Primarie PD: perché sono contento del risultato

Oggi è comparsa un’Italia ancora capace di comprendere che la politica è compromesso, che non si può mai dare il voto ideale, ma che è doveroso mediare con il proprio sentire e scegliere in funzione delle necessità contingenti del Paese.

Matteo Renzi in questo momento è l’unica opportunità per l’Italia di uscire dal guano, non fosse che per l’inadeguatezza altrui: gli altri due pretendenti al trono del PD, gli oppositori interni ed esterni hanno scatenato un’aggressione indegna, gli altri partiti radicati nel secolo scorso, i cafoni populisti di Lega e M5S.

Resta da vedere se l’uomo saprà superare i propri limiti – ampiamente messi in mostra in passato – e diventare lo statista vero di cui ha bisogno il Paese. Ma è un tosto, ho buone speranze.

Alcune idee di Renzi non mi piacciono. Alcune persone che lo circondano mi piacciono ancor meno. Ma farsele andar bene è doveroso se si è convinti – e io lo sono – che comunque al momento non esista un’alternativa migliore a questo leader e a questa squadra.

Quindi mi farò andare bene tutto quello che non mi piace di Renzi & C, godendomi progetti e persone che invece mi piacciono, nell’auspicio che l’Italia ce la faccia a ripartire, per diventare un elemento moderno e produttivo del mio Paese vero e grande: l’Europa.

Sì, sono abbastanza contento.

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