Era ora di fare ordine dopo anni di anarchia a Bologna!

Bologna sgomberiIl (legittimo) sogno di vivere in una città bella, pulita, allegra, sana, senza conflitti, vivace può attivare un meccanismo di distorsione nella percezione della realtà spingendo l’immaginario collettivo a cogliere come ostacoli alla realizzazione del sogno eventi tutto sommato marginali. Nasce così la figura di un nemico responsabile di quegli eventi, che viene quindi percepito come causa della propria infelicità.

Non occorre essere complottisti per capire che questo meccanismo viene usato come arma di distrazione di massa. Di questi tempi il nemico è chi “imbratta i muri”, un magma di persone che nella narrazione mainstream include di tutto: “writer”, “tagger”, “graffitari”, via via fino a “riot” e “black bloc”. Sono i “cattivi”, a cui si contrappongono i “buoni”, per esempio i volontari in giubbetto giallo che sbiancano i muri di Milano, icone del “bravo milanese” preoccupato per la “bellezza” (ma il cartellone luminoso sulla Darsena è anche lui “bellezza”?):

Come s’è già detto altrove, è un meccanismo nato tanto tempo fa (cfr: Joseph Goebbels) e fa parte del gioco. L ‘importante – da cittadini – è averne consapevolezza per prendere le distanze e mantenere una propria autonomia di analisi critica della realtà.

Invece ci sono temi che basta mostrarli per scatenare una carica a testa bassa, irriflessa, incosciente, acritica, come fa il toro davanti al drappo rosso. E ovviamente c’è sempre dietro una spada pronta a infilzare.

La riflessione critica dei WuMing ai recenti fatti di Bologna (se ne parla qui) ha scatenato questo tipo di reazione che definirei “taurina”:

  • Il centro storico di Bologna è vergognosamente imbrattato di scritte
  • Un atto di vandalismo, nonchè un’emerita cazzata
  • Costoro non sono studenti ma antagonisti per professione!
  • ..ma vedere la nostra università così imbrattata è stato solo un atto di vandalismo.
  • Quest’atto barbaro è stato una grandissima “zappa sui piedi”
  • Degli idioti che non hanno niente a che fare con i writers, che sono tutt’altro
  • Il fatto di essere un “antagonista” non è una scusante per distruggere il bene pubblico.
  • Un atatto di vandalismo che non aveva ragioni “contestatarie” ma altro non era che una squallida vendetta
  • Sono una vergogna per tutti
  • Offesa per tutti i giovani e soprattutto studenti, apolitici
  • Atmosfera decadente, spesso aggressiva, oggettivamente malsana figlia di studenti & collettivi
  • L’alternativa che propongono è altrettanto discutibile quanto quella del potere che combattono
  • Sono doppiamente imbecilli.
  • I vandali sono vandali
  • Qui è pieno di idioti che imbrattano e basta
  • Un articolo indecente come indecenti SONO i DANNI e lo scempio
  • Quindi è corretto che per esercitare il proprio diritto di protesta si imbrattino muri
  • il buonsenso comune fa convergere il dissenso verso comportamenti incivili e violenti

Lettori del l’Internazionale, non di Libero, che risolvono il disagio sociale nel modo più semplice, a botte di aggettivi: “imbecilli”, “vandali”, “barbari”, “idioti”. Rarissime le voci fuori dal coro e – soprattutto – totalmente assente il giudizio critico. Ma è anche comprensibile che la società sia ridotta così, se i comitati dei cittadini pulitori (gruppi che considerano le scritte sui muri il problema più grave dell’umanità) possono permettersi uno spot di Ogilvy & Mathers, in cui si descrive la figura del writer usando le stesse tecniche comunicative che Goebbels usava per definire l’ebreo:

Nessuno si domanda quali siano le ragioni, quale disagio si manifesti, cosa scateni rabbia e disillusione alla base dell’estetica della violenza. Né alcuno si domanda se la repressione abbia senso e con quali politiche moderne si potrebbe agire per risolvere il problema, partendo dalle cause e non dai sintomi.  Invece si organizzano corsi di pulitura delle scritte e lezioni di propaganda nelle classi elementari, a base di “autorizzazione”,  “reato penale”, “atto vandalico”, “in Italia ce ne freghiamo del bene comune”. I bambini continuano ad avere la narrazione di un mondo in bianco e nero, di buoni (chi pulisce) e cattivi (chi sporca). Le sfumature di grigio sono ormai riservate ad altri argomenti.

Chissà se la signora considera un tema importante anche il fatto che ognuno di quei bambini rischia la pelle sulle strisce pedonali senza che istituzione e comitati facciano nulla. Nelle strade italiane nel 2014 sono morte 1,4 persone al giorno (dato ISTAT) uccise dal traffico e molte hanno avuto danni permanenti. Eppure a nessuno viene in mente di organizzare neppure  una frazione del cancan per le scritte sui muri.

Insomma c’è qualche conto che non mi torna.

PS: il titolo è un’altra citazione dal thread de l’Internazionale, da cui riporto alcuni commenti sugli autori del pezzo per chiudere in bellezza. Ripeto: sono i lettori di Internazionale, non del sito di Giorgia Meloni. 

  • No no Wu Ming non parlate anche voi di politica.
  • I Wu Ming da anni sostengono la violenza. Nulla di nuovo.
  • Wu Ming vi state rincoglionendo, come analisti e come scrittori. Peccato.
  • .. ma certamente quel clima piace a Wu Ming e all’Internazionale.
  • Wu Ming, anónimo codardo, SEI vomitevole
  • Chi ha scritto quest’articolo dovrebbe vergognarsi, nel legittimare episodi del genere.
  • Gira e rigira chi vandalizza e spacca trova sempre qualcuno che li giustifica…strano!