Sono 65 su 100 i milanesi soddisfatti di Sala

I milanesi sono soddisfatti di  Sala. Secondo un sondaggio dell’università Statale di Milano supera il 65% la fiducia riposta nel sindaco in tempi di pandemia.

Poi uno può raccontarsela come vuole, può ripetere alla nausea qualche errore commessi (e chi non ne commette, a maggior ragione in un momento di enorme pressione come a inizio pandemia?), le narrazioni distorte, le frasi decontestualizzate che l’opposizione palese (almeno onesta) e occulta (la più disonesta dei duri e puri che si spacciano per sinistra, ma nei fatti stanno coi fascisti) usa per la sua propaganda.

Invece una cosa è certa: questa amministrazione ha reso Milano migliore e – nel dolore per le tragedie umane – di questa pandemia ha saputo cogliere anche le opportunità di crescita che fanno parte di ogni crisi. Non è un caso se un sondaggio della facoltà di sociologia politica della Statale di Milano dice che la maggioranza dei milanesi sono soddisfatti di Sala.

Verde, mobilità, servizi, ambiente, università, business, ricerca. Questa giunta sta lavorando su tutto e sta lavorando mediamente bene. E com’è giusto che sia sta lavorando nel rispetto anche di chi ha votato per l’opposizione. Perché il valore di Beppe Sala è anche il saper essere un sindaco che governa tenendo conto delle istanze di tutti, a differenza di troppi amministratori (soprattutto quelli dell’altra parte politica) che anziché dirigere vogliono comandare.

Quindi, per favore, se fate parte dell’altro 35%, prima di buttarvi nelle solite baggianate partigiane, prima di lamentarvi perché la realtà non coincide con i vostri desideri, date un’occhiata al risultato di 30 anni di gestione cattolica, berlusconiana, fascioleghista in Regione Lombardia. Fate il confronto con Milano, poi tirate fuori straccio di coerenza critica, rendetevi conto di quanto devastante sarebbe l’alternativa e unitevi al 65% di milanesi soddisfatti di Sala e fate festa per la sua decisione di ricandidarsi per i prossimi cinque anni. Che di beceri fascisti e faccendieri dello stampo di Fontana e De Corato non se ne può davvero più.