero.

All'inizio si riuscì comunque a muovere un po' le cose, grazie alla partecipazione dello stesso Fiano, di Pier Majorino, Daniele Farina, Atomo Tinelli, Maurizio Baruffi e altri, ricordo perfino un paio di interventi di Franco Mirabelli. Tanto che si arrivò a superare 1.500 utenti unici al giorno.

La cosa poteva decollare, anche perché cominciarono a intervenire un po' di cittadini rompicoglioni, quelli che polemizzano e non danno tregua, ma che stimolano il dibattito e catalizzano la nascita della massa critica che fa crescere ogni comunità. Vana speranza. L'inizio del dibattito vero fu anche l'inizio della fine: coi cittadini che pretendono risposte e fanno le pulci su tutto nessuno ha voglia e coraggio per perdere tempo. E nessuno lo perse. In poche settimane le partecipazioni "altolocate" cessarono, sostituite da post istituzionali fatti con il cut&paste dei comunicati stampa. I cittadini smisero di visitare il sito. Gli accessi scesero a 100-200 al giorno e oggi il sito è stato chiuso perché nessuno ha voglia di offrire spazio disco, potenza di calcolo e costi di connettività per una cosa che non serve a nessuno.

Bizzarro no? In Italia personaggi con voglia di darsi da fare e idee per innovare, come Ivan Scalfaroto e Davide Corritore, sono visti con sospetto e fastidio anziché come risorse preziose. Le loro iniziative sono snobbate. Si emargina, invece di includere, senza capire che - per esempio - una diretta web con la partecipazione attiva dei "naviganti" (come quella fatta su OMB da Ivan e Davide è) se istituzionalizzata con la partecipazione di qualche nome "ufficiale" può essere un evento importantissimo. Invece ci si picca se qualcuno definisce Ferrante un candidato calato dall'alto (Pier in un commento al thread su Bruno Ferrante: «Definirlo poi "calato dall'alto" nel momento in cui ci sono le stesse primarie beh..questo è un atteggiamento un po' triste che si commenta da solo»), sempre concentrati sul dito che indica, sempre indifferenti allo spettacolo delle stelle.
17.12.05 09:36 - sezione milano
il 18 Dicembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
alberto ha scritto:

Sistemato i commenti del troll e anche quelli buoni. Il provider di Firenze dal quale ha agito l'ha beccato. Immagino che non ripeterà lo scherzetto. Grazie a tutti, grazie berja per la telefonata.

il 18 Dicembre 2005 (quando OMB accettava i commenti)
Carolina ha scritto:

eh, prego, e grazie a Berja anche da parte mia naturalmente.
La stupidità è una tipica fonte di grane. :-) Che dire di questa vicenda più seria, invece? Perdevano tempo? Bah, non so...
Probabilmente non sono proprio abituati. In Francia per esempio, non è che i politici brillino, però sono stra abituati al confronto con il pubblico, anche quello più rompicoglioni. Lì tutti fanno come dei "tour" nazionali dove i cittadini interessati si prenotano presentando la carta d'identità e pagando un biglietto (che non so di quanto sia, ma non è da prima della Scala di sicuro). Se ammessi, il che avviene quasi sempre salvo proprio precedenti penali pesanti, partecipano senza alcun filtro. L'exemplum magnum fu con Simone Veil, ministro della Sanità che ebbe un intervento choc da parte di una ragazza sieropositiva che pretendeva, a dir poco, risposte sul tema del sangue infetto. Era provocatoria, incazzata, altro che "rompicoglioni", ed era pure lacrimevole. Però la Veil dovette rispondere nell'imbarazzo generale, nessun gendarme allontanò la donna e insomma, altro che leggere domande su un sito...
Carolina

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