Giuseppe Sala, Bobo Maroni e i due marò

i due maròMaroni dimettiti! Questo è il grido che si leva dal PD. Il segretario regionale del Partito Democratico, Alessandro Alfieri, parla chiaro dalle pagine della velina di partito (l’Unità): “Il primo a doversi fare delle domande sulla possibilità di rimanere alla guida della Regione è il presidente Maroni: non può far finta di niente”. Giusto! La lista di inquisiti o condannati è lunghissima, eccola…

  • Antonio Rognoni, capo di Infrastrutture Lombarde, arrestato il 20 marzo 2014.
  • Angelo Paris, finito in cella l’8 maggio 2014 con l’accusa di essersi messo a disposizione della cupola degli appalti di Expo.
  • Antonio Acerbo, responsabile del Padiglione Italia e delle vie d’acqua di Expo, arrestato il 14 ottobre.
  • Andrea Castellotti, facility manager di Palazzo Italia.
  • Pietro Galli, direttore generale vendite e marketing, segnalato da Cantone perché condannato per bancarotta, manager più pagato di Expo.
  • Christian Malangone, 4 mesi di reclusione in rito abbreviato.

Come? Che dici? Ah questi non sono collaboratori del presidente della Regione Lombardia, il leghista Roberto Maroni, ma collaboratori di Giuseppe Sala, uno da sempre di sinistrae per cui il  PD èmio partito di riferimento” (ma a volte anche no), comunque futuro sindaco di Milano (nonostante non voglia fare politica) per volere congiunto di Lorsignori tutti?

Mannaggia.

Vabbè.

Gli asini volano? No! Ma l’ha detto il compagno Togliatti. Ah… bassi, ma volano.

Ma noi non cadremo nel tafazzismo della sinistra autolesionista.

E comunque nessuno pensa ai due marò.