Il debito pubblico ai tempi del COVID19

Nel surreale dibattito sul debito pubblico al tempo del COVID-19, sugli interventi economici e sull’Europa, il peggio del Paese (leggi Salvini e Meloni, coi i loro fan ignoranti e i movimenti fascio-sovranisti, sostenuti da referenti innominabili)  versa costantemente  benzina delle balle, in una guerrilla sovversiva che mira a distruggere la nostra democrazia.  Può dunque essere utile fare un po’ di chiarezza, come ha fatto Yari Drugo Stati in questo post sul suo wall Facebook.

Scrivo due righe per chiarire dei concetti, utili in questo momento per comprendere la situazione. Lo stato Italiano ha un debito di circa il 138/139% del suo Pil, questo molto semplicemente vuol dire che per andare avanti nella nostra gestione ordinaria dobbiamo farci prestare soldi, in questo momento quindi se non troviamo chi ce li da, ci fermiamo, ogni anno, a fronte di questo debito paghiamo molti interessi, essendo infatti molto indebitati, i mercati non avendo fiducia nella nostra capacità di restituire i soldi prestati, ci fanno pagare interessi salati (ce la battiamo con la Grecia a chi li paga più cari in Europa). Siamo infatti con Rating BBB.

Lo Stato non avendo soldi, in questo momento storico emergenziale, per finanziarsi può fare solo due cose:

1) cercare di convincere gli altri stati europei di fare fronte comune e trovare delle soluzioni, che pongano la comunità come garante di un prestito comunitario, quindi con un rating alto AAA e costo di interessi basso, che ridistribuisca le risorse raccolte su tutti i partecipanti.

2)rivolgersi da solo sul mercato per cercare capitali in più di quello già si fa in maniera ordinaria.

La prima opzione ci consente di avere soldi non aumentando il debito in capo allo stato italiano, salvandoci quindi da default, abbassamento del rating e povertà concreta.

La seconda opzione, comporta un aumento del debito, il rischio della perdita della bbb come rating, il rischio conseguente di default, quest’ultimo evitabile solo attraverso una patrimoniale su tutte le ricchezze private italiane, in qualsiasi forma espresse con un prelievo del 10% circa.

Quindi quando sentite dire che ci stiamo svendendo all ‘Europa e questo ci costerà lacrime e sangue, considerate questa come la migliore delle due opzioni, detto questo non vuol dire che sia in assoluto la migliore soluzione lo è tra le due possibili per finanziarsi.

L’Europa una mano ce la sta già dando, questo perché la banca Centrale Europea sta sostenendo il nostro debito, quello che emettiamo in via ordinaria, lo fa comprando, senza limiti percentuali, (prima del Covid c’erano dei limiti) i nostri titoli di Stato, questo sta rendendo meno aggressivo il mercato contro di noi, la Bce ci sta di fatto finanziando senza far schizzare troppo in alto gli interessi.

Ricorrere al Mes “spuntato” se effettivamente necessario è meglio che ricorrere al mercato senza il cappello BCE questo sia chiaro a tutti.

Tenete conto che per l’Italia sono solo 35 mld disponibili attraverso il Mes, senza condizioni se utilizzati per spese sanitarie dirette ed indirette nell’emergenza Covid.

Faccio un’ultima riflessione quando si dice spese dirette e indirette sanitarie vuol dire:

– investimenti in sviluppo, ricerca di vaccini o cure (biotecnologia, ingegneria genetica ecc)
– investimenti nel settore farmaceutico
– investimenti nella diagnostica (macchinari, intelligenza artificiale ecc )
– spese nella formazione e abilitazione professionale e assunzione di personale medico, infermieristico e tecnico di laboratorio
– spese in infrastrutture ospedaliere (edilizia, macchinari ecc)
– riconversione di aziende produttive
– ammodernamento delle fabbriche per garantire maggiore sicurezza
– investimenti nella didattica per l’insegnamento delle norme di sicurezza
– investimenti di ammodernamento del settore pubblico ecc

In uno Stato come quello Italiano con un peso sul Pil per la spesa medica di circa il 6,6%, per darvi una misura il 3% in meno di quello che spendono la Francia e la Germania, non sono investimenti di poco conto.

Salvo anche il link al post originale di Yari Drugo Stati e già che ci siamo un articolo di Mario Monti, uscito quasi in contemporanea, che ritengo utile a comprendere la situazione. C’è anche la precisazione della UE sul fatto che Meloni era nel governo quando venne approvato il Mes.