Cesare Battisti e il tassista ucciso nella società malata

Cesare Battisti è stato condannato in via definitiva, quindi è giusto che sconti la pena a cui è stato condannato e il dolore per le vittime (sue o di suoi complici) è più ovvio che dovuto.

Ciò premesso, sono legittimi i dubbi su una ricostruzione di fatti e una sentenza avvenuti in un’epoca buia, soprattutto quando si tratta di dubbi documentati con meticolosa cura storica.

Perché se è illegittimo  criminalizzare tali dubbii (come fanno molti in queste ore), lo è ancora di più la trasformazione della cattura di un latitante in un evento mediatico da sbatti il mostro in prima pagina, trasformanto in strumento di marketing politico (“assassino comunista“) da rappresentanti delle Istituzioni che per definizione dovrebbero rappresentare il Paese tutto e non una parte.

E’ illegittimo che tali rappresentanti si esprimano sulla vicenda usando immagini come “marcire in galera”, “pagare” o “un successo di tutti”. Sono illegittimi – oltreché disgustosi – gli applausi, le strette di mano. E’ illegittimo (e pure disgustoso) il comizietto all’aeroporto all’arrivo di un latitante.

Ancora: è indecente che i rappresentanti delle istituzioni si spertichino in lodi per le forze dell’ordine, quelle stesse forze dell’ordine che tutti i giorni fanno il proprio lavoro nel silenzio, ignorati, sottopagati, male attrezzati.

Ed è altrettanto indecente che la TV nazionale, quella a canone imposto per decreto, abbia dedicato oggi ben 2/3 del TG1 di prima serata a Cesare Basttisti e 30 secondi contati a un eroe, il tassista ucciso da un pirata della strada mentre tentava di aiutare le vittime di un altro pirata della strada.

Questa società è malata. Rendetevene conto.

Con questa maglietta non vinceremo mai

Sul wall Facebook di Giampaolo Galenda (non lo conosco di persona, ma in genere scrive cose sensate) è comparsa la foto di un bambino di tre mesi portato a una manifestazione, in braccio a un politico in “maglietta rossa”. Infastidito più dal tormento inflitto all’infante che dall’espressione di Civati, intervengo con un breve commento (“Purtroppo sta in braccio a uno che con la sua sola esistenza fornisce assist costanti a quelli che “il Rolex”) da cui scaturisce un thread che aiuta a capire perché “quegli altri” governano mentre la sinistra si dissolve.

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Matteo salvini non è un genio né un grande comunicatore

“Un politico che esprime, senza mai riuscire a “staccare”, disprezzo e disgusto anche quando cerca di sorridere, i cui gesti sono tutti – proprio in senso stretto – *respingenti* ed è palesemente bloccato sul piano dell’empatia, *sa fare una cosa sola* e non è adatto a ogni fase. Essere consci di questo può aiutare a non sopravvalutarlo. NON è un «grande comunicatore», è un miracolato, e il suo linguaggio del corpo fa capire che non se ne rende nemmeno conto.”

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Basta gne-gne-gne: il PD abbia rispetto dei suoi elettori

“Allargare il reddito di inclusione per azzerare la povertà assoluta in tre anni e potenziare le azioni contro la povertà educativa; introdurre l’assegno universale per le famiglie con figli, la carta dei servizi per l’infanzia e nuovi strumenti di welfare a favore dell’occupazione femminile, per ridurre le diseguaglianze e sostenere il reddito dei ceti medi; introdurre il salario minimo legale, combattere il dumping salariale dei contratti pirata anche valorizzando il Patto per la fabbrica promosso dalle parti sociali. Tagliare ancora il carico fiscale sul costo del lavoro a tempo indeterminato per favorire assunzioni stabili con priorità a donne e giovani, norme per la parità di retribuzione dei generi”. 
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Prima di votare per un imbecille cercate di capirci qualcosa

“I vostri dati personali non contano un santissimo cazzo. Voi non contate un cazzo. Non avete nulla da proteggere, e dovreste preoccuparvi di una sola cosa: informarvi, studiare, cercare di capire qualcosa prima di scegliere se votare per un imbecille. Solo questo.”

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Abbiamo eletto un Parlamento non un premier o un governo

“Perché, visti i numeri e le percentuali esatte, tutto viene raccontato come se solo Salvini e Di Maio siano oggi i padroni del vapore? Una risposta forse c’è: perché nella comunicazione mediatica, nelle espressioni e nelle immagini che hanno impressionato il senso comune in questa campagna elettorale, ciò che ha fatto presa sono state 3 parole: Salvini, Di Maio, 5 Stelle. La “testa” è stata lasciata a riposo e con questa restano fuori i bisogni reali delle persone, la solitudine che le segna, la frantumazione individualistica della società, la perdita di ogni “credenza” nelle Istituzioni.”
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Il Di Maio più studiato che vuole convincermi a non votare PD

Finirò a non votare PD? Non credo, vista la situazione, ma hai visto mai che il verboso post scritto sul mediocre Post dell’antipatico vicedirettore del Post (uno sempre pronto a sottolineare quanto sia bravo, benestante, influente e condiviso, lui) possa convincere qualcuno a non votare PD.

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Goebbels vive e lotta insieme a loro

Questo è ciò che sta accadendo oggi nel Paese. Basta leggere i giornali e ascoltare con attenzione le uscite dei politici – Berlusconi, Di Maio, Meloni, Salvini su tutti, ma anche Boldrini, Grasso e i simpatici pasionari di Potere al Popolo – per capire ciò che scrivo da tempo: tutti stanno seguendo fedelmente le teorie di Joseph Goebbels. E gli italiani ci cascano come ci cascarono i tedeschi. Con un’aggravante: dimostrano di non aver studiato la storia.

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Prima i neri poi i napoletani

Retweeted Gennaro Carotenuto (@GenCar5):

Quartieri spagnoli, #Napoli, sfottendo immigrato: “Statti accorto che #Salvini sta facendo sparare ai neri”. Cingalese, con rabbia: “tu non hai capito che dopo i neri Salvini farà sparare ai napoletani”. Un Niemöller (Brecht) venuto da lontano a farci vedere noi stessi. #razzismo

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I nipoti di Goebbels e i terroristi musulmani clandestini

A leggere le dichiarazioni di tutti i politici, nessuno escluso, ci si convince che il primo problema vero del Paese siano i “terroristi musulmani clandestini”. Poi vai a guardare due numeri e ti accorgi che stiamo assistendo a una farsa atroce e razzista, cui nessuno ha il coraggio di sottrarsi. Si fa leva sul razzismo per costruire un nemico e criminalizzarlo, con l’obiettivo di raccogliere consenso facendo leva sui peggiori istinti delle peggiori persone. Un déjà vu che mette i brividi.

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