Pizzaballa: una provocazione premeditata

Pierbattista Pizzaballa

Pierbattista Pizzaballa si dichiara amico di Israele, ma in realtà non esita alla provocazione della kefiah sopra il gonnellone rosso. In occasione della domenica delle Palme 2026 ha messo in atto una provocazione diversa contro Israele: l’okkupazione del Santo Sepolcro. E ha ottenuto il risultato desiderato, come ha ben spiegato Niram Ferretti nel suo post su Facebook che salvo in questo post.

LA BUFERA PREPARATA

Il “caso Pizzaballa” è stato montato ad arte per suscitare indignazione ed esecrazione nei confronti di Israele, e si inserisce ad hoc nella inesausta campagna di demonizzazione contro lo Stato ebraico cominciata il 7 ottobre del 2023. Si tratta di un episodio minore ma nondimeno gli viene data risonanza per lo status del personaggio coinvolto.
Ma vediamo i fatti.
Il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme, e il padre Custode di Terra Santa Francesco Ielpo vengono bloccati dalla polizia israeliana mentre si recano nel luogo più sacro dei cristiani, il luogo del Calvario e della Risurrezione, per celebrare la messa che apre la Settimana Santa di Pasqua.
Il Patriarcato latino di Gerusalemme redige una nota esacerbata: «Per la prima volta da secoli, ai capi della Chiesa è stato impedito di celebrare la Messa della Domenica delle Palme nella Chiesa del Santo Sepolcro». Ciò che accaduto segna il punto più basso nei rapporti tra Israele e la Chiesa cattolica da molto tempo a questa parte: «Questo incidente costituisce un grave precedente e ignora la sensibilità di miliardi di persone in tutto il mondo che, durante questa settimana, guardano a Gerusalemme».
La bufera si scatena.
In tutta Israele, dall’inizio dell’operazione militare contro l’Iran, il governo ha vietato gli assembramenti di oltre 50 persone in qualsiasi luogo, pubblico o privato, norme rinnovate di settimana in settimana.
«Tutti i siti sacri della Città vecchia sono chiusi. La Chiesa del Santo Sepolcro non dispone di uno spazio protetto, ed è impossibile per i mezzi di soccorso arrivare nella zona in caso di incidenti con molte vittime. Il Patriarca aveva chiesto di consentirgli l’accesso, in via eccezionale, ma questo permesso gli era stato negato ieri. La decisione gli era stata comunicata e spiegata. La libertà di culto resta un valore garantito, ma ci sono restrizi0ni necessarie».
Quindi Pizzaballa aveva chiesto che per lui venisse fatta una eccezione, ma la sua legittima richiesta era stata rigettata. Era stato informato che che l’ingresso nei luoghi di culto «non era consentito per questioni di sicurezza» come ha ribadito l’ambasciatore israeliano in Italia. Nonostante ciò il cardinale «ha deciso di non rispettare la nostra richiesta».
Pizzaballa dunque, non godendo di una speciale esenzione si è recato volontariamente presso i luoghi sacri cristiani, sapendo che sarebbe stato fermato e lo ha fatto sapendo che il suo fermo avrebbe creato le reazioni che ci sono state. Tutto premeditato.
Tuttavia, nonostante questo, l’ufficio di Netanyahu dirama un comunicato specificando che : «Non vi è stata alcuna intenzione malevola ma solo preoccupazione per la sicurezza del cardinale e del suo seguito. Data la sacralità della settimana che precede la Pasqua per i cristiani di tutto il mondo, i servizi di sicurezza israeliani stanno mettendo a punto un piano per consentire ai leader religiosi di celebrare le funzioni nel luogo santo nei prossimi giorni».
Ma, ovviamente, tutti i media hanno già rilanciato la notizia del fermo abusivo del cardinale, dell’abuso da lui subito, ecc. Pizzaballa ha così ottenuto esattamente quello che voleva, passare per “vittima” di un governo protervo e oscurantista che nella settimana santa per i cristiani nega al suo principale esponente cattolico in Israele di potere celebrare Messa.

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