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«A politician, you know the ethics those guys have. It's like a notch underneath child molester» (Woody Allen)
Lettera a un maggiorente innominato
Compro per caso Repubblica e scopro un'intervista in cui un maggiorente politico DS dell'area milanese di cui non faccio il nome a evitare un'altra telefonata con voce vibrante d'indignazione. Il signore in oggetto neanche nomina le primarie, si dice a favore del programma prima della leadership (la cui scelta, a sentir lui, sarà comunque "cosa loro"), a favore di raccattare voti ovunque, ma non a sinistra (il centro, i radicali, i delusi della destra, eccetera, tutti elettori il cui voto si conquista con un programma adatto a loro, cioè di destra). Gli rivolgo pertanto un appello pubblico affinché ci ripensi.

Frase 1, le primarie no no no

«A settembre verificheremo la coalizione attorno al programma e le disponibilità che ci saranno a candidarsi. Sceglieremo la persona più adatta a rappresentare la proposta politica e l´intera alleanza». L'archeologia della politica, quella del "ragazzino, lasciami lavorare", alla faccia di millanta opinioni autorevoli (Filippo Penati e Davide Corritore, tanto per fare i due nomi locali più visibili di questi tempi), oltreché del più banale buon senso.

Frase 2, si vince al centro per non dire a destra

«Una alleanza che non si riduca alle forze che fanno riferimento all´Unione, ma che aggreghi quei pezzi di società milanese che, pur non riconoscendosi nel centrosinistra, condividono la necessità di cambiare la città. Siamo un cantiere aperto, i primi risultati sono positivi».

Cambiamo questa città perdiana!

Confesso: confortato dai numeri di Cambia Milano non avevo rinunciato a sperare che qualcuno che conta nei DS milanesi (senza ammetterlo, per carità, non si pretende tanto) pensasse qualcosa del tipo: «Cospetto! Risultato inaspettato, perlamiseria, sono QUATTROMILA voti, chissamai che le primarie siano una buona idea». Illusione.

Riassumendo...

Ma la posta in gioco è troppo alta. Caro signore innominato del "prima il programma, poi sceglieremo", se pure la sua lunghezza d'onda non è sintonizzata sulle cose dei mortali "fuoripalazzo", almeno dia retta a Romano Prodi. Sono tempi da primarie, da coinvolgimento degli elettori, tenmpi da programmi coordinati da una leadership forte, carismatica, gradita agli elettori. Altrimenti - visto il dna peracottaro e litigioso della politica milanese - semplicemente non si vince. Cioè, per essere ancora più chiari, mica che poi lei fraintenda: si perde.
E se si perde, caro maggiorente innominato, lei non si becca la poltrona più confortevole, ma noi cittadini dovremo subire la Colli-Moratti di turno per altri cinque anni.

La richiesta accorata

Allora, le chiedo cortesemente, signor maggiorente innominato, ripensi alla recente figura da peracottaro fatta in Puglia da uno molto più maggiorente di lei, che snobba gli elettori quanto lei, anche lui irriducibile dell'«è finita la stagione dell'antipolitica, del movimentismo. Ci pensi diobono. Non perda tempo a inquietarsi, a indignarsi, a offendersi, a pensare di querelare me. Pensi invece ad ascoltare il Professore. E se poi comunque neppure Prodi le fa cambiare idea, ci faccia un regalo, almeno stia zitto. Perché qui non è in gioco solo la sua poltroncina, cazzo, è in gioco la nostra città, che se permette è un po' più importante.

Ah, già, l'intervista...

E' qui.
23.07.05 23:08 - sezione politiche
il 24 Luglio 2005 (quando OMB accettava i commenti)
Bubbidolo ha scritto:

Eh si! Lucida analisi, belle parole. Nasce prima il programma o la gallina? L'uovo o il candidato? Minnie o Topolino?
Un solo piccolo appunto: come si fa ad ascoltare le parole di qualcuno che NON PARLA, ma al più si esprime attraverso pensosi borborismi tipo il Don Zaucker di Daitarn III?
Cari amici della sinistra moderata, datemi retta: se volete votare a sinistra venite con noi e dateci una mano a rieleggere Berlusconi.
Che ti aspetti di diverso da un maggiorente dei DS, braccio politico della FIAT di Montezuma?
Ormai le fabbriche ce le giochiamo noi azzurri (celeste pallido va là...) e i trinariciuti bertinottiani papalino-stalinisti. I DS sono il partito salottiero per eccellenza. Sono diventati esattamente ciò che hanno sempre detto di voler combattere...o auri sacra fames...

il 25 Luglio 2005 (quando OMB accettava i commenti)
Pierfrancesco Majorino ha scritto:

Secondo me a te da' noia il fatto che noi siamo per le primarie. Quello che volevi era una posizione contraria così da poterci rompere le balle per settimane. Invece, pur non secondo il metodo "Corritore" ecco che siamo a favore. E tu, a quel punto sei tragicamente spiazzato. Vivi e pratichi la teoria del "tanto peggio".

il 25 Luglio 2005 (quando OMB accettava i commenti)
alberto ha scritto:

Pier, vedo con tristezza che nella logica mentale del politico anche giovane resta il vizio di assegnare a retropensieri la ragione di una posizione critica. Come se io avessi da guadagnare a dissentire sui DS. In realtà è un meccanismo che non mi appartiene e noto che molto spesso "il primo ad aver paura di essere derubato è il borsaiolo". La mia critica nasce solo dalla profonda delusione per come avete fatto opposizione. Senza nulla di personale, vi trovo imbarazzanti e strutturalmente inadeguati. Dopo la querelle con Mirabelli, a seguito della quale ho seguito il suo consiglio e mi sono informato sulla sua carriera politica, sono ancora più preoccupato. Evito di aprire file dolorosi come il Montestella (oggettivamente opinabile) e porto a esempio la Darsena, un abuso in cui un partito di sinistra coi coglioni avrebbe dovuto fare ben altro che l'opposizione che ho visto. Qualche dichiarazione sui giornali con Albertini e De Corato serve zero, con questa gente ci vogliono azioni estreme, alla Greenpeace. Ora ovviamente riceverò un elenco di vostre imprese mirabolanti, ma i fatti restano: settimana ventura uno dei simboli storici di Milano verrà devastato per diventare unillogico e inutile parcheggio (con tutto il marcio che girerà attorno ai lavori) senza che un presidio DS sia lì a cercare di fermare le ruspe, incitando i cittadini a distendersi davanti alle macchine.

Detto questo, per entrare nel merito, mi limito a costatare che se voi siete favorevoli alle primarie, io non l'ho proprio capito dal vostro unico output di cui dispongo: i giornali. E se non l'ho capito, stanti la mia cultura e intelligenza nella norma, vuol dire che l'avete comunicato male voi. Quello che ho capito - sempre che il signor Mirabelli non parli per i DS di un altro pianeta - è che voi volete fare un programma di coalizione e successivamente cercare un candidato. Che se non ci sarà un candidato condiviso da tutti, ricorrerete alle primarie. Il che - a mio modestissimo giudizio - è una grossa stronzata. Oppure (visto che non siete fessi) è una strategia dettata dalla paura della perdita di controllo che da anni fa fare cose folli alla dirigenza nazionale dei DS, coi risultati elettorali che vediamo tutti (anche qui racconterai numeri mirabolanti, io però ricordo il "mio" PCI al 30%) .

Secondo me (conto un cazzo, ma leggo ogni giorno Romano Prodi che conferma la mia idea) bisogna individuare il leader della coalizione, che sull'esempio del meccanismo nazionale dovrà fare il programma conciliando le diverse sensibilità politiche. Un lavoro sporco e ingrato: ci vuole uno con le palle, corazzato, solido, determinato, inattaccabile dal marciume della guerriglia interna. Uno - per dirla tutta - che se trova un elettore deluso e incazzato come me, non gli dà del nazista, ma cerca di capire che succede per porvi rimedio.

Romano Prodi ha altro da fare, purtroppo anche Bersani immagino ce l'abbia (sarebbe il sogno di tanti, tu snobba pure Cambia Milano, ma commetti un grave errore, 4mila+ cittadini arrivati a votare senza ssere attirati dalle meravigliose campagne di Cuperlo & soci sono un numero importantissimo). L'idea di un Sarfatti-2 (inteso come metodo di selezione - la spartizione bieca di poltrone che tu ben sai - e come demenziale campagna elettorale) mi terrorizza. Mi sento tra due fuochi: la sconfitta e altri cinque anni di danni irreparabili alla città da una parte, la vittoria conquistata a prezzo dei compromessi inenarrabili che si leggono tra le righe dell'intervento del notabile cui faccio riferimento, con conseguente immobilismo. Vedo le primarie come unica difesa dal mercato delle vacche a cui tutti voi addetti ai lavori - volenti o nolenti - siete costretti. E le vedo come dichiarazione forte di autonomia e lungimiranza politica.

Ma probabilmente - offuscato dalla voglia di rompere i coglioni "a prescindere" che tu mi attribuisci - sbaglio anche qui ed è bene che il candidato lo decidano D'Alema, Rutelli e Boselli, magari considerando che c'è pure Ancona in ballo, quindi bisogna decidere chi prende cosa.

il 25 Luglio 2005 (quando OMB accettava i commenti)
Pierfrancesco Majorino ha scritto:

Mi limito a dire, per chi ci legge, che sulla Darsena ci siamo fatti e ci faremo un discreto mazzo.
Probabilmente anche perdendo un po' di voti, o meglio sembrando antipatici a molti milanesi che non comprendono le ragioni di una battaglia d'opposizione delle cui ragioni siamo comunque convinti.
- Non si tratta solo di giornali ma di iniziative di mobilitazione e così via- .
Sulle primarie, ahimè sono d'accordo (sulla loro opportunità non sulle tue critiche ossessivamente strumentali). La mia dichiarazione favorevole la trovi nel tuo stesso blog correttamente riportata in occasione del secondo premio Calderoli che mi è stato autorevolmente attribuito.

il 25 Luglio 2005 (quando OMB accettava i commenti)
alberto ha scritto:

Visto che l'aggettivo "strumentale" ha un significato preciso ("dal De Mauro "senso figurato: che viene attuato con un secondo fine"), mi interessa sapere quale "secondo fine" attribuisci alle mie critiche di elettore deluso e preoccupato, appunto, al di là di delusione e preoccupazione che visto l'andazzo mi sembrano almeno legittime.

il 25 Luglio 2005 (quando OMB accettava i commenti)
Pierfrancesco Majorino ha scritto:

Questo, soprattutto per te, è quel che mi chiedo pure io.

il 25 Luglio 2005 (quando OMB accettava i commenti)
alberto ha scritto:

Be' forse allora ti conveniva usare un altro aggettivo se non sai perché le mie critiche sono "strumentali". Che poi in realtà *non sono* strumentali, sono solo espressione di un desiderio: sbarazzarmi di Albertini e Berlusconi e sostituirli con una classe dirigente che non sia l'espressione di quel berlusconismo senza Berlusconi di cui il tuo presidente nazionale è esponente di spicco.

il 25 Luglio 2005 (quando OMB accettava i commenti)
Pierfrancesco Majorino ha scritto:

Ovviamente intendevo dire che non lo so, nel senso che mi chiedo come mai tu persegua secondi fini, visto che quello che dichiari, sconfiggere la destra, non è che lo si intraveda molto nell'azione di insistente demolizione del centrosinistra che tu persegui - o meglio, che tu brami -. Comunque non voglio annoiare nè te nè quelli che leggono. Dicevo così solo per dire.

il 26 Luglio 2005 (quando OMB accettava i commenti)
alberto ha scritto:

Dunque, premetto che io non mi annoio e che tutto si svolge in un thread che se a uno gli va lo legge, altrimenti va altrove, quindi la tua preoccupazione di annoiare è fuori luogo. Se ti va discuti, altrimenti lascia stare, la scelta è tua.

Detto questo, non posso che rispondere con i concetti già espressi tante volte: la mia idea non è "demolire" (parola grossa, non ho questo potere nonostante i lettori di OMB superino regolarmente quelli del foglio-riformista) il centro sinistra, ma oppormi - con questo nuovo mezzo che finalmente dà voce anche a chi sta fuori dal palazzo - alle miserie che nel centro sinistra vedo dilagare.

Di fatto mi limito a chiedere. Chiedere democrazia e rispetto. Cacciate D'Alema, che usa il "noi" quando dice che "in fondo la guerra..." includendo me perché ho votato DS. Cacciate Cuperlo, che trama contro Colombo e Travaglio e poi inventa campagne autolesioniste, che tanto non c'è riscontro. Cacciate Rondolino, che fa la star grazie al lancio del suo padrone e cacciate Mirabelli, tanto inadeguato che gli basta un mio post velenoso per perdere la calma, ma intanto è lì e prende uno stipendio per (de)meriti acquisiti sul campo.

Chiedo ancora: non permettete che uno stronzo raccomandato (a cui contribuisco a pagare lo stipendio e immagino si tratti di un lauto stipendio) spieghi al mondo che quando vado alla festa de l'Unità faccio parte del "72% che consuma" e "del 70% che ricorda la pubblicità" per cui "rappresento per le aziende un’interessante opportunità per promuoversi". Ho sempre donato all'ingresso, una volta erano 10mila lire, poi dieci euro, ho comprato libri e dischi e magliette, avete venduto la mia testa alle concessionarie d'auto. Non donerò più, non mangerò, non comprerò, i soldi che ogni anno lasciavo alla Festa li raccoglierà quello che ha scritto questa roba, indegna di un partito che si spaccia per popolare.

Ovvero: avete dimenticato l'autonomia intellettuale e la capacità di indignarvi e la voglia di disobbedire e la spinta a resistere e il rigore morale. Avete dimenticato le vostre origini, accettate supini ogni terzista, ogni portatore di voti, Manca e Sgarbi. Parola d'ordine: "nostrizzare", alla faccia della faccia che sfoggiano.

Spero - ma non mi illudo - di indurvi a riflettere su questo e ritrovare delle spinte sane. Oppure ad andarvene. Perché se io demolisco, demolite anche voi, molto di più. Con la differenza che voi rischiate anche di riuscirci.

il 26 Luglio 2005 (quando OMB accettava i commenti)
enrica ha scritto:

La sensazione è che di fatto i DS abbiano già distrutto. La trasformazione da partito popolare anche se strutturato in partito verticistico, governato da un leader padrone e varie sue emanazioni, sta progressivamente allontanando le persone dalle sezioni. La disincentivazione passa attraverso l'osservazione della mediocrità dell'azione politica delle persone che occupano posizioni anche di vertice.
Purtroppo non vedo vie d'uscita: la serie di errori di D'Alema nel PCI non sarebbe stata accettata dalla base, ma soprattutto dall'interessato, che si sarebbe dimesso autonomamente. Invece il distacco dalla realtà porta leader sconfitti e obsoleti a restare attaccati alla poltrona nella sincera convinzione di essere ancora all'altezza. Urge un ricambio, ma urgono anche facce nuove disponibili a sostituire quelle vecchie. Ma dove prenderle, visto che la base ne produce sempre meno?

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