Il politico onesto è una iattura

Pierluigi Bersani

In un post sul mio wall Facebook ho condiviso un articolo da Uomini e Busoness in cui Giuseppe Turani commenta la frase pronunciata da Pierluigi Bersani a Campobasso secondo cui M5S potrebbe essere un interlocutore di “Democratici e progressisti”, lasciando intendere l’ipotesi di una maggioranza formata dal movimento di Grillo sostenuto dagli scissionisti del PD.

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Dalla teoria alla complessità del mondo

zagrebelsky-gustavoSenza aver spostato di una virgola la mia stima per Gustavo Zagrebelsky, sono dell’idea che la sua posizione intransigente sulla riforma costituzionale derivi principalmente dall’incapacità di passare da una vita di teoria pura alla complessità della realtà, oggi più carsica che mai, in costante e rapidissimo divenire.

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Pensieri sul referendum costituzionale

costituzioneLa riforma costituzionale su cui saremo chiamati a votare è frutto della mediazione, quindi come tante cose (es: unioni civili) potrebbe essere migliore. Ma è la miglior riforma (se non l’unica) che possiamo avere per molti anni a venire, come ci dice la storia dal 1948 a oggi. Per ora quello che ho letto contro mi è sembrato in gran parte pretestuoso: ci sono le pinzillacchere sulla deriva autoritaria, sulla costituzione più bella del mondo da salvare, sul padre della Boschi, su Napolitano figlio del re, eccetera.

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Lo sforzo sovrumano di Giuseppe Sala

sala e renziGiuseppe Sala sta recitando una parte da gioviale che gli riesce parecchio difficile: quando prova a fare il simpatico si percepisce il suo sforzo sovrumano. Però lui è tutto tranne che un imbecille e da sindaco tenterà di fare al meglio il suo mestiere di facilitatore per gli affari dei suoi referenti nel mondo degli affari.

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Pisapia ha fatto la cosa giusta

Giuliano PisapiaIn questi giorni il tormentone è: il grande sconfitto delle primarie è Giuliano Pisapia. In realtà, visto che come ha scritto Alessandro Gilioli “ha vinto Sala perché il centrosinistra non c’è più”, le cose non stanno esattamente così. Pisapia ha fatto quello che poteva e soprattutto doveva. Sconfitti veri sono i milanesi, trasformati in comparse di una rappresentazione paternalistica e – se si riconosce loro un briciolo di intelligenza – tutto sommato inutile. Bastava dire le cose come stanno, qualcuno avrebbe starnazzato un po’ su Facebook e morta lì. Sintetizzo la mia lettura dei fatti di questi giorni, consapevole che piacerà a pochi. Ma ci sono abituato.

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La marcia in più è Matteo Renzi

Sala vince le primarieLo diciamo in totale leggerezza e confortati dall’aver pronosticato perfettamente il risultato: visto che Pierfrancesco Majorino​ e Francesca Balzani​ non sono due imbecilli, è quasi impossibile non pensare a una loro  partecipazione – appassionata e convinta – a una recita organizzata benissimo, un progetto di distrazione di massa di altissima professionalità.

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Sala sindaco e poco altro da dire

Giuseppe SalaNomenklatura del PD con relativi cacciatori di dote e loro fantaccini, mondo cattolico (CL e CdO), gruppuscoli di affari minori e una parte di intellighenzia milanese: tutti vogliono Giuseppe Sala sindaco. Visto che i dati Expo (magari a martellate) usciranno  positivi, il discorso su primarie e amministrative 2016 si può chiudere qui, con Sala sindaco e poco altro da dire.

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I due partiti milanesi e la scheggia impazzita

Renzi e PisapiaLa sensazione realistica è che i destini delle grandi città siano già decisi (Milano al PD e Roma alle destre) e che in presenza di due candidatura solide come Balzani e Sala (quasi un confronto “sinistra” e “destra”) le primarie di Milano potrebbero essere più importanti delle elezioni stesse. Ma bisogna tener conto della scheggia impazzita.

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#milano2016: non è il momento del programmi

MilanoNon si sa se Francesca Balzani scioglierà le riserve sulla sua candidatura, ma qualora (auspicabilmente) lo facesse, si aprirebbe un problema per chi cerca un’alternativa alla candidatura di Giuseppe Sala: due galli (Balzani e Majorino) nello stesso pollaio avrebbero la certezza di regalare le proprie penne alla faina (Sala), che nei sondaggi di questi giorni è dato oltre il 65% in caso di primarie a tre candidati.

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Balzani e Majorino ticket vincente

MajorinoMolto mi divide da Pierfrancesco Majorino, non solo politicamente, tuttavia lo considero una delle più valide presenze in giunta. Anche lui, come ogni politico di carriera, tende a mettere la sua poltrona (e quella dei suoi supporter) davanti al resto, ma se riesce a occuparla cerca di fare del suo meglio, come in questa esperienza da assessore alle Politiche Sociali. Primo a buttarsi nella mischia di #Milano2016, quando ancora non c’era nulla in gioco, si trova a dover fare una seria riflessione sul futuro prossimo.

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Alla Leopolda l’hanno fatta fuori dal vaso

Presentazione del nuovo giornale "Il Fatto Quotidiano"Nel mio piccolo di libero pensatore sono finito nel mirino di destra, centro e (si fa per dire) sinistra. Pertanto non posso che sentirmi dalla parte de Il Fatto Quotidiano, con cui spesso non concordo, ma che è oggi uno dei pochi luoghi di informazione che fanno esercizio della libertà di critica. La pisciata fuori dal vaso contro il Fatto da parte dei pasdaran della Leopolda, una pisciata che puzza tanto di intimidazione, è intollerabile da parte di ogni cittadino appassionato di libertà.

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Milano: la nebbia che protegge la democrazia

Nebbia a MIlano sul Duomo“Milano è stata in grado di piegare Renzi sul terreno della politica, in un solo concetto non ha preso ordini, semmai ha imposto una linea. Lo ha fatto senza anarchismi, né colpi di testa, né secessioni fesse in salsetta leghista. Se il Pd può ancora orgogliosamente chiamarsi Democratico lo deve anche (e soprattutto) a Milano che non ha sbandato, che ha tenuto il punto sulla necessità assoluta di interpellare i suoi cittadini nelle questioni più importanti della città. “

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C’era una volta il 2011 a Milano

Pisapia vittoria 2011E’ cominciata la bagarre. Partita in sordina, si sta accendendo giorno dopo giorno. La visita di Pisapia a Renzi ha scatenato – come prevedibile – reazioni contrastanti. Soprattutto ha acceso la luce sugli schieramenti. Vediamo di fare una spunta dei gruppi.

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Non mi sento orfano, mi sento libero

Pisapia su SalaHo scoperto per caso su Facebook questa intensa riflessione su Milano, firmata da una persona che non conosco: Marco Mori. Al di là dall’essere d’accordo o meno, bisogna ammettere che esprime in modo chiaro e circostanziato il sentirsi “non orfano, ma libero” di tante persone con cui in questi giorni parlo di #milano2016. Quindi ho deciso di salvarlo qui, perché non so se è visibile a tutti e perché non si perda nel calderone dei social.

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