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«I'm a picker, I'm a grinner, I'm a lover and I'm a sinner, play my music in the sun» (Steve Miller)
Vinicio Capossela allo Smeraldo
Che cos'ha di speciale Vinicio Capossela? Moltissimo. Innazitutto è un grande musicista, uno strumentista poliedrico, un compositore sopraffino. Poi è un interprete superbo, capoace di giocare con la sua voce roca per una vita troppo intensa e renderla di volta in volta - e senza difficoltà - dolcissima, ironica, tagliente. Ma soprattutto è uno straordinario animale da palcoscenico, burattino surreale che saltabecca per il palcoscenico alternando costumi e copricapi bizzarri o inquietanti mascheroni, a ritmo vertiginoso, continuando a cantare o parlare, in un happening che sta a metà tra uno show di Tom Waits, l'Opera da tre soldi e una festa popolare pugliese.

Ieri sera - un fatidico 10 aprile 2006 che resterà a lungo nella memoria di tanti - abbiamo staccato la spina dalla politica per sprofondare nella scomoda poltroncina del Teatro Smeraldo, dove la "terapia nonsense" ha lenito il dolore per una festa avviata troppo presto e troppo presto stroncata. Sappiamo di essere in una città a maggioranza berlusconiana, ma qui il nostro Mac, aperto sulle ginocchia per leggere gli ultimi dati in attesa che calino le luci, attira un capannello di visi preoccupati. Non c'è una persona che sembri contenta, ma dove sono tutti quegli elettori di forza Italia?

Vinicio attacca con energia, proponendo i pezzi dell'ultimo, straordinario Ovunque proteggi. Band di altissimo livello, suoni impeccabili, interpretazioni da manuale, rispettose del brano oriiginale e creative al contempo. Sono sfilati più o meno tutti i brani, tranne la title track con cui l'artista si è congedato dopo tre ore ininterrotte di concerto.

Dopo i pezzi nuovi, una serie di delicatezze del passate, da solo, seduto al piano come solo i grandi della musica si permettono di fare quando l'audience è così grande. Con una rosa e La pioggia di novembre incantano, ma è un attimo prima della trasformazione più surreale, capossela sparise e rientra come Marajà, con cui propone il pezzo omonimo e una strepitosa Checoss'è l'amor che fa scattare in piedi il pubblico. E' un'ovazione, che continua fino a fine concerto, che termina in un ideale abbraccio tra spettatori e artista ugualmente stremati e ugualmente appagati.

Ci uniamo al grido dello spettatore che in un raro istante di silenzio ha gridato un sonoro "grazie!" a un uomo speciale, che ha saputo illuminare con la sua musica una città che da ieri è un po' più sporca di prima.
11.04.06 16:33 - sezione musica
il 11 Aprile 2006 (quando OMB accettava i commenti)
achab ha scritto:

Che cos'ha di speciale Vinicio Capossela?
E' una vita che cerco di rispondere a questa domanda...
;-)

il 11 Aprile 2006 (quando OMB accettava i commenti)
alberto ha scritto:

Achab: ha tutto. Come il Boss, sei lì, lo ascolti, sembra un amico tuo che ti ringrazia per essere lì ad ascoltarlo. E fa cose strepitose. E' un grandissimo artista.

il 11 Aprile 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Giorgia ha scritto:

Io l'ho visto, ascoltato e goduto meno d 3 settimane fa al Conservatorio d Torino dove grazie a Progetto Italia con cui ho semi-collaborato ho potuto partecipare al programma Storytellers in cui Vinicio si raccontava anke...
Impagabile. Ol3tutto nn ho nemmeno pagato ;o)
A Torino Vinicio ha concluso con la famosa canzone napoletana "Catarì" d Roberto Murolo...
Emozionante.. Vibrante.. Commovente..

il 11 Aprile 2006 (quando OMB accettava i commenti)
achab ha scritto:

E' questione di gusti. Ho un paio di album suoi, più vecchi. Ma non mi ha mai "parlato". Springsteen invece non ha fatto che "parlarmi".
Quando esce "We shall overcome"? Fine mese, giusto?

il 11 Aprile 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Marco ha scritto:

Alberto,passi il "grandissimo artista".
Ma paragonarlo a Tom Waits mi pare eccessivo. Diciamo che a Tom Waits si è "ispirato" molto. Una biografia di Waits inizia con un'introduzione di Capossella. Bastano le sue parole per capire la sua piccolezza davanti al genio del Tom, che viaggia almeno quattro spanne sopra il nostro beniamino.
Non fraintendetemi io lo apprezzo, però lo definirei un "bravo artista" che cerca di fare del suo meglio. Si circonda di musicisti validi scelti occulatamente seguendo un idea ben precisa. Cura gli arrangiamenti, la sua voce e la sua immagine sul palco. Un Genio però è un'altra cosa.

il 11 Aprile 2006 (quando OMB accettava i commenti)
zazie ha scritto:

guarda che Capossela è patafisico. non dico altro. ha una altissima cultura surrealista. Io non vado ai concerti ma si vede lontano un miglio che beve assenzio e frequenta i bistrot parigini....

il 11 Aprile 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Giorgia ha scritto:

W la patafisica!
Ecco x' Vinicio mi piace così tanto zazie..Ma x caso zazie 6 il mio patafisico preferito in incognito? (se 6 tu dimmi la parola d'ordine e io capirò...)

il 12 Aprile 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Aleph ha scritto:

Stranamente questa volta mi associo musicalmente ad Alberto. Capossela è uno dei pochissimi musicisti italiani che possano definirsi tali.
E' un grande.

il 28 Aprile 2006 (quando OMB accettava i commenti)
rococò ha scritto:

non riconoscere la genialità di capossela mi pare un'assurdità quasi quanto definirlo quattro spanne sotto tom waits.

il 28 Aprile 2006 (quando OMB accettava i commenti)
InSaNiTy ha scritto:

E' poliedrico, geniale, è un artista a tutto tondo.
L'ho visto il 7 aprile al paladozza di bologna, quei 25 euro li avrei spesi anche il giorno successivo per ascoltarlo ancora.
Lo spettacolo poi era emozionante, non solo la musica ma anche costumi, giochi di luce, ombre cinesi, equilibriste.. e soprattutto è capace di instaurare un profondo contatto umano con il suo pubblico, è una sensazione che non so bene spiegare a parole ma che ho provato solo al suo concerto.
Lo adoravo già prima di vederlo dal vivo, ma ora è amore :D

il 04 Giugno 2006 (quando OMB accettava i commenti)
dolcenera ha scritto:

Sono una ragazza di 17 anni e da poco ho iniziato ad apprezzare Capossella,geniale!
Si è questa la definizione giusta,peccato che non abbia mai visto un suo concerto!!!!

il 14 Settembre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Pierluigi ha scritto:

Vinicio non è un cantane, ma un poeta. Lui riesce a penetrare nel cuore solo cantando, per parlare a tutti e unire tutti come Qoelet. é fantastico!!!!!

il 14 Settembre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
geppo il castigatore ha scritto:

... Patafisica... ?

Quando qualcuno calcola la 'superficie di dio' avvertitemi che l'argomento mi avvince.

Grande Capossela... !

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