Primo Maggio: l’altra parte della barricata

riot 1 maggio 2015Una visione dall’altra parte della barricata (e che barricata!) è sempre terrificante. Però cambiare punto di vista aiuta a capire. In questo articolo ci sono – ovviamente scritte in modo un po’ così – istanze reali, che tante persone diverse da noi per storia, età, cultura sentono sulla loro pelle. Giudicare o negare questo è lecito, ma non serve a capire.
In sintesi: gli eventi neri del Primo maggio sono un sintomo, non il male. Puoi mettere in galera i mille riot, ne spuntano altrettanti. Se invece provi a capire perché uno cede all’estetica della violenza è possibile che trovi il modo di estirpare la malattia.

Leggi tutto “Primo Maggio: l’altra parte della barricata”

Prima di cancellare leggi quello che c’è scritto

Prima di cancellare“La retorica dei mass e dei social media ha funzionato da grande megafono e amplificatore prima delle fiamme e dei fumi, poi delle spugne in un gioco speculare diretto alla pancia prendendo nel mezzo una città intera. Milano brucia, Milano riparte, un senso epico dei titoli che trae in inganno e regala il peggio del giornalismo nostrano. Non c’è un’anima migliore, non si riparte perché non ci si è mai fermati, non si risorge, perché non siamo mai morti, non ci sono cittadini migliori, perché una città la fanno tutti quellio che la abitano, anche quelli che dovranno rispondere dei propri atti (con proporzionalità si auspica).”

Leggi tutto “Prima di cancellare leggi quello che c’è scritto”

Primo Maggio: la gauche Mastrolindo

Cittadini volontari puliscono i muri“Sono gior­nate strane, gli acca­di­menti ven­gono rumi­nati con len­tezza: l’unanimismo ini­zial­mente pre­va­lente (bene con­tro male, buoni con­tro cat­tivi) il giorno dopo lascia sem­pre il posto ad argo­men­ta­zioni più arti­co­late. Il “movi­mento” è in pausa di rifles­sione. Le lace­ra­zioni sono pro­fonde, anche per met­tere a fuoco quella che è già pas­sata alla sto­ria come la mar­cia trion­fante della società civile che ha ripu­lito Milano per resti­tuirla ai mila­nesi in tutto il suo splen­dore. L’enfasi è imba­raz­zante. “La nostra città”, si esal­tano i ven­ti­mila puli­tori volon­tari scesi in piazza con le spu­gnette e arrin­gati dal sin­daco Giu­liano Pisa­pia, uomo che que­sti mec­ca­ni­smi di fasci­na­zione delle masse dovrebbe cono­scerli a memo­ria. L’identificazione spon­ta­nea con “la nostra città” è rive­la­trice, se è vero che il “blocco nero” non ha spac­cato o imbrat­tato sim­boli par­ti­co­lar­mente cari alla sto­ria di Milano: vetrine, fine­strini, mica le guglie del Duomo, Santa Maria delle Gra­zie o lo sta­dio del “tri­plete” (e di Van Basten).”

Leggi tutto “Primo Maggio: la gauche Mastrolindo”

Primo Maggio: i muri deve pulirli il Comune

Pulizia dei muri a MilanoGli scontri del Primo Maggio 2015 a Milano sono una vicenda complessa, di cui le narrazioni mainstream non hanno colto pressoché nulla. Proviamo a uscire dall’emotività degli spugnatori commercianti che “pagano le tasse” e hanno visto i “negozi devastati” (qualche vetrina rotta, ma paga l’assicurazione), delle auto di “cittadini che non arrivano a fine mese” (in via Carducci?) bruciate.

Leggi tutto “Primo Maggio: i muri deve pulirli il Comune”

29 aprile 1945

L'appeso (tarocchi)Come ogni anno, al 29 aprile si apre il fronte “piazzale Loreto”. Stendo un velo pietoso sui nostalgici del Campo 10 del Cimitero Maggiore (perché i morti non sono tutti uguali, ci sono quelli che stavano dalla parte giusta e quelli che invece stavano con Mussolini) e sui buontemponi che che “ma allora le foibe”: sono effetti collaterali della democrazia, amplificati dai social network che assegnano diritto di sproloquio a chiunque, non sono significativi.

Trovo invece particolarmente fastidiosi quelli che “sono antifascista, ma…” cui seguono descrizioni di Piazzale Loreto il 29 aprile 1945 a colpi di “macelleria messicana”,  “scempio dei cadaveri”, “violenza inaudita”, “spettacolo ripugnante”, “orrore”, eccetera. Qualcuno arriva ad aggiungerci il magico boost “senza se e senza ma”.

Leggi tutto “29 aprile 1945”

Nessuno si assuma le proprie responsabilità

In queste ore in parlamento la frase più ripetuta è “ciascuno deve assumersi le proprie responsabilità”. Il problema è che costoro, per modello professionale e per loro natura, non se le assumono mai, non devono né vogliono farlo. Quindi la faccenda di “assumersi le proprie responsabilità” è la prima e più grande bufala della politica. Che cada il governo, con i relativi danni per il Paese, o che si riesca a votare una legge elettorale un po’ così, nessuno di Lorsignori ci rimetterà comunque un cent, né un privilegio di casta.

Il thread è su Facebook.

Il Duce se la sta facendo addosso

MussoliniOggi 70 anni fa il Duce se la sta facendo addosso e continuerà per tutto il giorno e per tutto domani, fino alle 16.10, quando il mitra calibro 7,65. L.Mas mod.1938 matricola F.20830 con un nastrino rosso legato all’estremità della canna porrà fine alla sua oscena esistenza. Pensando a tutte le brave persone che quel figlio d’introcchia aveva mandato a morte in guerre inutili, a quelle che i suoi scherani avevano picchiato, schernito, imprigionato, torturato e ammazzato, non posso che pensare con gusto a queste sue (purtroppo poche) ore di terrore.

Il thread è su Facebook.

25 aprile: la Brigata Ebraica e le altre bandiere (IMHO)

Brigata EbraicaSpero che in ogni circostanza in cui si ricorderà la Resistenza italiana, da oggi in poi compaia sempre anche questo simbolo, assieme agli altri delle organizzazioni partigiane che hanno contribuito alla liberazione dal fascismo, con pari dignità e pari orgoglio. Il 25 aprile 1945 l’Italia ha ripreso in mano il proprio destino anche grazie all’eroismo della Brigata Ebraica.

Leggi tutto “25 aprile: la Brigata Ebraica e le altre bandiere (IMHO)”

Bravo Pisapia

PisapiaIl discorso di Giuliano Pisapia, semplice e sentito, a me è piaciuto non poco. Soprattutto quando ha ripreso il tema di Mattarella sul fatto che i morti non sono tutti uguali, ci sono quelli che erano dalla parte giusta e quelli dalla parte sbagliata (con tanto di lapsus pesante, a un certo punto l’emozionato Giuliano ha detto “Napolitano” invece di “Mattarella”, ma Napolitano da buon migliorista non si era mai sbilanciato sul tema, purtroppo dovevamo aspettare il democristiano). Comunque bravo Pisapia!

Il thread su Facebook.

Non mi è chiaro

testedimiNon mi è chiaro cosa c’entra la Palestina con il nostro 25 aprile e in nome di cosa si devono tollerare delle TESTEDICAZZO™ che al passaggio della bandiera della Brigata Ebraica (la quale ha contribuito alla libertà di tutti, comprese le suddette TESTEDICAZZO™) si permettono di insudiciare la manifestazione urlando “sionisti carogne tornate nelle fogne”.

Il thread su Facebook.