Che si tratti di ciclabili o brevetti la propaganda fascioleghista parla solo all’egoismo

Ogni democrazia si basa sulla dialettica tra maggioranza e opposizione e sull’idea che chi ha vinto le elezioni non comanda, ma governa, impostando le proprie politiche, ma tenendo sempre in conto le istanze dell’opposizione. Questo sta facendo la giunta di Beppe Sala a Milano, dove purtroppo però – come pressoché ovunque governi il centrosinistra – l’opposizione non partecipa a questo processo dialettico, ma si limita a fare propaganda fascioleghista.

Primo tema. Il Comune di Milano avvisa sui social che partono i lavori per creare una nuova ciclabile sulla cerchia navigli. Un progetto perfettibile, come ogni progetto, ma orientato al futuro e soprattutto segnale che che qualcosa si sta muovendo sul tema mobilità sostenibile, dopo decenni autocentrici.

In casi come questo le critiche ci stanno sempre, ma in questo caso gli spazi sono davvero pochi: si può riflettere su una maggior sicurezza dei ciclisti, su come rendere più efficienti i mezzi pubblici, eccetera, ma è comunque chiaro che la necessità del distanziamento e la paura del contagio su mezzi congestionati fa capire che solo un miglioramento delle condizioni di chi usa la bicicletta aiuterà a scongiurare la paralisi.

Altro tema, la candidatura di Milano a ospitare l’Ufficio brevetti. Sul suo wall il sindaco Beppe Sala spiega cosa si sta facendo per tentare di portare a Milano la sede. Giusto no? Siamo la città più attiva in Italia sul fronte brevetti, una delle più attive in Europa.

Due temi su cui più che critiche uno si aspetterebbe del dibattito, proposte di miglioramento o che. Invece vai a leggere il thread e trovi che i commenti della claque di opposizione propongono tutta la palette di luoghi comuni beceri, quelli a base di “degrado” (che c’è giusto in via Bellerio), “e i disabili che non possono parcheggiare?” (falso), “pensa alle scuole inveceeee!!!!” (ci pensa), “ciclisti che sfrecciano sul marciapiede” (balle), “giunta di capre” (da che pulpito), “vi cacceremo a pedate nel sedere” (vedremo…), eccetera. Tutti così. Non una critica sui fatti, menchemeno una proposta alternativa. Perfino sulla notizia (solo buona) che il carnet ATM si potrà acquistare e conservare con lo smartphone riescono a rompere i coglioni! Ma perché?

Basta poco per verificare che (1) tutti i critici sono di destra, (2) tutti i critici non concedono il benché minimo beneficio di inventario, la giunta fa solo errori, (3) quasi tutti i critici hanno profili che lasciano leggere ben poco e comunque legittimano il sospetto che sinofalsi.

Ora, che l’opposizione si opponga è giusto, ma possibile che non sia in grado di costruire uno straccio di dibattito politico basato su argomenti, che l’unica azione sia lo strillo, l’insulto, il liquame? Possibile che tutta la destra – a Milano come purtroppo in Italia – sia composta solo da leghisti ottusi, schierati, irragionevoli, impegnati solo a spargere liquame quando non fasulli? E possibile che l’unico obiettivo della destra – a Milano come in Italia – sia prendere il potere,  fottendosene bellamente del bene comune della e dialettica democratica, sostituita da sberleffo, sarcasmo becero e propaganda fascioleghista?

Non se ne può più. Anche perché, come ha detto bene Joe Biden nel suo discorso alla convention del Partito Democratico americano, la destra è talmente mal ridotta culturalmente da avere un unico modo per raccogliere consenso: far leva sull’egoismo delle persone, sul sentimento di pancia, sull’istinto peggiore. E deve farlo perché di argomenti sensati non ne ha. Questo è il problema della propaganda fascioleghista: è la maschera di un vuoto cosmico di idee, cultura e interesse per il bene comune