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«I'm a picker, I'm a grinner, I'm a lover and I'm a sinner, play my music in the sun» (Steve Miller)
Storie di ordinaria disumanità
E' l'una di notte. Mentre l'Italia schiaccia il naso sullo schermo della TV per sentire le idiozie di Berlusconi, in Lombardia si apre all'improvviso un buco nero nella civiltà. In via San Dionigi fa tanto freddo che il terreno è coperto da lastre di neve ghiacciata. In via San Dionigi c'è una baraccopoli, dove un centinaio di Rom, tra cui una quarantina di bambini, vivono uno sopra l'altro, schiacciati, privi di tutto. Poco dopo la mezzanotte una baracca prende fuoco, probabilmente per un fornello su cui bolliva il caffè che si rovescia. E' un attimo. Il legno brucia come un fiammifero e l'incendio dilaga. Si chiamano immediatamente i vigili del fuoco, ma prima che le sirene si facciano sentire passano più di venti minuti, quanto basta a mandare in cenere una decina di baracche, un terzo del "villaggio".

Se ti dicono che via San Dionigi sta a Milano, non gli credere, non è vero, alla faccia della carta geografica. L'aria taglia il fiato e la pelle. I bambini tremano per il freddo, uomini e donne per la paura. Come trascorreranno la notte? Che ne sarà di loro? Per fortuna Milano non è solo letiziemoratti e dolcigabbani, c'è anche il tam-tam della solidarietà che chiama a raccolta le persone per bene. Tra i primi ad arrivare sul posto per dare una mano c'è Davide Atomo Tinelli e c'è don Virginio Colmegna. Non c'è tempo da perdere, fa troppo freddo. Don Colmegna apre le porte della chiesa di Santa Rita, i Rom hanno un tetto? Non sarà così facile.

Racconta Atomo Tinelli: «Mancano le coperte, ma sembra che la Croce Rossa ne stia portando qualcuna. Soprattutto mancano i servizi sociali. Hanno chiamato Tiziana Maiolo, ma questi sono "irregolari" e per lei non esistono. Sono i carabinieri a svolgere i servizi sociali, il che è tutto dire».

Ma le cose non vanno mai lisce. Racconta Don Colmegna: «è bruciato tutto. Siamo riusciti a portarli fino a Santa Rita, sembrava che potessero tranquillizzarsi, ma poi è arrivato un carabiniere con un bus e loro si sono presi paura. Sono scappati, per tornare davanti ai resti delle loro baracche e non si vogliono più muovere».

"Whisky" abita con i Rom della baraccopoli. E' amico dei Rom, dà una mano come può. Ed è preoccupato per il futuro del campo: «adesso ci sono sette o forse otto camion di pompieri, ma ci hanno messo più di 20 minuti ad arrivare, poteva bruciare tutto. Ci sono anche cinque macchine di carabinieri, ci sono i vigili urbani. Le persone hanno paura di fare la fine di quelli di via Lecco. Si aggrappano alle loro cose e si rifiutano di andarsene. I pullman vanno e vengono, le persone hanno paura. Mi sbaglierò, ma credo che si voglia sfruttare l'occasione per eliminare il campo».

Sono momenti dolorosi. Per i bambini senza un tetto - costretti a dormire sul pavimento di una chiesa - e lo sono anche per l'incivile città di Albertini & C, a cui di cento esseri umani rimasti in mezzo alla strada, di notte, sottozzero, non potrebbe fregare di meno. Storie sconvolgenti di umana insensibilità. Storie di razzismo che ritorna. Storie di una città che ha perso ogni residua capacità di empatizzare con chi è debole.
21.01.06 15:42 - sezione milano
il 21 Gennaio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
emanuele fiano ha scritto:

per ricordare i nomi di tutti, mi ha detto Fanzago capogruppo della margherita da li, che anche l'Assessore Manca, ha negato ogni aiuto perchè irregolari...
ma cosa hanno questi al posto del cuore ?
Al, ti propongo il premio "educazione cinica", primi due premiati Maiolo e Manca

il 21 Gennaio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Carolina ha scritto:

grazie al cielo non ho schiacciato il naso sulla tv, comunque davvero, non si crederebbe che sia Milano ma è così. Pensate a Largo Corsia dei Servi anche. Io se ci passo per il cinema sinceramente non so più quale sia il "film".
Carolina

il 21 Gennaio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Fabrizio ha scritto:

Attenzione alle commozioni facili:
queste storie si ripetono ogni anno, e Albertini & c.sono colpevoli (se lo sono), ne + ne meno di tanti altri amministratori di diverso colore, potrebbe succedere ovunque (facendo gli scongiuri).
Ma è facile a sinistra (a destra, no) commuoversi dopo per le disgrazie che capitano agli ultimi. Il casino è cosa fare prima per non commuoversi.
E' almeno da questa estate che con altri blog segnaliamo la situazione di quei Rom, bem + integrati del gruppo di Chiaravalle, che dopo aver acquistato terreni e avervi costruito un rifugio meno precario di una baracca o una roulotte, adesso si vedono "ruspata" la casa, perché sarebbe un abuso edilizio. Anche la stampa finalmente se n'è accorta: parla di 5000 cause in tutta Italia. 5000 cause x nuclei familiari di 5/10 persone, significano 50/10000 che rischiano di trovarsi da un momento all'altro ributtati nella situazione di "ultimi della classe". Il problema è ce in questi casi i comuni hanno massima dscrezionalità, non rispondono ad alcuna autorità centrale.
E' troppo, visto le frequentazioni di OneMoreBlog, fare qui un appello ai candidati perché si impegnino per una moratoria di questi sgomberi, ed evitino che situazioni come san Dionigi si espandano in tutta la periferia a nmacchia d'olio?

il 21 Gennaio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Keiros ha scritto:

Non per essere aggressivo, ma esattamente come dovrebbero fare comune e istituzioni ad aiutare questi signori se all'arrivo dei pullman si aggrappano alla cenere e si rifiutano di muoversi?

Crepino dal freddo allora. Il comune l'aiuto l'ha offerto, i pullman c'erano, se poi non ci vogliono salire saranno affari loro.

il 21 Gennaio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Carolina ha scritto:

sì, Keiros, fanno sempre cose strane. Per esempio ci sono delle donne Rom che fanno dei rituali "strani" (magari Fabrizio me li spiegherà) con cui a quanto ho capito purificano l'ambiente intorno, e questo in qualsiasi tipo di sistemazione capiti loro di alloggiare. Con molta dignità, molta pulizia. Che spero troviamoa anche tutti noi "non aggressivi" non Rom per fare aria nelle istituzioni politiche, nell'ambiente e nel senso profondo della convivenza civile.
Carolina

PS Moltissimi non crepano dal freddo: si organizzano in tutti i modi per sopravvivere. Non so se io ne sarei in grado. Pensa tu che alle volte certi scatoloni dove vivono sono tutti ricoperti dalle locandine di "Cosmonanopolitan" e di "Famiglia cristiana de che aho'" contro il freddo. Al Comune si grattano in confronto.

il 21 Gennaio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Italico ha scritto:

Dei bambini Rom che hanno freddo vi commuovete (io mi incazzo e basta, perchè se fosse per me, i figli dei rom starebbero in adozione sin da piccoli a famiglie italiane così almeno non sarebbero mandati a elemosinare a suon di calci al gelo), ma un post sui barboni morti di freddo quest'anno no? Una considerazione sui piccoli triestini e non solo spediti in veneto perchè l'ente assistenza comunale non ha più soldi per mandarglieli nemmeno?
Io tutta questa pena non la provo nè per i rom (tranne i bambini) che vogliono vivere fingendo miseria, nè per i rifugiati sudanesi che dopo aver preteso più diritti di un italiano locale hanno dichiarato che "se l'Italia non è in grado di accoglierci non ci faccia entrare". Sante parole.

il 21 Gennaio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Vincenzo ha scritto:

Abito molto vicino a via san Dionigi e so che in piazzale Cuoco c'è una caserma dei Vigili del fuoco in eterna contrattazione.... Tra i due posti vi sono 2.3Km (mappe virgilio.it) e facendo la strada più corta e ovvia per chi conosce la zona circa 2 minuti di macchina.

Possibile che ci abbiano messo venti minuti?

il 21 Gennaio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Fabrizio ha scritto:

Keiros e Carolina (se permettete) parlate di cose diverse.
Lo "strano comportamento" che da fastidio a Keiros, non ha niente a che fare con radici o rituali: è lo stesso comportamento che hanno adottato gli sgomberati di via Lecco, cioè rifiutare soluzioni poco chiare sul loro futuro.
I "rituali" di cui scrive Carolina, non li voglio spiegare: ma sono disposto ad accompagnarla dai diretti interessati che lo spieghino loro.
C'è una spiegazione, naturalmente: l'ho scritto prima e l'ha ripetuto Italico dal punto di vista opposto - non c'entra il commuoversi o meno - c'entrano politica e progettualità, soprattutto in queste settimane dove tutti si riempiono la bocca di queste due parole.
Molto semplicemente, dovete sforzarvi di non vedere quei cento di via san dionigi, e immaginare la medesima situazione di precarietà per altri 50000, che magari vivono in situazioni che oggi sembrano dignitose e tra poco non lo saranno più. Cosa dicono i vari candidati del rischio di averli un giorno o l'altro sotto casa nostra, rovinati economicamente da chi aveva chiesto loro di acquistare un'area dove sostare e sgomberati dalle medesime persone!
E se io (putacaso) dicessi che quei riti non valgono per tutti i 50000? E che la realtà per molti di loro è molto distante da come folkloristicamente la si immagina?
Certo, capaci di resistere al freddo, agli sgomberi e di sopravvivere. Di fare quello che non saremo in grado di fare. Ma non è che tutti la trovino una situazione ideale! In compenso, immaginate voi quanto posso avere imparato da gente simile.

il 22 Gennaio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
alberto ha scritto:

Vincenzo: non esistono solo i tempi di percorrenza, bisogna prima partire. E comunque credo che le proporzioni dell'incendio siano siufficienti a dimostrare che proprio tempestivi-tempestivi i pompieri non sono stati.

il 23 Gennaio 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Carolina ha scritto:

OK Fabrizio. Volevo essere ironica e tentare come dire proprio di parlare di gente che va rispettata, di suo, senza guardare se ha rango, status o altro in base ai quali decidere se vada rispettata. Concedevo sulla stranezza, e poi però dicevo che nessuna stranezza giustifica indifferenza o comportamenti come quelli che vediamo da parte delle Amministrazioni (sulle quali in quel contesto non mi esprimevo in modo politico). Poi cercavo di non rispondere stizzosamente a quel per me violento "che crepino di freddo". Se mi porti dai Rom sono più che contenta, ne ho già conosciuti, ma mai in modo tale da apprendere da loro elementi sulla loro cultura e io sono una curiosa incredibile. :-)
Carolina

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