Milano democratica: appello ai critici a oltranza

Appello ai commentatori da social (quelli veri, i troll non contano) che vogliono una Milano democratica, ma sono insoddisfatti della giunta di Beppe Sala. 

Al sindaco Beppe Sala va riconosciuta una qualità rara tra i pubblici amministratori: la consapevolezza di essere il sindaco anche di chi non l’ha votato. E da feroce oppositore delle fosche destre fascioleghiste che ci ritroviamo, trovo che faccia bene. Un amministratore pubblico deve pensare anche a chi non l’ha votato.

Vorrei una Milano vietata al traffico automobilistico privato, tutta zona 30, piena di alberi, con parchi e boschi al posto dei centri commerciali, eccetera. Una Milano che accoglie ogni disperato, si occupa degli ultimi, accoglie ogni reietto. Eccetera.

Sarebbe bello, ma da persona civile e democratica devo pensare al 50% circa di milanesi che hanno un’opinione diversa dalla mia. E ci metto dentro commercianti, tassisti e altre categorie ad alto tasso di ottusità, ignoranza, ipocrisia (non lo dico io, ma loro, con i loro proclami e le loro “battaglie”). Anche loro hanno il pieno diritto di opporsi a qualunque innovazione, perché la democrazia garantisce la libertà di sostenere fesserie, tipo che “le ciclabili fanno perdere fatturato ai negozianti”.

Una giunta moderna e democratica (come quella di Beppe Sala) che abbia davvero a cuore un buon futuro per la città ha bisogno di continuità, deve procedere a piccoli passi sui grandi cambiamenti, altrimenti alle elezioni successive perde, torna al potere il partito dell’auto, delle armi, della prevaricazione dei forti sui deboli e siamo daccapo.

Quindi, per favore, chi pensa che un’amministrazione del  partito dell’auto e delle pistole sarebbe una iattura per Milano, prima di cazziare dal computer la giunta a colpi di “colate di cemento”, “traffico in tilt”, “sicurezza”, pensi che una buona amministrazione deve:

  1. valutare bene la condizione prima e dopo ogni scelta;
  2. non snobbare chi non l’ha votata;
  3. puntare alla continuità per completare il proprio programma.

Giusto dunque puntualizzare, ma in modo costruttivo. A meno che non si preferisca starsene sull’Aventino a guardare i leghisti che girano con la fondina o che i La Russa padre e figlio organizzino i rally al Parco Sempione, per poter dire “visto che stronzi?”.

Tutta la vita Sala, Granelli, Maran e compagnia, che con i loro limiti (e chi non ne ha?) sono comunque i rappresentanti della Milano democratica, quella più sana e produttiva, alla faccia delle balle dell’opposizione. Facciamo il possibile per non doverli rimpiangere tra qualche mese.