Elezioni siciliane e Matteo Renzi: il noioso mantra delle dimissioni

Elezioni siciliane e Matteo Renzi: perché mai il risultato debba “aprire il tema della leadership” nel PD – unico partito italiano in cui si fanno i congressi per votare un segretario – non è chiaro. Semmai questo episodio (locale) dovrebbe confermare il giudizio su chi è venuto meno allo spirito democratico, rinunciando a sostenere la segreteria eletta, facendo opposizione dall’interno fino al prossimo congresso e mostrandosi compatti fuori, com’è sempre stato, come insegnavano Gramsci e Berlinguer.

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Democrazia e popolo sovrano: Scalfari rimette in carreggiata Repubblica

“La democrazia non ha mai affidato i poteri al popolo sovrano e quindi la sovranità è affidata a pochi che operano e decidono nell’interesse dei molti. È sempre stato così nella storia che conosciamo, a partire da quella di Roma antica quando ancora era una grande Repubblica”.

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Esposito e Fiano sono briscole in mano alla destra

Dopo l’intervista di oggi a Repubblica il PD dovrebbe dare un altro mirabile esempio di coerenza con almeno una strigliata a Stefano Esposito, noto estimatore di violenza e repressione a prescindere, del tutto estraneo alla tradizione di un partito che si definisce “democratico”.

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Il crucifige di Matteo Renzi e il senso civico

E adesso tutti a prendersela con Matteo Renzi, “trombone”, “accentratore”, “peggior leader” e via lamentando. Da “non-renziano” (non sono mai stato un *iano di chicchessia, neppure quando c’erano Luigi Berlinguer e Sandro Pertini) non riesco a digerire tutta la colpevole e dannosa superficialità di questo sfogo.

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Stalingrado espugnata e la qualità in politica

Sul ballottaggio a Sesto San Giovanni non c’è da fare troppi giri di parole: la responsabilità di una sconfitta storica è di Matteo Renzi, che non ha colto la necessità di una cesura forte col passato. Una sconfitta che era nell’aria, come aveva sottolineato in tempi non sospetti un sestese fine osservatore della politica, Graziano Camanzi.

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Primarie PD: perché sono contento del risultato

Oggi è comparsa un’Italia ancora capace di comprendere che la politica è compromesso, che non si può mai dare il voto ideale, ma che è doveroso mediare con il proprio sentire e scegliere in funzione delle necessità contingenti del Paese.

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Il politico onesto è una iattura

Pierluigi Bersani

In un post sul mio wall Facebook ho condiviso un articolo da Uomini e Busoness in cui Giuseppe Turani commenta la frase pronunciata da Pierluigi Bersani a Campobasso secondo cui M5S potrebbe essere un interlocutore di “Democratici e progressisti”, lasciando intendere l’ipotesi di una maggioranza formata dal movimento di Grillo sostenuto dagli scissionisti del PD.

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Il bicchiere mezzo pieno

2011 MILANO - PRESENTAZIONE DELLA NUOVA GIUNTA DEL COMUNE DI MILANONel 2011 questa foto gettò la prima secchiata di acqua gelida sull’entusiasmo prodotto dalla vittoria di Giuliano Pisapia: una giunta costruita con una versione 2.0 del manuale Cencelli, con le poltrone a Palazzo Marino distribuite sapientemente tra le pretese del PD e gli interessi dei gruppi economici di riferimento.

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