OneMoreBlog2.31
«Ma io sono fiero del mio sognare, di questo eterno mio incespicare» (Francesco Guccini)
La morte come gesto di guerra
«Tre detenuti, due sauditi e uno yemenita, si sono tolti la vita impiccandosi con un cappio improvvisato di lenzuola e vestiti al soffitto delle loro celle. "Non è stato un atto di disperazione ma un atto di guerra", ha detto il contrammiraglio Harry Harris, comandante della base prigione nell'isola di Cuba che Amnesty International ha definito "un gulag del nostro tempo"». La notizia che tutti aspettavamo con angoscia dal lager della vergogna è arrivata. L'articolo su Repubblica.
11.06.06 01:03 - sezione guerra e pace
il 11 Giugno 2006 (quando OMB accettava i commenti)
lion ha scritto:

A me pare che, abituala oggi, abituala domani, riesci a far digerire all'opinione pubblica il concetto che più la spari grossa più hai ragione.
Definire un suicidio un atto di guerra mi pare un esempio da manuale.

il 11 Giugno 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Luigi Morsello ha scritto:

Davvero 'singolare' ed ardita la dichiarazione di questo oscuro contrammiraglio.
Un vero capolavoro di tautologia.
Una spudoratezza ed una improntitudine senza confini.
Al limite dell'irrazionale, ma nell'America di George W. Bush c'è ben poco di razionale, ormai.

il 11 Giugno 2006 (quando OMB accettava i commenti)
sibilla.cumana ha scritto:

Chissà come sono morti veramente i tre detenuti...
:-(

il 13 Giugno 2006 (quando OMB accettava i commenti)
L'angelo custode ha scritto:

forse sono stati impiccati, sibilla.

Altrove: A - rivista anarchica | Accordo | Anticatechismo | Chan Hon Chung | Ciclistica | Il Deposito | Don Zauker
Gruhn Guitars | Giordano Bruno | Libertaria | Movimentofisso | Brian Setzer | Shel Shapiro | UAAR | Il Vernacoliere