La narrazione tossica sulle piste ciclabili di Milano

A Milano, in piena emergenza lockdown, con la previsione di riduzione della portata dei mezzi al 30% e il rischio di paralisi del traffico la giunta si sbatte per trovare soluzioni. Tra le varie iniziative ci sono le nuove piste ciclabili “light”, segnate solo da strisce she ove possibile sfruttano le auto parcheggiate come barriera, una soluzione efficace, usata in molte altre metropoli del mondo civile. L’obiettivo è indurre quante più persone  possibile a usare la bici per il commuting e i trasferimenti urbani mettendo in sicurezza alcune arterie molto usate. Non è la panacea, non è la soluzione definitiva, ma ha un senso secondo qualunque urbanista e tecnico della mobilità.

Com’era prevedibile, ieri a Milano c’è stato il primo incidente sulla nuova ciclabile di Corso Venezia: un* cretin* (mi si passi la definizione, ma davvero non esiste scusante) ha invaso la ciclabile con l’auto proprio mentre arrivava una signora in bicicletta. La signora non è riuscita a frenare in tempo ed è caduta, per fortuna con poche conseguenze.

Una persona normale (non importa se di destra, di sinistra, di centro, semplicemente “una persona normale”) avrebbe commentato: “bisogna aumentare la sicurezza” o “servono protezioni fisse”  o “occorre sensibilizzare chi guida un’auto” o roba simile.

Invece la finta destra milanese (finta perché non ha nulla a che fare con la destra vera, sana, democratica e proattiva degli Einaudi e dei Malagodi) si è subito scatenata a solleticare il ventre molle dei propri fan, con i troll social a strillare “basta guerra alle auto!!!!” e “dimettiti!!!!”, sempre tirando in ballo la vecchia panzana sui “ciclisti che sfrecciano sul marciapiede” e “investono gli anziani, guardi ieri mia suocera stava per essere travolta…”. Ovviamente si invoca rigore, con la richiesta (ovviamente disattesa dalla giunta “comunista”) di “multare gli indisciplinati senza se e senza ma”.

Mi sono stancato di intervenire sui social – per riscrivere la stessa cosa sotto i commenti di questi personaggi reali o virtuali, alcuni sinceramente ottusi, altri opportunisticamente ipocriti. Per questo riassumo qui il tema, così mi limiterò a condividere il link a questo testo (pur consapevole che per lunghezza ha poche probabilità di essere letto sia dagli analfabeti funzionali che fanno il tifo online per la finta destra sia dai troll).

Allora: premesso il dovere di tutti di rispettare le regole, va considerato che un’amministrazione dispone di un numero limitato di agenti e deve necessariamente allocarli sui temi più caldi, ove sussistano i maggiori rischi per la collettività. Un’amministrazione seria segue i dati verificati per compiere queste scelte e in questo caso le statistiche sono molto chiare: ISTAT ci dice che nel 2018 (il 2019 è incompleto, ma i numeri disponibili sono in linea) a Milano ci sono stati 4,2 morti al mese, tra pedoni e ciclisti, tutti uccisi da guidatori in violazione della legge, oltre a decine di feriti gravi con danni permanenti. La stessa ISTAT non segnala alcun incidente grave accertato causato da violazioni da parte di ciclisti. Ribadisco: **nessun incidente grave**.

Dunque la questione dei “ciclisti che sfrecciano sul marciapiede mettendo in pericolo i pedoni” è in realtà inesistente, un tema da “fake news”, una narrazione tossica usata per fare caciara a prescindere contro un’amministrazione che sta lavorando abbastanza bene. A uccidere sono alcune persone al volante che se ne fottono delle regole e del buon senso.

Lo screenshot di un post su Facebook (è pubblico, ma ho coperto il nome per decenza) a corredo di questa riflessione è più esemplificativo di qualunque parola: un’automobilista ha violato la legge e provocato danni a una persona, ma la colpa viene attribuita a sindaco Beppe Sala e all’assessore Marco Granelli, con tanto di diluvio di punti esclamativi, rei di aver fatto la pista ciclabile di Corso Venezia.

A dimostrare come la finta destra invece di fare opposizione seria e costruttiva abbia l’unica strategia politica: il casino becero e ipocrita. Ma siamo ancora qui a stupirci? No dai, che la finta destra sia feccia è noto a chiunque riesca ancora ad attivare un briciolo di coscienza critica.

Ci sono altre considerazioni sul tema “Ciclisti che sfrecciano sul marciapiede” qui e altre sull’opposizione fascioleghista qui. Poi c’è un documento Google in costante divenire con altri pensieri assortiti.