25 aprile: la Brigata Ebraica e le altre bandiere (IMHO)

Brigata EbraicaSpero che in ogni circostanza in cui si ricorderà la Resistenza italiana, da oggi in poi compaia sempre anche questo simbolo, assieme agli altri delle organizzazioni partigiane che hanno contribuito alla liberazione dal fascismo, con pari dignità e pari orgoglio. Il 25 aprile 1945 l’Italia ha ripreso in mano il proprio destino anche grazie all’eroismo della Brigata Ebraica.

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Bravo Pisapia

PisapiaIl discorso di Giuliano Pisapia, semplice e sentito, a me è piaciuto non poco. Soprattutto quando ha ripreso il tema di Mattarella sul fatto che i morti non sono tutti uguali, ci sono quelli che erano dalla parte giusta e quelli dalla parte sbagliata (con tanto di lapsus pesante, a un certo punto l’emozionato Giuliano ha detto “Napolitano” invece di “Mattarella”, ma Napolitano da buon migliorista non si era mai sbilanciato sul tema, purtroppo dovevamo aspettare il democristiano). Comunque bravo Pisapia!

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Non mi è chiaro

testedimiNon mi è chiaro cosa c’entra la Palestina con il nostro 25 aprile e in nome di cosa si devono tollerare delle TESTEDICAZZO™ che al passaggio della bandiera della Brigata Ebraica (la quale ha contribuito alla libertà di tutti, comprese le suddette TESTEDICAZZO™) si permettono di insudiciare la manifestazione urlando “sionisti carogne tornate nelle fogne”.

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Si è persa un’occasione

Oggi, per quel che si vede, Piazza XXIV Maggio è all’insegna del mal fatto, della folle sovrapposizione di competenze, dello spreco d’inutili cordoli monumentali, di selva di pali, alcuni verde ramarro altri grigi, collocati a caso e con una varietà di pavimentazioni che ricordano la giubba di Arlecchino. Si è persa una bella occasione: dopo otto anni di dibattiti e scontri culturali e politici si arriva a una realtà che nega qualsiasi tentativo di cambio di passo nell’arredo urbano.

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Gays: how am I supposed to explain to my child?

Louis CKA tutti quelli che “la famiglia tradizionale” dedico questo video di di Louis C.K. dal suo fantastico monologo Shameless (2007)“Non ho mai capito le persone che giudicano le altre per come fanno sesso. Alcuni si arrabbiano con gli omosessuali solo perché sono gay. Non l’ho mai capito. Solo perché fanno sesso tra loro. Li capirei se i gay corressero per strada a inculare estranei senza permesso. Senza chiedere. Siete al bancomat e “Ehi! Ma che cazzo? Cristo! Un finocchio mi ha appena inculato! Mi ha rovinato i pantaloni nuovi! Oddio, un altro! Basta, me ne vado a casa!”. Ma di norma non lo fanno, quindi non vedo dove sia il problema. 

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Il posto fisso

In un thread aperto da Letizia Mosca a proposito del passaggio di Ostellino da Corriere a Giornale (notizione!) ho fatto un commento un po’ OT sul posto di lavoro fisso, che Graziano Camanzi ha suggerito di condividere al di fuori del thread. Credo molto in quello che ho scritto, anche mettendo in discussione un mio passato sempre più remoto di duro e puro, quindi nonostante in un primo tempo avessi rinunciato, visto che avevo una decina di minuti liberi l’ho postato qua.

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Tit Sin Kuen: common errors

Chan Hon ChungI had the honor to learn Tit Sin Kuen, the ultimate form of the Hung Kuen school, 30 years ago from master Chan Hon Chung, in his country house and to refine it with my elder brother Cheung Yee Keung. I kept a daily written trace of what I learned and spent a few hour asking question to master Chan with the help of my elder brother Chan Kwoon Kwok. In my old paper notebook I still have pages of pages of notes, memories, drawings, comments.

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Le regole

AmbulanzaCaro (ma sul serio) sindaco, a proposito del tuo rimbrotto ai ciclisti, categoria di cui sono orgoglioso di far parte.

Le regole in bici le rispetto (nei limiti del salvarmi la pelle, per dire in via Torino a volte faccio brevi tratti sul marciapiede) e come me fa la gran parte dei ciclisti. La mia reazione al drammatico incidente in cui un ragazzetto incosciente ha provocato una tragedia che non voleva e non meritava sarà rispettarle un po’ di più. 

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Tit Sin Kuen: forget YouTube and the “workshops”

Chan Hon ChungI see more and more people posting on Fabebook and/or YouTube pictures and videos of themselves engaged in the practice of Tit Sin Kuen. I would like to tell them that this act is wrong, dangerous and not in line with our Hung Kuen tradition.

In the Hung Kuen story, TSK is the last and ultimate form to be learned by a pratictioner. But in the serious schools it is not “taught” (nor it is shown or demonstrated), rather it is “handed down” by the good master – in special circumstances by the elder brother – when he considers that a student has attained a full and deep knowledge of the style.

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Internal vs. external? Gimme a break!

22Wu ShuThis is a reply to a post in  the “Hung Gar Kung Fu Worldwide 全世界洪家拳一家” page. 

IMHO the dualism “internal vs. external” and the “Quigong” concept are mostly a Western simplification of the holistic and deeply interacting nature of the traditional Eastern martial arts.

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