L’imbroglio del sistema che si autoassolve

Pisapia e Cantone«Sto provando a spiegare all’Ocse che il modello Milano non è dell’Autorità anticorruzione ma è frutto di profonda sinergia istituzionale. Penso che sia difficilmente esportabile se si pensa che sia un modello dell’Anac, appunto perché è il risultato di una profonda sinergia. Stiamo cercando di esportarlo a Roma, per il Giubileo ormai alle porte, ce la stiamo mettendo tutta ma manca proprio questo, la collaborazione tra istituzioni, stiamo trovando più ostacoli perché la bellezza del modello Milano è la sinergia».

Il commento di Cesare Giuzzi alle parole dette da Raffaele Cantone quando ha ricevuto il sigillo della dal sindaco Pisapia.

E li magistrato, alla fine, parlò come i politici. Cantone e l’Anac hanno semplicemente permesso di realizzare comunque appalti assegnati in modo irregolare. Gli ultimi arresti a Milano per corruzione risalgono a una decina di giorni fa. Le indagini su Expo non sono state fatte perché altrimenti si bloccava l’esposizione. La “moratoria” della Procura, il patto tra magistrati e politica, ha fatto sì che situazioni sospette non venissero indagate. Le poche inchieste che hanno riguardato Expo sono state fatte spesso controvoglia e in un caso addirittura da Firenze. L’Anac fa un lavoro che in un Paese normale sarebbe affidato a un oscuro, ma onesto, funzionario statale. Qui serve l’Authority anticorruzione. Quanti corrotti sono stati arrestati grazie alle indagini dell’Anac di Cantone?
Milano non è la capitale morale. E questo è l’ennesimo imbroglio di un sistema che si autoassolve.