Monte Stella e Giardino dei Giusti: meno invasivo altrettanto inutile e divisivo

Al Monte Stella – la cara Montagnetta –  ho trascorso tantissimo tempo, prima da ragazzo negli anni 70, quando ci si poteva girare in moto, poi come runner, per oltre un quarto di secolo. Pur elettore del PCI mi sono impegnato perché cessasse lo scempio annuale provocato dalle feste de l’Unità e loro cloni democristiani e socialisti. Finalmente ne ho sostenuto attivamente la promozione a “parco cittadino”.

Anche per questo sono stato molto critico con il progetto anabolizzante del Giardino dei Giusti, sia nella atroce versione originale (fortunatamente fermata grazie anche a Italia Nostra), sia in questa versione attenuata.

Il dibattito sulla pagina Facebook  “Tuteliamo il territorio della Zona 8 contro ogni crimine urbanistico” è in gran parte un fastidioso battibecco tra fazioni: i pochissimi interventi decenti (sia a favore sia contro) sono diluiti dagli sbrocchi di chi paventa inesistenti “colate di cemento e bitume” come chi descrive il Monte Stella come un postaccio destinato a rinascere grazie all’intervento gariwo-Nissim-Valabrega.

Sono intervenuto qua e là (dopo un “lei non sa chi sono io” noioso ma necessario, vista la prontezza a insinuare sentimenti antisemiti in chi si oppone), ma i sostenitori del progetto – rapidi a battibeccare con chi strilla – se ne sono ben guardati dal rispondere alle obiezioni circostanziate, incluse le mie. In due casi il silenzio è stato particolarmente significativo, dimostrando che se fai presente cose ovvie non sanno cosa rispondere.

Prima ho scritto  le mie perplessità sul thread di tale Rolando Dubini, un agit-prop del progetto, impegnato a copiaincollare ovunque robe come questa: “Un progetto ragionevole [snip] per questa montagnetta di macerie della seconda guerra mondiale. Non è certo un’oasi naturalistica, ma uno spazio verde di tutta la città. Sono totalmente favorevole a questo progetto, che rende giustizia alle vittime italiane dell’Olocausto e che migliora la situazione attuale del monte. Stella, rendendolo più piacevole e fruibile”. Un progetto in cui, dice il presidente di Gariwo, “gli studenti con i loro insegnanti potranno così ritrovarsi in strutture adatte allo studio della storia e del pensiero dei migliori maestri dell’Umanità”  😀

Poi è arrivato tale Mauro Ferrario, che ha commentato così il mio intervento, immagino senza averlo letto: “mi pare di capire che la sua contrarietà sia in parte estetica e in parte dovuta agli atti vandalici che subirà la realizzazione del progetto”. La mia risposta a costui circostanzia le ragioni del mio dissenso, quindi la riporto per intero, così tra un paio d’anni vediamo se avrò vinto la cena che ho scommesso sull’uso dell’anfiteatro. Eccola:

Mauro Ferrario sono contrario per una serie di ragioni.

  1. secondo la tradizione ebraica i giusti si onorano piantando alberi veri, non altro
  2. il Monte Stella è un magnifico parco della città, tutto può essere migliorato e al Monte Stella ci sono innumerevoli ambiti di intervento, ma non si può sostenere che questo intervento in quel posto sia una “riqualificazione”
  3. con l’antisemitismo sempre in agguato penso che piazzare nello spazio di tutti un’opera a forte connotazione ebraica, oggettivamente discutibile da un punto di vista urbanistico ed estetico, sia un autogol
  4. l’auditorium è inutile, sono pronto a scommettere una cena che resterà sostanzialmente inutilizzato, come altre esperienze insegnano
  5. veramente da ultimo: trovo il progetto (ancorché molto meno invasivo grazie a chi si è mobilitato) brutto e disarmonico, in particolare è orrendo l’albero ruggine. Che venga imbrattato dai “tag” è un di-cui che non lo peggiorerà granché.

In sintesi: se Gariwo-Nissim-Valabrega avessero davvero voluto fare qualcosa di utile e sano dal punto di vista civico-culturale avrebbero potuto assegnare le (ingenti) risorse al Comune per opere di miglioramento ove necessario, limitandosi a dedicare i buoni vecchi alberi ai giusti (c’è spazio per piantarne quanto se ne vuole). Avrebbero ottenuto riconoscenza e prestigio dalla città tutta, anziché gli sbrocchi di ostinata antipatia che vediamo ovunque e che riverbererà sul mondo ebraico.

Invece hanno voluto marcare il territorio, come quando (si parva licet componere magnis) i cagnolini fanno pipì per dire che quell’angolino è cosa loro. Un brutto vizio di molti.

Nessuno dei due ha fatto un plissé, forse scegliendo di risparmiare le proprie risorse intellettuali per battibeccare con altri cittadini critici, dando risposte quali “A furia di protestare su tutto, si finisce per causare il degrado, salvo poi lamentarsene” o anche “Certo che dare la colpa di tutto quello che non va al mondo al Giardino dei Giusti si qualifica da solo”. E’ Facebook bellezza, se la butti in caciara vincerai sempre, soprattutto se “tieni famiglia”.

Concludo. Con questa pipì metaforica di Gariwo-Nissim-Valabrega ho detto tutto quel che potevo dire. Il giardino dei Giusti subirà un trattamento anabolizzante che non muterà di una virgola la condizione del Monte Stella. I runner ci gireranno attorno, i writer ci faranno le loro tag, Gariwo ci organizzerà qualche evento  di parrocchia per giustificarne l’esistenza.

Ma dai racconti di mio nonno Alberto Manasse, il “giusto” grazie al quale esisto avrebbe preferito vedere un normale parco, magari ben tenuto, piuttosto che questo accrocchio. Ma hai visto mai che dopo tanti anni nel paradiso dei giusti, anche si sia talmente annoiato da arrivare ad apprezzare l’opera dell’architetto Valabrega, incluso l’albero in simi-ferro-arrugginito come quello delle Cantine Antinori.

Giardino dei Giusti: Sala dovrebbe dire parole chiare

Riqualificazione Giardino dei Giusti - renderingSento che presumibilmente il candidato del centrosinistra Giuseppe Sala (quello per cui ci toccherà votare principalmente per non mettere la città in mano a Salvini & C) domenica prossima sarà al QT8. Sarebbe interessante che qualcuno gli chiedesse un punto di vista su una vicenda che ha un impatto importante sulla zona 8 e in particolare sul magnifico Monte Stella.

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Italia Nostra: alberi e non muri al Monte Stella

Rendering Giardino dei Giusti al Monte StellaAll’ingresso del Giardino dei Giusti milanese, ospitato nel parco del Monte Stella, si legge: “C’è un albero per ogni uomo che ha scelto il bene”. Appunto: un albero, non un muro. Per questo chi ama il patrimonio verde di Milano accoglie oggi con soddisfazione la notizia che Italia Nostra ha firmato il ricorso al TAR contro la presunta riqualificazione del progetto Gariwo-Valabrega.

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Monte Stella: nulla da riqualificare

rendering giardino dei giustiLa voglia di procedere alla presunta riqualificazione (“presunta” perché al Monte Stella nulla c’è da riqualificare) del Giardino dei Giusticontinua a produrre  dichiarazioni che non corrispondono alla realtà. Dichiarazioni che appaiono appoggiate da interessi tanto forti quanto opachi, tanto da indurre la Sovrintendenza a ribaltare la propria posizione, il sindaco a spendersi in modo netto a favore del progetto, la Comunità ebraica a prendere posizione e gli assessori competenti a ribaltare la propria posizione.

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Giardino dei Giusti: l’ostinazione non fa bene a nessuno

Monte Stella viale dei GiustiMi è stato segnalato da un amico un articolo sul Bollettino online della Comunità ebraica a proposito del progetto di presunta riqualificazione del Giardino dei Giusti al Monte Stella di Milano, che da tempo critico. L’ho letto con attenzione, visto l’affetto per l’amico e la Comunità, ma resto della mia idea: il progetto è uno scempio e Gabriele Nissim dice cose non vere. Replico a punti alle affermazioni contenute nell’articolo, almeno quelli che hanno a che fare col tema: un’opera che nella visione di molti, comunque della maggioranza del consiglio di zona 8, snatura il progetto di Bottoni.

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Il presidente della Commissione Urbanistica è contro il progetto del Giardino

Rendering progetto Giardino dei GiustiVale la pena di leggere la dichiarazione di Roberto Biscardini, socialista, Presidente della Commissione Urbanistica di Palazzo Marino a proposito del progetto di presunta riqualificazione del Giardino dei Giusti al Monte Stella. Nonostante la vicinanza politica ad alcuni esponenti della giunta apertamente schierati con questo progetto insensato, Biscardini dà una prova ammirevole di indipendenza intellettuale.

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Centralità del Monte Stella nell’immagine della città

Monte StellaL’architetto Dino De Simone pubblica sul suo wall Facebook una straordinaria riflessione sul progetto di trasformazione del Giardino dei Giusti al Monte Stella di Milano, “un progetto visibilmente irrisolto nella forma, in contrasto con la natura definitiva del luogo, non facente parte inoltre il nuovo progetto di un concorso di idee, per il necessario confronto, rendendo partecipi gli astanti, per una giusta condivisione, prima di ogni possibile realizzazione”. Visto che il profilo

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Sindaco Pisapia, mio nonno dice che i Giusti preferiscono gli alberi

Paola e Alberto Manasse con Alberto BiraghiGiuliano Pisapia: “Abbiamo approvato con convinzione un progetto importante che valorizza ancora di più il tema della memoria. Una scelta che è in piena coerenza con il Monte Stella, costruito sulle rovine dell’ultima guerra, e che dal 2003 ospita un luogo dedicato ai ‘giusti’ di tutto il mondo. Il Giardino rappresenta oggi il patrimonio non di un singolo quartiere ma dell’intera Milano e, anzi, è stato preso a modello da tante altre città europee e non solo. E di questo dobbiamo esserne tutti orgogliosi”. Leggi tutto “Sindaco Pisapia, mio nonno dice che i Giusti preferiscono gli alberi”