Il meticciato politico e la crisi del Partito Democratico: come uscirne?

Bisogna tornare alle ragioni della nascita dell’Ulivo, quella “spinta fortissima della base che invocava e imponeva unità, consapevole che, diversamente, non avremmo toccato palla contro un avversario come Berlusconi” per comprendere la crisi del Partito Democratico.

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La cosa renziana: l’unica ragione sarebbero i quattrini

Secondo Radio Popolare “la cosa renziana” starebbe per nascere: “Il piano di Matteo Renzi per uscire dal Pd e fondare un nuovo movimento trova riscontri anche a Milano. Nei prossimi giorni si terrà nel capoluogo lombardo una riunione di sostenitori del disegno, che attualmente è una delle ipotesi attorno a cui l’ex segretario sta lavorando per il proprio futuro politico.”  

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Goebbels vive e lotta insieme a loro

Questo è ciò che sta accadendo oggi nel Paese. Basta leggere i giornali e ascoltare con attenzione le uscite dei politici – Berlusconi, Di Maio, Meloni, Salvini su tutti, ma anche Boldrini, Grasso e i simpatici pasionari di Potere al Popolo – per capire ciò che scrivo da tempo: tutti stanno seguendo fedelmente le teorie di Joseph Goebbels. E gli italiani ci cascano come ci cascarono i tedeschi. Con un’aggravante: dimostrano di non aver studiato la storia.

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Leopolda 2017: perculare Renzi per un radioso futuro d’opposizione

Leopolda 2017: la sinistra dura-pura percula Matteo Renzi (ovvero uno dei presupposti imprescindibili per un governo decente nel 2018) prima ancora che cominci il suo intervento alla Leopolda. A leggere i commenti del popolo di Radio Popolare c’è da essere davvero fieri di tanta incorruttibile integrità. Qui non si fanno sconti a nessuno, che è molto di sinistra: “alla Leopolda non ci sono vip”, “Matteo chi?”, “bamboccio”, “che pagliaccio!”, eccetera.
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Elezioni siciliane e Matteo Renzi: il noioso mantra delle dimissioni

Elezioni siciliane e Matteo Renzi: perché mai il risultato debba “aprire il tema della leadership” nel PD – unico partito italiano in cui si fanno i congressi per votare un segretario – non è chiaro. Semmai questo episodio (locale) dovrebbe confermare il giudizio su chi è venuto meno allo spirito democratico, rinunciando a sostenere la segreteria eletta, facendo opposizione dall’interno fino al prossimo congresso e mostrandosi compatti fuori, com’è sempre stato, come insegnavano Gramsci e Berlinguer.

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Democrazia e popolo sovrano: Scalfari rimette in carreggiata Repubblica

“La democrazia non ha mai affidato i poteri al popolo sovrano e quindi la sovranità è affidata a pochi che operano e decidono nell’interesse dei molti. È sempre stato così nella storia che conosciamo, a partire da quella di Roma antica quando ancora era una grande Repubblica”.

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Il crucifige di Matteo Renzi e il senso civico

E adesso tutti a prendersela con Matteo Renzi, “trombone”, “accentratore”, “peggior leader” e via lamentando. Da “non-renziano” (non sono mai stato un *iano di chicchessia, neppure quando c’erano Luigi Berlinguer e Sandro Pertini) non riesco a digerire tutta la colpevole e dannosa superficialità di questo sfogo.

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Primarie PD: perché sono contento del risultato

Oggi è comparsa un’Italia ancora capace di comprendere che la politica è compromesso, che non si può mai dare il voto ideale, ma che è doveroso mediare con il proprio sentire e scegliere in funzione delle necessità contingenti del Paese.

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Il politico onesto è una iattura

Pierluigi Bersani

In un post sul mio wall Facebook ho condiviso un articolo da Uomini e Busoness in cui Giuseppe Turani commenta la frase pronunciata da Pierluigi Bersani a Campobasso secondo cui M5S potrebbe essere un interlocutore di “Democratici e progressisti”, lasciando intendere l’ipotesi di una maggioranza formata dal movimento di Grillo sostenuto dagli scissionisti del PD.

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