Anche Susi sfila a Milano oggi 70 anni fa

Eva Colombo sfila a Milano“Poi ho fatto la partigiana. Facevo la collegatrice in Valtellina e sono stata arrestata,  portata a Sondrio, poi da Sondrio a Como e da Como a San Vittore. Nel frattempo trattavano lo scambio e sono stata scambiata con un ufficiale tedesco che era stato preso  prigioniero nell’Oltrepò Pavese. Ripresi a fare il collegamento tra Milano e l’Oltrepò  Pavese, ma in bicicletta e non più in treno. “

Leggi tutto “Anche Susi sfila a Milano oggi 70 anni fa”

Un Primo Maggio politicamente disastroso

riot“Ana­li­sti e die­tro­logi se ne fac­ciano una ragione. I cosid­detti “black bloc” non ven­gono da Marte, non si sono “infil­trati” nel cor­teo e non sono nem­meno al soldo della spec­tre. Ci sono, sono un pro­blema e biso­gnerà tenerne conto. Erano nel cor­teo, den­tro, nem­meno in fondo. Gli spez­zoni della mani­fe­sta­zione hanno dovuto gio­co­forza tol­le­rarli e cer­care di tute­lare il cor­teo da una rea­zione della poli­zia che a un certo punto sem­brava scontata. La May­Day era con­tro il blocco nero? Que­sto movi­mento, que­sta piazza, che è pur sem­pre il mas­simo che oggi si possa espri­mere, non ne aveva la forza. Né mili­tare, né poli­tica. Que­sto è un limite. Ecco per­ché que­sto primo mag­gio è “poli­ti­ca­mente” disastroso.”

Leggi tutto “Un Primo Maggio politicamente disastroso”

Primo Maggio: l’altra parte della barricata

riot 1 maggio 2015Una visione dall’altra parte della barricata (e che barricata!) è sempre terrificante. Però cambiare punto di vista aiuta a capire. In questo articolo ci sono – ovviamente scritte in modo un po’ così – istanze reali, che tante persone diverse da noi per storia, età, cultura sentono sulla loro pelle. Giudicare o negare questo è lecito, ma non serve a capire.
In sintesi: gli eventi neri del Primo maggio sono un sintomo, non il male. Puoi mettere in galera i mille riot, ne spuntano altrettanti. Se invece provi a capire perché uno cede all’estetica della violenza è possibile che trovi il modo di estirpare la malattia.

Leggi tutto “Primo Maggio: l’altra parte della barricata”

Prima di cancellare leggi quello che c’è scritto

Prima di cancellare“La retorica dei mass e dei social media ha funzionato da grande megafono e amplificatore prima delle fiamme e dei fumi, poi delle spugne in un gioco speculare diretto alla pancia prendendo nel mezzo una città intera. Milano brucia, Milano riparte, un senso epico dei titoli che trae in inganno e regala il peggio del giornalismo nostrano. Non c’è un’anima migliore, non si riparte perché non ci si è mai fermati, non si risorge, perché non siamo mai morti, non ci sono cittadini migliori, perché una città la fanno tutti quellio che la abitano, anche quelli che dovranno rispondere dei propri atti (con proporzionalità si auspica).”

Leggi tutto “Prima di cancellare leggi quello che c’è scritto”

Primo Maggio: la gauche Mastrolindo

Cittadini volontari puliscono i muri“Sono gior­nate strane, gli acca­di­menti ven­gono rumi­nati con len­tezza: l’unanimismo ini­zial­mente pre­va­lente (bene con­tro male, buoni con­tro cat­tivi) il giorno dopo lascia sem­pre il posto ad argo­men­ta­zioni più arti­co­late. Il “movi­mento” è in pausa di rifles­sione. Le lace­ra­zioni sono pro­fonde, anche per met­tere a fuoco quella che è già pas­sata alla sto­ria come la mar­cia trion­fante della società civile che ha ripu­lito Milano per resti­tuirla ai mila­nesi in tutto il suo splen­dore. L’enfasi è imba­raz­zante. “La nostra città”, si esal­tano i ven­ti­mila puli­tori volon­tari scesi in piazza con le spu­gnette e arrin­gati dal sin­daco Giu­liano Pisa­pia, uomo che que­sti mec­ca­ni­smi di fasci­na­zione delle masse dovrebbe cono­scerli a memo­ria. L’identificazione spon­ta­nea con “la nostra città” è rive­la­trice, se è vero che il “blocco nero” non ha spac­cato o imbrat­tato sim­boli par­ti­co­lar­mente cari alla sto­ria di Milano: vetrine, fine­strini, mica le guglie del Duomo, Santa Maria delle Gra­zie o lo sta­dio del “tri­plete” (e di Van Basten).”

Leggi tutto “Primo Maggio: la gauche Mastrolindo”

Primo Maggio: i muri deve pulirli il Comune

Pulizia dei muri a MilanoGli scontri del Primo Maggio 2015 a Milano sono una vicenda complessa, di cui le narrazioni mainstream non hanno colto pressoché nulla. Proviamo a uscire dall’emotività degli spugnatori commercianti che “pagano le tasse” e hanno visto i “negozi devastati” (qualche vetrina rotta, ma paga l’assicurazione), delle auto di “cittadini che non arrivano a fine mese” (in via Carducci?) bruciate.

Leggi tutto “Primo Maggio: i muri deve pulirli il Comune”

29 aprile 1945

L'appeso (tarocchi)Come ogni anno, al 29 aprile si apre il fronte “piazzale Loreto”. Stendo un velo pietoso sui nostalgici del Campo 10 del Cimitero Maggiore (perché i morti non sono tutti uguali, ci sono quelli che stavano dalla parte giusta e quelli che invece stavano con Mussolini) e sui buontemponi che che “ma allora le foibe”: sono effetti collaterali della democrazia, amplificati dai social network che assegnano diritto di sproloquio a chiunque, non sono significativi.

Trovo invece particolarmente fastidiosi quelli che “sono antifascista, ma…” cui seguono descrizioni di Piazzale Loreto il 29 aprile 1945 a colpi di “macelleria messicana”,  “scempio dei cadaveri”, “violenza inaudita”, “spettacolo ripugnante”, “orrore”, eccetera. Qualcuno arriva ad aggiungerci il magico boost “senza se e senza ma”.

Leggi tutto “29 aprile 1945”

Nessuno si assuma le proprie responsabilità

In queste ore in parlamento la frase più ripetuta è “ciascuno deve assumersi le proprie responsabilità”. Il problema è che costoro, per modello professionale e per loro natura, non se le assumono mai, non devono né vogliono farlo. Quindi la faccenda di “assumersi le proprie responsabilità” è la prima e più grande bufala della politica. Che cada il governo, con i relativi danni per il Paese, o che si riesca a votare una legge elettorale un po’ così, nessuno di Lorsignori ci rimetterà comunque un cent, né un privilegio di casta.

Il thread è su Facebook.

Il Duce se la sta facendo addosso

MussoliniOggi 70 anni fa il Duce se la sta facendo addosso e continuerà per tutto il giorno e per tutto domani, fino alle 16.10, quando il mitra calibro 7,65. L.Mas mod.1938 matricola F.20830 con un nastrino rosso legato all’estremità della canna porrà fine alla sua oscena esistenza. Pensando a tutte le brave persone che quel figlio d’introcchia aveva mandato a morte in guerre inutili, a quelle che i suoi scherani avevano picchiato, schernito, imprigionato, torturato e ammazzato, non posso che pensare con gusto a queste sue (purtroppo poche) ore di terrore.

Il thread è su Facebook.