Darsena di Milano: troppo sovietica per tollerare la street art

La Darsena di Milano, ovvero la briscola peggio giocata dall’amministrazione Pisapia. Un’opportunità straordinaria, un luogo potenzialmente bellissimo, in potenza una piccola Venezia purtroppo finita nella Berlino sovietica.

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Ballottaggio: dichiarazione di voto

Alberto Biraghi nel 2015Se l’alternativa si chiama Salvini, Gelmini, Lupi, La Russa, Formigoni, De Corato e altra analoga paccottiglia, il cittadino democratico, soprattutto il milanese per bene deve mettere da parte insoddisfazioni, rancori, voglie di rivalse, strategie e votare per il meno peggio. Il rischio che costoro tornino al potere a Milano è reale ed è un rischio enorme per la città.

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Sala come Ferrante: il sequel di un brutto film

Parisi con la Comunità ebraica al 25 aprileIl fatto che gli esponenti della Comunità ebraica milanese (tra cui alcuni sinceri democratici che conosco e stimo) ammettano in prima fila Stefano Parisi dovrebbe inquietare qualunque elettore di centrosinistra. Vuol dire che la faccia tutto sommato perbene di Parisi riesce a far dimenticare i suoi alleati: non solo Berlusconi e Salvini, ma anche i discendenti degli alleati di Hitler come Ignazio La Russa e Riccardo De Corato. Insomma Parisi sta lavorando benissimo e non è un caso se i sondaggi lo danno in fase di sorpasso su Sala.  Leggi tutto “Sala come Ferrante: il sequel di un brutto film”

Perché rimpiangeremo Giuliano Pisapia

pisapia facebook“Giuliano Pisapia lo rimpiangeremo, altro che palle. È una persona sensibile eppure pragmatica, per bene e intelligente”. Due righe scritte su Facebook dopo la comparsa di Giuliano Pisapia a Otto e Mezzo hanno suscitato un gran cancan. A confermare il segno lasciato da un uomo comunque di spessore, a cui forse si è chiesto più di quanto fosse realistico fare. E per il quale non si vedono ipotesi di successione in grado di colmare il vuoto che lascerà.

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Non possiamo lasciare MIlano a quelli là, però….

Le primarie a MilanoSul wall Facebook di Marco “marmaz” Mazzei (un esempio di come la “società civile” realmente disinteressata al proprio tornaconto possa possa essere utile alla città) è partito un thread su “primarie sì – primarie no”. Il tema è importante, ma non quanto quello principale, ovvero la necessità civica da parte delle persone di buon senso di impegnarsi a fondo per mantenere Milano lontana dalle grinfie dell’unica destra disponibile in Italia: quella cafona, xenofoba, omofoba, discriminatoria, populista, arraffona. Tra qualche battuta, ho scritto un commento che mi piace salvare qui.

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Salvini non deve diventare sindaco di Milano #sapevatelo

borghezio salvini cota“Adesso che c’è Salvini la partita si mostra per quel che è, ed è partita politica e non politicista, di progetti e non tecnocratica. In molti, forse con troppa serenità, giurano che Milano non potrebbe mai e poi mai votare per Salvini – “quel becero, quel razzista” – e che, alla prova dei fatti, la città abituata a descriversi come luce del paese, pur di fronte a tante smentite, non avrebbe tradito. Altri – pessimisti? O solo più accorti? – pensano invece che sì, Salvini può anche vincere quassù, in una città spaccata tra il centro – la proverbiale Zona 1 – e una periferia sempre più estesa e sempre più sconosciuta alla sua classe dirigente.”

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