Giuseppe Sala: e darsi una regolata?

La sfuriata di Sala al GiambellinoQua su OMB abbiamo sempre i nostri aficionados. Lettori storici che rimpiangono i bei tempi in cui “i post si potevano commentare” e lettori nuovi che arrivano dalle condivisioni sui social e dicono la loro con una mail o un messaggio su Facebook. Sono ancora inaspettatamente tanti, non tali da garantire un sondaggio, ma abbastanza per darmi il polso della situazione sugli eventi elettorali imminenti per Milano. Mi permetto dunque di passare al candidato del centrosinistra per cui dovrò votare uno dei messaggi più frequenti che ricevo su di lui.

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Giuseppe Sala dica qualcosa di sensato su piazza Castello

Piaza Castello pedonale a MilanoLo dice da cani, vuole far tornare a correre le auto in centro, ma Stefano Parisi su piazza Castello ha mirato giusto: la chiusura è stata talmente raffazzonata e malfatta da lasciare spazio a infinite critiche. Quindi o Sala si inventa di dire qualcosa di sensato oppure la destra fa punti anche lì, perché ci sono schiere di milanesi beoti pronti a rilanciarsi col SUV tra Cadorna, Cairoli e Lanza.

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La bicicletta come strumento di progresso e benessere

Morten KabellLa bicicletta è la soluzione. Ma a Milano si sta ancora a traccheggiare per non scontentare l’industria automobilistica, l’industria del petrolio e una base significativa (anche se non tutti per fortuna) di commercianti ottusi, incapaci di comprendere l’impulso straordinario che solo una mobilità cittadina a misura d’uomo può dare.

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Sala e Parisi: droni incapaci di alzarsi

drone“I candidati volano sulla città come dei droni giocattolo, incapaci di alzarsi di poco sopra la testa della gente. Vanno nei mercati, nei quartieri, nelle “periferie”, nei circoli, nella migliore delle ipotesi visitano le associazioni di categoria: una parola per tutti, una stretta di mano, una promessa. Qua una riduzione di Area C, là un allargamento di Area C, qui un semaforo, qui una scuola, qui una bonifica di amianto, qui un asfalto da rifare, là un giardinetto, qui un fracasso da movida da contenere, là uno spazio di dehors sui marciapiedi da allargare, forse il vigile di quartiere per la sicurezza: la vecchia favola. Di tutto un po’, a ciascuno il suo. E i grandi temi? Slogan.”

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Sala come Ferrante: il sequel di un brutto film

Parisi con la Comunità ebraica al 25 aprileIl fatto che gli esponenti della Comunità ebraica milanese (tra cui alcuni sinceri democratici che conosco e stimo) ammettano in prima fila Stefano Parisi dovrebbe inquietare qualunque elettore di centrosinistra. Vuol dire che la faccia tutto sommato perbene di Parisi riesce a far dimenticare i suoi alleati: non solo Berlusconi e Salvini, ma anche i discendenti degli alleati di Hitler come Ignazio La Russa e Riccardo De Corato. Insomma Parisi sta lavorando benissimo e non è un caso se i sondaggi lo danno in fase di sorpasso su Sala.  Leggi tutto “Sala come Ferrante: il sequel di un brutto film”

Milano vale più di chi la vorrebbe governare

balzani salaDa quello che si capisce leggendo il pezzullo di Luigi Ambrosio​ di questa mattina (confermato dall’intervista a Francesca Balzani e dalla lettura delle dichiarazioni sui social di tanti addetti ai lavori), le alleanze del centrosinistra per #milano2016 sono sostanzialmente un fatto di poltrone contese da partitulli del tutto scollegati dalla realtà di Milano. Gruppuscoli di una retroguardia che ormai esistono solo nella fantasia dei loro gestori e di qualche irriducibile fan (a confermarlo: il livello del dibattito politico e soprattutto l’andazzo delle recenti primarie).

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La sinistra che non c’è

facebook comunistaUna candidatura di sinistra a Milano vale – secondo i sondaggi più ottimisti – il 10% scarso, quindi non si capisce quale sia l’obiettivo di Curzio Maltese (come pure dei vari Besostri e Finiguerra, altri possibili concorrenti di cui si parla in queste ore), visto che nel probabile caso di ballottaggio e conseguente apparentamento quell’area politica ha da guadagnare una frazione non significativa del 60% dei seggi assegnati al vincitore.

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