Spunto di riflessione su Euro, Salvini e Grillo

salvini e grilloOk, usciamo dall’Euro e ricominciamo a stampare la nostra lira che quando c’era “si stava tanto meglio” (una bestialità che che dicono loro, ma per assurdo facciamo finta che sia vero).  Poi già che ci siamo smontiamo anche l’Europa, perché vogliamo tornare alla nostra “sovranità” anziché essere “servi delle banche e della Merkel”.

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Il 3 ottobre 1990: primo passo verso l’Europa Unita

3 ottobre 1990“Probabilmente, fuori dalla Germania, nessuno ricorderà oggi il quarto di secolo che ci divide dalla ratifica dell’riunificazione della Germania, il 3 ottobre 1990. A differenza della scena del 9 novembre 1989, ovvero del crollo del Muro di Berlino, che è vissuta come una data internazionale, comunque una data in cui la dimensione internazionale “si mangia” quella nazionale, la scena del 3 ottobre è stata presto accantonata come una vicenda tutta interna. A voler fare della facile retorica si potrebbe dire che le commemorazioni sono più attraenti ed entusiasmanti quando mettono in scena l’attimo dell’esaltazione, l’atto prometeico della liberazione, piuttosto che quello dell’ultimo tassello del percorso. Eppure la scena del 3 ottobre 1990, per noi europei di oggi, è molto più significativa che non quella del 9 novembre 1989. Mentre il 9 novembre evoca la scena della liberazione, il 3 ottobre evoca quella della libertà.”

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La dignità dell’Italia

MARIO MONTI «Il presidente Draghi non avrebbe potuto fare quel che ha fatto, se l’Italia non avesse avviato le riforme strutturali, a cominciare da quella delle pensioni, e non avesse messo ordine nei conti. Sarebbe stato accusato di favorire il proprio Paese. È stato un lavoro di punta e di tacco: prima la Merkel, al consiglio europeo 2012, si persuade a dire che gli interventi di stabilizzazioni sono giustificati; poi viene il tacco della Bce, che avvia gli interventi».

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#grexit: i miei due cent… ops due rubli

SiriaLa descrizione del referendum greco “austerity vs. equità” non mi convince sulla seconda voce. Perché trascura completamente le ragioni per cui i greci sono ridotti così: non pagano le tasse, strutturalmente, e non hanno meccanismi tali da imporne il pagamento. 

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Tsipras: a promise that was impossibile to keep

Paolo Manasse“On the surface, Tsipras’ decision to hold a Referendum on the EU agreement proposal seems irreprehensible. This is a  crucial decision for Greece  which would have far reaching economic and political implications for the next few years (Drachma vs Euro, Russia/EU influence). Democracy requires that the people should decide. This  narrative is nonsense.  Tsipras has been catapulted into power by the promise of “no more austerity and debt repudiation”,  a promise that was impossibile to keep”. 

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Non sono democratici, sono fascisti

Tsipras“Mr. Tsipras and his party, together with their lunatic partners, deceived the Greek people with false promises and stole the popular vote. They then bombarded the public with a coordinated anti-European campaign of lies. Now, they are playing their last card to take Greece out of the Eurozone and the European Union. This is their target. This was their target from the beginning. They are not Democrats, they are Fascists. They were always Fascists. And they want to bring down Democracy in its birthplace.”

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#fuoridalleuro: il mantra demagogico di M5S

vito crimi“#‎FuoriDallEuro‬! Oggi abbiamo depositato in Senato le 200.000 firme raccolte durante questi 6 mesi grazie a Voi attivisti! Ora i partiti hanno due possibilità: ignorare le firme dei cittadini o permettere loro di esprimersi! Il referendum sull’euro è un voto sul futuro dell’Italia. Non va sprecato!” E ancora: “Centinaia di migliaia di cittadini hanno firmato in sostegno alla legge popolare del ‪#‎M5S‬. Centinaia di migliaia di cittadini chiedono a gran voce di potersi esprimere in un referendum, e di decidere se rimanere o uscire dalla moneta unica.”

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