«I'm a picker, I'm a grinner, I'm a lover and I'm a sinner, play my music in the sun» (Steve Miller)
Un (ir)responsabile della comunicazione
A proposito del post Alla canna del gas, si lamenta Alessio di un mio chiodo fisso nell'indicare i DS e il loro presidente come corresponsabili di un forte consenso per Berlusconi, del tutto anomalo viste le sue imprese come politico e come uomo d'affari («E ti pareva che non fosse colpa di D'Alema e dei DS...». L'argomento è complesso. Tra le tante carenze del rinascente centro sinistra, metto ai primi posti un evidente problema di comunicazione, con importanza pari a quello politico. Qui, in effetti, assegno molta responsabilità ai DS - ché la Margherita comunica solo per bocca e scelte del leggiadro e vacuo guaglione - e in particolare a Gianni Cuperlo, il più inadeguato "responsabile della omunicazione politica" nella storia di Pci-Pds-Ds. Tutte le volte che questo (ir)responsabile della comunicazione ha aperto bocca o tippettato sulla tastiera, ha fatto danni.

Non occorre la SWG per capire come mai una parte consistente di italiani finisca per non votare o per votare a culo, basta leggere un articolo del nostro ("strettamente riservato", in quanto inviato qualche tempo fa - guardacaso - al foglio arancione che nessuno legge mai), in cui si sostiene che «il talento e il merito dei singoli, l'iniziativa privata, le nozioni di ambizione e rischio, un modello competitivo per quanto regolato, il riconoscimento dell'eccellenza, la responsabilità individuale e, ultimo ma non ultimo, nientemeno che l'affermazione di sé. Una maggioranza piuttosto netta del campione identifica ciascuna di queste voci, e di conseguenza ciò che esse evocano, con una cultura di destra piuttosto che riformista. Ora la domanda non è tanto se ciò sia possibile. Cioè se sia attendibile o meno l'esito della nostra indagine. La vera domanda pare a me se sia credibile che il riformismo - o ciò che denominiamo come tale - possa regalare oggi all'avversario politico il presidio di principi e valori che, nel loro complesso, configurano il ruolo dell'individuo nella società globale. Le sue aspirazioni, le sue aspettative di vita, di consumo, di cittadinanza, di riconoscimento.».

La contorta prosa cuperlesca può essere così tradotta: "per vincere dobbiamo essere liberisti, privatizzatori, consumatori incontinenti, pure un po' cinici e figli di puttana". Sconcertante? Non troppo, se si pensa che a scrivere è lo stesso tizio che ha ideato la geniale campagna dei DS denominata "Forza Italia" (!?!), con l'immagine del surfista ricco, bello, giovane e atletico (forse un omaggio di Cuperlo alla passione - molto riformista - del suo padrone per le barche a vela, tanto da dare a Gasparri l'appiglio per fargli i conti in tasca, osservando che D’Alema ha il suo stesso "percorso professionale" e che non dovrebbe poter disporre di tanti quattrini).
Al di là dei giudizi soggettivi sui personaggi (non credo sia necessario ribadire che ritengo D'Alema una iattura per la sinistra e l'Italia, ma ognuno ha la sua bestia nera), sottolineo l'incoerenza comunicativa di tutta la faccenda. Mi domando com'è possibile che un* giovane in cerca di lavoro, un* pensionat*, un* neodisoccupat*, un* schiav* di call-center - insomma, un* disillus* che dice "è tutto un magna magna" ma non compra Diario - possa aver voglia di ritenere una simile "sinistra" in qualche modo diversa dalla "destra". Continuiamo a pensare a raccogliere voti al centro, tanto il fenomeno Vendola non è mai esistito.

Concludo con una chicca, scoperta per caso cercando informazioni per scrivere questo post, un'affascinante pagina dl Riformatorio dedicata a un dibattito sul D'alemismo e un articolo di Daniela Gaudenzi a proposito di Cuperlo vs. Unità su Democrazia e Legalità.
14.04.05 15:50 - sezione riflessioni
il 02 Aprile 2006 (quando OMB accettava i commenti)
edison ha scritto:

Cuperlo non ha detto che per vincere si debba essere cinici e figli di puttana. Ha detto che i partiti di sinistra debbono imparare a riconoscere e rispettare i talenti e i meriti degli individui. O è forse giusto che ottengano gli stessi benefici il lavoratore preparato, serio, responsabile e il "freerider" che si gratta le palle mentre gli altri lavorano? Cuperlo ha ragione da vendere. Forse il cinico e figlio di puttana è chi non lo capisce. Meritocrazia e solidarietà. Premiare i capaci, aiutare gli incapaci. Fare il contrario non è di sinistra, è da dementi.

il 02 Aprile 2006 (quando OMB accettava i commenti)
alberto ha scritto:

"L'ambizione al rischio e il modello competitivo" sono esattamente quello che distingue la destra dalla sinistra. Ritengo - in autorevole compagnia - che da questi due concetti tragga vita e nutrimento il liberismo sfrenato, quello della crescita a tutti i costi e dei forzati del consumo. E' un modo di pensare come un altro, forse è anche "rifromista" (che io continuo a non saper cosa sia, ma se è questa roba qua, significa che il "riformismo" non è cosa di sinistra.

il 03 Aprile 2006 (quando OMB accettava i commenti)
Carolina ha scritto:

più che di Cuperlo o del centrosx per me questi sono i disastri dell'Itaglia.
Quando finalmente avremo rispedito i fascisti (loro massimi responsabili oltretutto) nelle fogne:
1) a sinistra si litigherà come al solito, ma senza di queste incazzature e comunque prima o poi si arriverà a farlo su progetti ampi per la società, con forse anche la capacità e la volontà dei massimi dirigenti di trattare quelli complessi
2) a destra ci potranno essere conservatori, con le loro idee sulla società anche loro, e non per le loro tasche, e non ignoranti e pataccari
3) spariranno pure gli anticomunisti ossessivo-compulsivi, le campagne elettorali con i toni alti e staremo tutti meglio.
PS non faccio la profetessa: dico solo che c'è una sola condizione anche solo per poter sperare in qualcosa di simile, ed è: i fasci nelle fogne.
Carolina

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