I tagliolini al prosciutto di San Daniele

Non ho mai considerato l’idea di cuocere il prosciutto crudo, l’ho sempre considerato un insulto a un gioiello della gastronomia italiana che non ha bisogno di altro per essere gustato. Ma dopo una recente gita a San Daniele del Friuli in cui mi è stato offerto un piatto di tagliolini al prosciutto crudo mi sono ricreduto e ho provato a farli. Sono risultati buonissimi, quindi condivido la ricetta, semplicissima.

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Orecchiette salsiccia e cime di rapa

Orecchiette cime di rapa e salsicciaVincenzone Paudice manca ormai da qualche anno, ma resta la sua memoria ogni volta che si ricordano i bei tempi del Gran Burrone e le sue orecchiette. Così stavolta le ho fatte a modo suo, ma con qualche piccola modifica che sono certo sarebbe piaciuta a lui. Per quattro persone occorrono un paio di mazzi grandi di cime di rapa, mezzo chilo di salsiccia, vino bianco, mezzo chilo di orecchiette fresche, olio, peperoncino, tanto parmigiano grattugiato. No, io non ci metto l’aglio.

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Fusilli risottati con cimette di cavolo nero

Fusilli risottati alle cimette di cavolo neroL’altro giorno ho visto per la prima volta da Esselunga delle “cimette di cavolo nero”. Appassionato come sono di zuppe toscane a base di cavolo nero non ho resistito all’acquisto. Purtroppo erano andate a ruba e l’unica confezione non era sufficiente per una zuppa, quindi ho deciso di farci una pasta. Il cavolo nero è bello tosto, sia come sapore sia come consistenza, quindi ho deciso di gustarmene la meraviglia incontaminata evitando qualunque aggiunta in cottura che non fosse l’imprescindibile peperoncino.

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La sgrassatura del guanciale

Il guancialePasta alla carbonara, gricia, amatriciana hanno una regola: no alla pancetta, sì al guanciale. Il guanciale è un meraviglioso ingrediente di origine povera, una parte quasi di scarto della macellazione del suino. Nei tempi antichi i contadini vendevano le parti nobili del maiale e trattenevano quelle meno pregiate per sé, sottoponendole al processo di conservazione con salatura per il consumo in famiglia. Saporito e grasso com’è, il guanciale aggiungeva gusto e calorie ai piatti più poveri.

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Pasta alla carbonara

Pasta alla carbonaraLa storia della carbonara è incerta, ma tutto sommato giovane: non esistono libri di cucina di età superiore al mezzo secolo che citino una pasta condita con uova, pecorino e carne di maiale soffritta. I più audaci fanno risalire la carbonara alla Liberazione, quando la gran fame e la mancanza di materie prime nobili spingeva a condire la pasta con qualunque cosa, tra cui uova in polvere e bacon dalle razioni delle truppe americane.

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La pasta con le alici alla siciliana

La pasta con le aliciLa pasta con le alici è longitudinale all’Italia. Si fa a Venezia (bigoli in salsa), si fa in Toscana (pici), si fa in Sicilia. Ed è quest’ultima variante quella più complessa, ricca e – secondo me – sfiziosa, per l’incredibile mescolanza di sapori, originati dalle contaminazioni culturali mediterranee. Le alici con l’uvetta, lo zafferano e i pinoli danno vita a un gusto unico e irripetibile.

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Il vero Margarita

Il perfetto Margarita cocktail“Accantonata con orrore la versione “frozen” (quella frullata col ghiaccio), consideriamo la versione ufficiale, come se lo bevono gli ZZ Top nei momenti di relax. Per fare un buon Margarita servono uno shaker, ghiaccio, sale, qualche lime, triple sec (o Coimtreau) e tequila. ”

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La tartare all’erba cipollina e avocado

tartare yogurt  erba cipollina avocadoDire che ci sono  mille modi per fare la tartare è essere riduttivi. Chi ha la fortuna di girare per la Borgogna, patria della tartare, ne trova una diversa a ogni bistrò, e quasi sempre eccellente. La tartare si presta a sperimentare e creare, mescolare sapori, accostare ingredienti. Ed ecco allora il racconto di una tartare atipica, inventata unendo un po’ di intuizione e qualche idea da un lunch in una buona hamburgheria milanese. L’idea iniziale era usare la crème fraîche, che però a me stroppia un po’, quindi ho sostituito con lo yogurt e il risultato non mi ha deluso.

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