Chan Hon Chung: è ora di tramandare quello che mi ha insegnato

Albertro Biraghi e Chan Hon Chung sifuCompio in questi giorni di fine 2016 i 40 anni esatti di pratica dell’Hung Kuen. Ho cominciato nel 1976 a Milano con “Benjamin” Fung Hon, fratello di “George” Fung Kyu, allievo prediletto prematuramente scomparso del maestro Chan Hon Chung. Benjamin mi ha insegnato le prime posizioni e Mui Fah Kuen.

Nel 1977 sono volato a Hong Kong, avviando una frequentazione del maestro Chan Hon Chung continuata fino alla chiusura della storica palestra del 729 di Nathan Road. Ho trascorso a Hong Kong tutto il mio tempo libero ogni anno, anche due volte all’anno, dove mi sono recato durante le ferie estive e natalizie e ho imparato il set completo di forme dell’Hung Kuen, come veniva insegnato dal maestro Chan. Ancora oggi l’Hung Kuen è per me pratica quotidiana.

In quegli anni mi sono sempre allenato assieme a Hui Wing, Kong Pui Wai, Lau Kam Fu, Lee Yun Fook, Seto Wing, con i quali ho anche vissuto e instaurato un rapporto di profonda amicizia ancora vivo e ancora sono il rappresentante italiano della Hon Chung Gymnasium Student Union. La pratica è proseguita a lungo con il”si-hing” Cheung Yee Keung dopo la chiusura della palestra del maestro Chan.

A fronte del lavoro mirabile di altre famiglie che praticano il nostro stile, vedo con rammarico che l’Hung Kuen del maestro Chan Hon Chung si sta inquinando per mancanza di un centro comune. E’ un fatto comprensibile, perché manca un punto di riferimento a Hong Kong. Degli allievi anziani diretti del maestro Chan resta in attività solo Kong Pui Wai, insegnante straordinario, ma che non ha costruito una scuola in grado di diventare il punto di riferimento della nostra tradizione come lo era il 729 di Nathan Road.

Da quanto vedo nei video e nelle immagini postati in Rete, ma anche dal confronto con alcune persone a cui giù sto trasferendo ciò che so, i principi dell’Hung Kuen che il maestro Chan Hon Chung descriveva come fondamentali per la comprensione dello stile e su cui insisteva quotidianamente non sono noti e rispettati dai più.

Per questo ho deciso – prima di diventare troppo vecchio per poterlo fare – di mettere quello che so a disposizione dei praticanti italiani che in qualche modo fanno capo alla mia stessa tradizione marziale. Mi riferisco ai praticanti avanzati già in possesso di un bagaglio di forme completo o quasi e disponibili a “vuotare la loro tazza per poter assaggiare il mio tè”. Non sono interessato a insegnare le sequenze, ma a condividere con chi già le pratica da tempo ciò che ho imparato dal maestro Chan e praticato per quarant’anni. Con l’unico obiettivo che sia tramandato correttamente.

Ho definito i seguenti ambiti di lavoro:

  1. le posizioni, la schiena, l’uso del bacino, la respirazione di base nelle forme
  2. essenzialità ed economia di movimenti nelle forme
  3. la forma avanzata Sap Yin Kuen, la posizione Yi Ji Kim Yeung, la corretta “respirazione del drago”
  4. Tit Sin Kuen.

Chi è interessato si può mettere in contatto. Serietà e rispetto della nostra tradizione sono presupposti imprescindibili.