«Ma io sono fiero del mio sognare, di questo eterno mio incespicare» (Francesco Guccini)
Inquinati dalle idiozie
trafficomilan.jpg Edoardo Croci, assessore milanese al traffico ha detto ieri a Corsera: «Obiettivo di questo provvedimento sono proprio le oltre 700 mila auto che entrano ogni giorno in città. I city users provocano danni ambientali più dei milanesi che, secondo le nostre statistiche, utilizzano maggiormente il mezzo pubblico». Ovviamente Paolo Matteucci, assessore ai trasporti in Provincia, ovviamente oggi dice l'opposto: «I dati li abbiamo anche noi e Arpa e Atm ci dicono che metà degli spostamenti nell'ora di punta sono di cittadini milanesi. Inoltre, per dieci macchine che entrano in città, sette ne escono». E conclude con una frase storica: «ci va bene che si decida di fare qualcosa. Ma parliamone». Bella lì: il dibattito sul cosiddetto "ticket di ingresso a Milano", pur appena cominciato, è già scaduto a livelli di cicaleccio di portineria, dando a chi legge la sensazione che alla fine non se ne farà nulla o quasi.

Eppure due dati sono sotto gli occhi di tutti: la congestione di auto e l'inquinamento hanno superato ogni soglia di pericolo, la città è paralizzata e soffoca. Su questo neanche un Croci o un Matteucci, pur determinati a dar torto a prescindere al collega dell'altra sponda, potrebbero dissentire. A questo punto un'amministrazione decente eviterebbe di sparare banalità, affidando a tecnici di provata competenza (già questo non è facile, vorrebbe dire impedire agli assessori di selezionare i soliti portaborse graditi al loro partito) l'elaborazione di uno studio esaustivo. Dopodiché sarebbe possibile decidere la strategia più efficace per rendere (a) meno pestifera l'aria e (b) meno mortale il traffico.

Niente di tutto questo. La schiera di incompetenti che ci governa e la loro fotocopia che si oppone sparano frasi a raffica, aggiungendo l'inquinamento da idiozia a quello da smog (qualche esempio: «non si deve dare l'impressione di voler chiudere la città», «occorre avviare una fase sperimentale e a piccoli passi», «non c'è e non ci sarà mai un ticket d'ingresso perché la concezione di città chiusa non ci appartiene», «sarebbe sbagliato partire affidando i controlli ai vigili o alle vetrofanie», «se tutti i Comuni adottano un proprio ticket si genera una situazione ingovernabile») dando la chiara sensazione che - una volta di più - la nuvola mortale che sta per soffocare Milano sia solo un'ottima scusa per avviare una nuova trattativa nel mercato delle vacche della politica, all'interno della maggioranza ("Moratti, non avrai sostegno gratis") e tra maggioranza e opposizione ("Moratti, devi ricordarti che in provincia comandiamo noi").

Unica eccezione, una volta di più, l'outsider Davide Corritore, che non pretende di fare il tecnico e si limita a mandare un messaggio di buonsenso: «Se fosse davvero una manovra anti-inquinamento dovrebbe riguardare anche le auto dei milanesi che viaggiano su brevi tragitti inquinando e congestionando. Invece si penalizza soltanto chi non vota a Milano: questa è una tassa, non un progetto contro l'inquinamento...».

Insomma, mentre la banda di magliari di Palazzo si dà da fare solo per apparire sul giornale («devo dire una stronazata qualsiasi, ma sufficientemente brillante purché me la riprendano, meglio se con foto»), Milano si avvia a ricominciare il calvario invernale dell'aria irrespirabile. Dice Marco Garonzio su Corsera di oggi: «Deludono reticenze, balletti, giochi di prestigio. Milano si aspetta dalla politica un messaggio inequivocabile di responsabilità condivisa. Si tratta di una scelta di cultura. Che non ci sia tempo da perdere viene da un dato di buon senso: gli effetti di provvedimenti contro l'inquinamento si vedranno su tempi lunghi; i segni dell'avvelenamento collettivo, invece, sono già sperimentabili nel grigiore dei nostro polmoni. La politica, quella vera, del bene comune, batta un colpo». Al cittadino resta il dubbio che "la politica del bene comune, quella vera" da Milano se ne sia andata da un pezzo e che l'unica soluzione possibile sia quella Albertiniana: un blitz del sindaco che si assegna i poteri speciali e decide in proprio. E' triste pensarlo, ma visto il livello dei personaggi coinvolti, è probabile che questa sia l'unica ipotesi percorribile per non morire soffocati.
03.09.06 10:47 - sezione milano
il 03 Settembre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Ascellare ha scritto:

Da Stresa dove abito dovrò venire all'Humanitas di Rozzano per una visita specialistica fissata alle ore 15.30. Con i mezzi pubblici a disposizione, un autobus, un treno, una metro ed un altro autobus dovrei partire da Stresa alle ore 10 circa e tornerei a casa, se tutto va bene dopo le 20,00. Provare per credere!!
Vi pare possibile in un paese cosiddetto civile?
A me no, ma forse sarà perchè sono stato abituato in un altro paese: la Spagna.
E questo vogliono fare pagare il ticket per entrare a Milano? Ma potenzino i mezzi pubblici, perdio.

il 03 Settembre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Mauro ha scritto:

Effettivamente io sono sicuro che con un sistema di mezzi pubblici efficiente la gente spontaneamente preferirebbe lasciare la macchina a casa.
Vuoi mettere fare il viaggio passando un ora in coda, concentrato alla guida, oppure farlo impiegando un ora e venti seduto a leggere un libro o un giornale?
A volte lascio a casa perfino il motorino nonostante il percorso si trasformi da 15-20 minuti a un'ora e passa, proprio per il piacere di farmi trasportare mentre leggo qualcosa. Ma io devo dire che per andare all'università devo prenderlo da rozzano a piazza fontana, quindi sempre da uno dei due capolinea: il posto lo trovo sempre e non devo cambiare mezzo.

il 03 Settembre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Mauro ha scritto:

Ah dimenticavo: posso provare e giurare che per chi ha un passo discreto, il percorso da uno dei paesi di prima periferia (rozzano, san donato, segrate, vimodrone ecc...) al centro di milano è più veloce in bicicletta che in macchina nella maggior parte delle ore del giorno.
Se ci fosse qualche pista ciclabile in più...

il 03 Settembre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
cronoman ha scritto:

Effettivamente io sono sicuro che con un sistema di mezzi pubblici efficiente la gente spontaneamente preferirebbe lasciare la macchina a casa.

quando si dice un ottimista...:-)


io sono invece dell'idea che l'italiano medio dovra' essere trascinato di peso strillante e calcianate come un bambino petulante nel mondo nuovo dove il trasporto individuale con mezzi ai combustione interna verra' visto come una bizzarra follia di un'epoca di neandertal metropolitani. purtroppo e' ancora troppo radicata la concezione paleolitica dell'auto come strumento di affermazione personale, e si sa che il menefreghismo e egoismo ben radicato nel DNA del nostro paese fara' si' che ci vorra' molto tempo prima che concetti come tutela del bene comune e impatto sulla collettivita' diventino variabili da prendere in cosiderazione nelle scelte personali.


e' normale che la politica abbia a cuore principalmente gli interessi degli automobilisti perche' sono partito di maggioranza, un inesauribile bacino di voti: tutelare le minoranze, avere il coraggio di prendere scelte giuste per la collettivita' anche se contrarie agli interesse delle lobby e saper impostare progetti con scadenze lontanissime sono i marchi di fabbrica di una grande politica, ma si sa che che sia a milano che in italia abbiamo una politica rudimentale, compromessa e miope.


secondo me la rivoluzione della vivibilita' delle citta' dovra' essere portata a termine dai cittadini, e' una rivoluzione che dovra' partire dal basso (fa' un certo effetto pensare che basterebbe che ognuno, nel suo piccolo, semplicemente lascaisse la macchina in garage magari anche solo 3 giorni la settimana per rivoluzionare la vivibilita' della citta' immediatamente e senza spendere una lira): i tempi sono oramai troppo stretti e la posta in gioco troppo alta per delegare la risoluzione del problema agli incapaci somari della politica.

il 03 Settembre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Mauro ha scritto:

Non sono ottimista, cronoman. So bene che pur con tutti i loro difetti, gli italiani sono opportunisti. Con i mezzi di trasporto efficienti, con i prezzi della benzina che aumentano, con i costi di manuntenzione, bolli e assicurazioni vari, tutti vedranno che GLI CONVIENE lasciarla a casa. E lo faranno. Ma uno stato efficiente, prima di pretendere sacrifici deve fornire servizi.

il 03 Settembre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
.mau. ha scritto:

Mauro: da esperto sulla tratta Viale Zara - Rozzano posso garantirti che non è esattamente così.
Rozzano-Circonvallazione esterna la faccio in 30 minuti in bici, in 20 in auto (escludo ovviamente agosto) e la farei in 40 col 15 (però scendo prima).
L'attraversamento di Milano lo faccio rispettivamente in 25, 30, 25 minuti.
Una rete seria di piste ciclabili aumenterebbe la mia sicurezza ma non credo cambierebbe molto i tempi.
Ascellare: da Stresa a Rozzano mica devi passare per Milano :-)

il 03 Settembre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Mauro ha scritto:

Infatti ho detto DISCRETO passo. ^_^
Da casa mia (rozzano) impiego fra i 25 e i 30 minuti per arrivare in festa del perdono, e fra i 30 e i 35 per arrivare al conservatorio. Ovviamente non mi faccio la passeggiata, ma non arrivo nemmeno sudato fradicio :)

il 03 Settembre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Carolina ha scritto:

In effetti... un serio problema d'attualità! E non solo per Milano...
http://www.pupress.princeton.edu/titles/7929.html
In italiano:
http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=1&c=NNNARJJO02ZNN
:-)
Carolina

il 03 Settembre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Andrea_Riot ha scritto:

"la concezione di città chiusa non ci appartiene"

La citta' e' chiusa, ogni marciapiede e' una trincea, provate a girare per Milano con un bambino per mano, piu' che insegnargli ad avere paura non potete fare.

il 04 Settembre 2006 (quando OMB accettava i commenti)
.mau. ha scritto:

non concordo. Se scendo sotto i 35 minuti per rozzano-sant'ambrogio, sudo eccome. (e soprattutto vado a respirare troppa robaccia, il che non mi pare una grande idea)

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