La Fender Stratocaster Eric Clapton nella sua incarnazione originale (1988 – 2001) è una chitarra perfetta. La liuteria è impeccabile, la costanza qualitativa altissima, e i Lace Sensor (criticati da molti che secondo me non li hanno provati davvero) sono a mio giudizio ben più interessanti dei Noiseless che li hanno sostituiti a inizio 2000. La quasi impercettibile gommosità sui bassi, se proprio disturba, si risolve facilmente con un pelo di equalizzazione. Unico neo, la mancanza di bypass del circuito attivo, a causa della quale la chitarra è muta in mancanza della batteria da 9 Volt. Ma è un peccato veniale.
Prodotte ufficialmente a partire dal 1988, le Clapton sono state messe sul mercato dopo circa due anni di sperimentazione al collo di Slowhand. Precedenti alla nascita ufficiale del “Fender Custom Shop”, ma da quanto è dato sapere gli esemplari del 1988 sono stati messi assieme assieme da John Page e Michael Stevens nel piccolo antro di Corona destinato a diventare la sartoria di lusso per i chitarristi più esigenti.
La Clapton è l’unica “signature” che ammetto (esclusa la Gibson Les Paul, che ovviamente fa storia a sé). Oltre a trovarla bellissima, con quel mix di vintage e nuovo, la considero storicamente molto importante, perché segna il ritorno in grande stile del glorioso brand californiano dopo gli anni bui che portarono alla dismissione da parte della CBS e alla conseguente chiusura della fabbrica storica di Fullerton.
Dopo aver messo le mani su una Clapton 7Up green negli anni Dieci mi è ripartita quella scimmia del collezionista a causa della quale mi sono sfondato di chitarre nel corso della mia vita passata. Dopo averla tenuta per un po’ in solitaria (a fatica), ho deciso di mettere assieme la serie dei tre colori originali del 1988, poi degli altri due aggiunti negli anni successivi. A maggio 2026, 13 anni dopo, con l’acquisto della Blackie ho completato il percorso. Ed eccole tutte e cinque, una per una.
La prima serie del 1988
Ho acquistato la Clapton “7Up green” al primo (e unico, purtroppo) SHG Music Show di Salerno nel maggio 2013 dagli amici di Acustica Online. È stata la protagonista del lancio nel 1988 e benché Slowhand l’abbia usata pochissimo dal vivo, mi ha messo allegria fin dall’uscita della prima pubblicità (interessante osservare che la chitarra mostrata sulla brochure è un prototipo, con lo switch poi scomparso nella versione definitiva e il manico a 21 tasti).

La “Torino red” è tutto ciò che deve essere una Stratocaster, anche per la tonalità quasi “dakota red” del rosso, meno sfacciato rispetto all’inflazionato Fiesta Red.. L’ho acquistata da una persona molto simpatica, con varie conoscenze comuni, ad aprile 2023.

A Novembre 2024, dopo oltre dieci anni dall’avvio della raccolta, con l’acquisto della “pewter” ho completato la serie del primo anno di produzione, nei tre colori ufficiali a catalogo. Discreta ed elegante, è stata la più vista al collo di EC tra le chitarre della prima serie col suo nome.

“Blackie”
Pare che durante i primi test mr. EC abbia fatto riverniciare in nero uno dei prototipi 7Up green. Questa variante è stata poi messa in catalogo con la scritta “BLACKIE” sulla paletta sotto la firma. Alcune fonti danno la prima produzione nel 1989, altre nel 1990, alcune addirittura nel 1991. Va detto che in quegli anni la situazione a Corona era ancora confusa, la produzione andava a rilento anche a causa di interruzioni delle forniture di componentistica. Ne ho vista una in Francia con numero di serie 1989 e data di assemblaggio 1992, purtroppo messa male. A maggio 2026 ho finalmente trovato la “mia” Blackie, seriale E9, assemblaggio 1993, in un negozio di Legnano. In eccellenti condizioni, con quella patina appena ingiallita delle plastiche che aggiunge fascino. In tutto e per tutto identica per caratteristiche alle 1988.

Olympic white
Il quinto colore aggiunto alla gamma Eric Claptono è il classico bianco Fender “Olympic White”. Quasi tutte le fonti (inclusa Wikipedia) lo datano 1996 e in effetti in tanti anni di ricerca non ne ho mai vista una con numero di serie più basso. Così, quando a giugno 2025 ho visto su eBay questo esemplare in condizioni “dead mint” non ho perso tempo e l’ho ordinata. Interessante lo sticker dietro la paletta dedicato al cinquantenario.

Le cinque chitarre sono in magnifiche condizioni, con tastiere impeccabili e segni di uso minimi o nulli. Sono tutte alloggiate nelle rispettive custodie tweed. Da notare a destra quella più recente della chitarra del 1996.

PS: da leggere questo interessante documento con la storia della nascita di questa chitarra.