Basta gne-gne-gne: il PD abbia rispetto dei suoi elettori

“Allargare il reddito di inclusione per azzerare la povertà assoluta in tre anni e potenziare le azioni contro la povertà educativa; introdurre l’assegno universale per le famiglie con figli, la carta dei servizi per l’infanzia e nuovi strumenti di welfare a favore dell’occupazione femminile, per ridurre le diseguaglianze e sostenere il reddito dei ceti medi; introdurre il salario minimo legale, combattere il dumping salariale dei contratti pirata anche valorizzando il Patto per la fabbrica promosso dalle parti sociali. Tagliare ancora il carico fiscale sul costo del lavoro a tempo indeterminato per favorire assunzioni stabili con priorità a donne e giovani, norme per la parità di retribuzione dei generi”. 
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La politica del compromesso e la volgarità insostenibile

In un thread sul mio wall Facebook dedicato al recente sondaggio sulle intenzioni di voto pubblicato da Huffington Post si è scatenato un acceso dibattito tra le diverse fazioni. Tra tanti commenti ce n’è uno sulla politica del compromesso  in cui mi riconosco perfettamente e che trovo maledettamente sensato. L’ha postato un “amico di Facebook” che non conosco di persona, ma da cui leggo spesso pensieri interessanti.

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A proposito di razza bianca: leghisti bocciati!

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Stefano Parisi e la nuova destra italiana

stefano-parisi-candidato-elezioni-milano-2016-770x539“Leadership, oggi, non è affidarsi alle definizioni di sé, ma è entrare nel merito dei problemi. Prendere posizione su integrazione, povertà, lavoro, Islam, Europa, guerra al terrorismo e all’Is, tutela del territorio, grandi opere, lotta alla mafia e alla corruzione, idea di Stato. Leadership, dunque, significa innanzitutto sciogliere il nodo dei rapporti con la Lega e con Fratelli d’Italia, che su ciascuno di questi temi hanno posizioni di vanaglorioso estremismo inconciliabili con il pensiero stesso di un partito di governo.”

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I due partiti milanesi e la scheggia impazzita

Renzi e PisapiaLa sensazione realistica è che i destini delle grandi città siano già decisi (Milano al PD e Roma alle destre) e che in presenza di due candidatura solide come Balzani e Sala (quasi un confronto “sinistra” e “destra”) le primarie di Milano potrebbero essere più importanti delle elezioni stesse. Ma bisogna tener conto della scheggia impazzita.

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Quattro gatti che fanno comodo

Piazza Maggiore a Bologna“Lo schema è collaudato: Salvini blatera 24 ore al giorno, occupa tutti gli studi televisivi, spara numeri e vomita affermazioni che sfuggono a ogni verifica, riscontro, fact-checking. Non mettendolo mai alle corde su nulla, i media ne hanno gonfiato lo status, per non dire dell’ego.” Eppure a vedere i TG ieri sera la sensazione (se uno non si soffermava a riflettere sulla sequenza di luoghi comuni senza senso che provenivano dal palco) era di un evento molto partecipato.

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Sala candidato sindaco: non è questione di scorrettezza

Giuseppe Sala con Evo MoralesScrive Paolo Hutter sul suo wall Facebook:  Giuseppe Sala candidato sindaco alle primarie del centrosinistra? Secondo me sarebbe una scorrettezza. Sala esiste, è un possibile canddato, perchè è capo dell’Expo. E’ capo dell’ Expo perchè indicato, in prima battuta, dal centrodestra ( Moratti Formigoni, poi confermato da Palazzo Marino Pisapia e da Palazzo Chigi). Trovo scorrettissimo nei confronti del centrodestra che uno nella sua posizione si butti nel centrosinistra. Voi direte e che ce ne frega a noi, sai quante scorrettezze ha fatto il centrodestra.. Il problema è un altro, è che lui Sala sarebbe scorretto nel senso che dimostrerebbe di fregarsene di chi l’appoggia, di chi l’ha appoggiato. Questo è un elemento importante di (non) affidabilità. O sbaglio?

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