Cesare Battisti e il tassista ucciso nella società malata

Cesare Battisti è stato condannato in via definitiva, quindi è giusto che sconti la pena a cui è stato condannato e il dolore per le vittime (sue o di suoi complici) è più ovvio che dovuto.

Ciò premesso, sono legittimi i dubbi su una ricostruzione di fatti e una sentenza avvenuti in un’epoca buia, soprattutto quando si tratta di dubbi documentati con meticolosa cura storica.

Perché se è illegittimo  criminalizzare tali dubbii (come fanno molti in queste ore), lo è ancora di più la trasformazione della cattura di un latitante in un evento mediatico da sbatti il mostro in prima pagina, trasformanto in strumento di marketing politico (“assassino comunista“) da rappresentanti delle Istituzioni che per definizione dovrebbero rappresentare il Paese tutto e non una parte.

E’ illegittimo che tali rappresentanti si esprimano sulla vicenda usando immagini come “marcire in galera”, “pagare” o “un successo di tutti”. Sono illegittimi – oltreché disgustosi – gli applausi, le strette di mano. E’ illegittimo (e pure disgustoso) il comizietto all’aeroporto all’arrivo di un latitante.

Ancora: è indecente che i rappresentanti delle istituzioni si spertichino in lodi per le forze dell’ordine, quelle stesse forze dell’ordine che tutti i giorni fanno il proprio lavoro nel silenzio, ignorati, sottopagati, male attrezzati.

Ed è altrettanto indecente che la TV nazionale, quella a canone imposto per decreto, abbia dedicato oggi ben 2/3 del TG1 di prima serata a Cesare Basttisti e 30 secondi contati a un eroe, il tassista ucciso da un pirata della strada mentre tentava di aiutare le vittime di un altro pirata della strada.

Questa società è malata. Rendetevene conto.

Dimmi che auto hai e ti dirò che pirla sei

Non tutti quelli con l’Audi station wagon turbodiesel nera sono dei pirla, ma è accertato che gran parte dei pirla patentati (in tutti i sensi) guida un’Audi station wagon turbodiesel nera o una delle altre auto predilette dai pirla. Un viaggio sull’A1 è sufficiente per individuare le auto da pirla. Leggi tutto “Dimmi che auto hai e ti dirò che pirla sei”

Evviva Starbucks a Milano al palazzo delle Poste

“Starbucks a Milano: 1200 persone in coda all’inaugurazione. Benissimo! Che fotografino e condividano sui social, è buona visibilità per la città. Ne sono orgoglioso. Su tutti i giornali del mondo viene considerato lo Starbucks più bello in assoluto. Il palazzo delle Poste – bellissimo ma fatiscente – ripulito è tornato al suo splendore. E Milano è di nuovo al centro dell’attenzione internazionale, perché una potente multinazionale ha scelto noi per il suo fiore all’occhiello.

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Con questa maglietta non vinceremo mai

Sul wall Facebook di Giampaolo Galenda (non lo conosco di persona, ma in genere scrive cose sensate) è comparsa la foto di un bambino di tre mesi portato a una manifestazione, in braccio a un politico in “maglietta rossa”. Infastidito più dal tormento inflitto all’infante che dall’espressione di Civati, intervengo con un breve commento (“Purtroppo sta in braccio a uno che con la sua sola esistenza fornisce assist costanti a quelli che “il Rolex”) da cui scaturisce un thread che aiuta a capire perché “quegli altri” governano mentre la sinistra si dissolve.

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Pierfrancesco Maran e l’immagine protofascista dell’amministratore onesto UPDATED

Pierfrancesco Maran che rifiuta di farsi corrompere non è un eroe e non ha fatto nulla di straordinario. Non farsi corrompere è una parte del lavoro per cui un assessore è pagato (e pagato bene) dalla collettività.

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Basta gne-gne-gne: il PD abbia rispetto dei suoi elettori

“Allargare il reddito di inclusione per azzerare la povertà assoluta in tre anni e potenziare le azioni contro la povertà educativa; introdurre l’assegno universale per le famiglie con figli, la carta dei servizi per l’infanzia e nuovi strumenti di welfare a favore dell’occupazione femminile, per ridurre le diseguaglianze e sostenere il reddito dei ceti medi; introdurre il salario minimo legale, combattere il dumping salariale dei contratti pirata anche valorizzando il Patto per la fabbrica promosso dalle parti sociali. Tagliare ancora il carico fiscale sul costo del lavoro a tempo indeterminato per favorire assunzioni stabili con priorità a donne e giovani, norme per la parità di retribuzione dei generi”. 
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La farsa del Land Day e il diritto di Israele a esistere

Quello che scrive la stampa italiana sugli scontri di questi giorni al confine di Israele con la striscia di Gaza in occasione del Land Day è sconcertante. Qualunque Paese al mondo che difenda i propri confini verrebbe descritto come aggredito, ma se Israele si difende è il “criminale sionista”. Eppure per i palestinesi non esiste possibilità di riconoscimento della legittimità di Israele a esistere, addirittura Hamas ha scritto nel proprio DNA un obiettivo preciso: distruzione totale di Israele e uccisione di tutti gli ebrei. Un obiettivo cui l’organizzazione criminale terrorista dedica le enormi sovvenzioni che arrivano dai Paesi arabi e dall’Europa e per il quale non esita a mettere in prima linea civili inermi.

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Darsena di Milano: troppo sovietica per tollerare la street art

La Darsena di Milano, ovvero la briscola peggio giocata dall’amministrazione Pisapia. Un’opportunità straordinaria, un luogo potenzialmente bellissimo, in potenza una piccola Venezia purtroppo finita nella Berlino sovietica.

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