Basta gne-gne-gne: il PD abbia rispetto dei suoi elettori

“Allargare il reddito di inclusione per azzerare la povertà assoluta in tre anni e potenziare le azioni contro la povertà educativa; introdurre l’assegno universale per le famiglie con figli, la carta dei servizi per l’infanzia e nuovi strumenti di welfare a favore dell’occupazione femminile, per ridurre le diseguaglianze e sostenere il reddito dei ceti medi; introdurre il salario minimo legale, combattere il dumping salariale dei contratti pirata anche valorizzando il Patto per la fabbrica promosso dalle parti sociali. Tagliare ancora il carico fiscale sul costo del lavoro a tempo indeterminato per favorire assunzioni stabili con priorità a donne e giovani, norme per la parità di retribuzione dei generi”. 
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Abbiamo eletto un Parlamento non un premier o un governo

“Perché, visti i numeri e le percentuali esatte, tutto viene raccontato come se solo Salvini e Di Maio siano oggi i padroni del vapore? Una risposta forse c’è: perché nella comunicazione mediatica, nelle espressioni e nelle immagini che hanno impressionato il senso comune in questa campagna elettorale, ciò che ha fatto presa sono state 3 parole: Salvini, Di Maio, 5 Stelle. La “testa” è stata lasciata a riposo e con questa restano fuori i bisogni reali delle persone, la solitudine che le segna, la frantumazione individualistica della società, la perdita di ogni “credenza” nelle Istituzioni.”
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Goebbels vive e lotta insieme a loro

Questo è ciò che sta accadendo oggi nel Paese. Basta leggere i giornali e ascoltare con attenzione le uscite dei politici – Berlusconi, Di Maio, Meloni, Salvini su tutti, ma anche Boldrini, Grasso e i simpatici pasionari di Potere al Popolo – per capire ciò che scrivo da tempo: tutti stanno seguendo fedelmente le teorie di Joseph Goebbels. E gli italiani ci cascano come ci cascarono i tedeschi. Con un’aggravante: dimostrano di non aver studiato la storia.

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La gauche caviar è viva e lotta sul mio wall Facebook in attesa del 4 marzo

Nell’ultima settimana ho fatto anch’io un’indagine informale sulle intenzione di voto basata sugli “amici” di Facebook attivi sulla mia pagina. Insomma, quando uno commentava cercavo sui miei post politici andavo a cercare sul suo wall un’intenzione di voto e un’informazione sulla situazione socio-professionale. Se avevo i due dati li aggiungevo a un foglio excel, ovviamente anonimi.

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La politica del compromesso e la volgarità insostenibile

In un thread sul mio wall Facebook dedicato al recente sondaggio sulle intenzioni di voto pubblicato da Huffington Post si è scatenato un acceso dibattito tra le diverse fazioni. Tra tanti commenti ce n’è uno sulla politica del compromesso  in cui mi riconosco perfettamente e che trovo maledettamente sensato. L’ha postato un “amico di Facebook” che non conosco di persona, ma da cui leggo spesso pensieri interessanti.

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Primarie PD: perché sono contento del risultato

Oggi è comparsa un’Italia ancora capace di comprendere che la politica è compromesso, che non si può mai dare il voto ideale, ma che è doveroso mediare con il proprio sentire e scegliere in funzione delle necessità contingenti del Paese.

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Il politico onesto è una iattura

Pierluigi Bersani

In un post sul mio wall Facebook ho condiviso un articolo da Uomini e Busoness in cui Giuseppe Turani commenta la frase pronunciata da Pierluigi Bersani a Campobasso secondo cui M5S potrebbe essere un interlocutore di “Democratici e progressisti”, lasciando intendere l’ipotesi di una maggioranza formata dal movimento di Grillo sostenuto dagli scissionisti del PD.

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Spunto di riflessione su Euro, Salvini e Grillo

salvini e grilloOk, usciamo dall’Euro e ricominciamo a stampare la nostra lira che quando c’era “si stava tanto meglio” (una bestialità che che dicono loro, ma per assurdo facciamo finta che sia vero).  Poi già che ci siamo smontiamo anche l’Europa, perché vogliamo tornare alla nostra “sovranità” anziché essere “servi delle banche e della Merkel”.

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Giuseppe Sala e l’altro Rotafixa per Milano

Marco MazzeiA Roma c’è Virginia Raggi che ha messo la ciclabilità in mano a un cicloattivista, Paolo “Rotafixa” Bellino. A Milano dopo Maran (finito all’urbanistica, evidentemente grazie ad ulteriori competenze occulte) arrivano prima Granelli e poi il “controesodo”. Automobilisti ancora abbronzati e già nevrotizzati, fermi in coda o lanciati sui viali al doppio della velocità codice, a fare il pelo a ciclisti o in seconda fila davanti alla gelateria, indifferenti a strisce e precedenze.

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Stefano Parisi e la nuova destra italiana

stefano-parisi-candidato-elezioni-milano-2016-770x539“Leadership, oggi, non è affidarsi alle definizioni di sé, ma è entrare nel merito dei problemi. Prendere posizione su integrazione, povertà, lavoro, Islam, Europa, guerra al terrorismo e all’Is, tutela del territorio, grandi opere, lotta alla mafia e alla corruzione, idea di Stato. Leadership, dunque, significa innanzitutto sciogliere il nodo dei rapporti con la Lega e con Fratelli d’Italia, che su ciascuno di questi temi hanno posizioni di vanaglorioso estremismo inconciliabili con il pensiero stesso di un partito di governo.”

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