Giardino dei Giusti: lettera aperta all’assessore Pierfrancesco Maran

In relazione al blocco del ministero ai lavori di “riqualificazione” del Giardino dei Giusti leggo sul Corriere della Sera una presa di posizione dell’assessore milanese all’urbanistica, Pierfrancesco Maran, cui desidero rispondere in questa lettera aperta. 

 

Gentile Pierfrancesco Maran,

secondo il Corriere della Sera lei ha così commentato il blocco imposto dal ministro ai lavori al Giardino dei Giusti al Monte Stella di Milano: «Altro che autonomia differenziata, Milano è in balia dell’ego ideologico dei ministri. È una vergogna. È inaccettabile essere commissariati da Roma per motivi ideologici e politici, frutto della vicinanza del ministro Alberto Bonisoli ad ambienti 5 stelle contrari al progetto».

Questa affermazione non rende giustizia a tanti milanesi, di diversa sensibilità civica e politica, che liberamente criticano questo progetto. Non amo i “lei non sa chi sono io”, ma in questo caso presentare il mio background è utile per confutare il presunto retromotivo ideologico che lei attribuisce a chi si oppone.

Come ho già avuto modo di dire, (a) considero quella di Beppe Sala la miglior amministrazione della Milano repubblicana; (b) il mio cognome materno è quello di una delle 12 tribù di Israele; (c) esisto grazie a un giusto che salvò mio nonno Giuseppe Alberto Manasse (nella foto) dalla deportazione a Fossoli; (d) ho scritto il libro “A5405 il coraggio” di vivere di Nedo Fiano.  Se questo non è sufficiente a sgombrare il campo dalle ipotesi di retromotivi ideologici, può trovare su questo blog una serie di commenti sulle vicende del Medio Oriente che non dovrebbero lasciare più dubbi.  E neppure entro nel merito della mia intransigente opposizione all’orrendo governo gialloverde e alle forze politiche che lo sostengono, manifestata ogni giorno qui e sui social che frequento.

Nonostante ciò, mi sono opposto fin dall’inizio a questo progetto, per una serie di ragioni che riassumo per chiarezza:

  1. secondo la tradizione ebraica i giusti si onorano piantando alberi veri, non muri, pietre, alberi di ferro o altro;
  2. il Monte Stella è un magnifico parco della città. Tutto può essere migliorato e al Monte Stella ci sono innumerevoli ambiti di intervento, ma non si può sostenere che questo intervento, in quel posto, sia una “riqualificazione”, perché lì al massimo c’era da aggiungere un po’ di ghiaia sul vialetto per migliorare il drenaggio della pioggia;
  3. ancorché meno invasivo dell’originale (grazie alla mobilitazione di tanti cittadini), il progetto resta discutibile da un punto di vista urbanistico ed estetico: il dissenso proviene da non poche voci ben più autorevoli della mia, come la mia non mosse da retromotivi politici;
  4. innumerevoli casi precedenti fanno prevedere che l’invasivo auditorium finisca per restare sostanzialmente inutilizzato per gran parte dell’anno;
  5. il modo con cui il progetto di Gariwo – che nell’immaginario collettivo ha una forte connotazione ebraica – è stato imposto produce una antipatia che finirà per riverberare sul mondo ebraico tout-court, cosa di cui sinceramente non si sente il bisogno
  6. oltre 800 firme di cittadini contrari non sono poche, visto il carattere locale del tema.

Aggiungo che se l’intento è onorare i giusti con una “riqualificazione”, le risorse di Gariwo potrebbero essere assegnate al Comune per opere di miglioramento del Monte Stella, ove necessarie, continuando a dedicare ai giusti degli alberi veri (al Monte Stella c’è spazio per piantarne quanto se ne vuole), ottenendo riconoscenza e rispetto dalla città tutta, anziché da una cerchia ristretta di simpatizzanti.

Da ultimo: se pure l’intervento del ministro fosse stato sollecitato da “ambienti a 5 stelle”, noi che siamo all’opposizione di questo governo non potremmo comunque che rallegrarcene: vorrebbe dire che una volta tanto anche loro ne fanno una giusta.

Mi auguro pertanto che l’Amministrazione di cui lei fa parte eviti di fare un ricorso che certamente non porterebbe consenso alla giunta che ho votato, voterò e sostengo apertamente ogni giorno.

Grazie dell’attenzione.

Alberto Biraghi

PS La lettera è stata condivisa sulla pagina Facebook sulla Zona 8, dove ha generato un thread. Invece qui c’è un’ampliamento della riflessione, in cui superando il tema Monte Stella affermo la necessità di preservare il concetto tradizionale di “giusto” (ovvero il gentile che nell’epoca nazi-fascista ha rischiato la vita per salvare degli ebrei dalla deportazione) come asset imprescindibile e non condivisibile nella memoria della Shoah.