Pedalare nello smog a Milano (dal Gambero Verde 6 febbraio 2018)

“I cinque referendum ‘consultivi’ sull’ambiente del 2011 vennero approvati a maggioranza bulgara (ci mancherebbe, sembravano domande di Catalano: ‘preferisci erbetta e uccellini o cemento e fumi neri?’), inducendo l’allora neosindaco Giuliano Pisapia a dichiarazioni che oggi appaiono un po’ avventate: ‘Milano si candida a essere la città più verde d’Europa per le politiche ambientali, il traffico, il risparmio energetico, la mobilità e la qualità dell’aria. Noi rispetteremo la volontà dei cittadini’. Sette anni dopo abbiamo l’ottava aria più irrespirabile d’Italia.” Leggi tutto “Pedalare nello smog a Milano (dal Gambero Verde 6 febbraio 2018)”

Giuseppe Sala e la cosiddetta ciclabile della circonvallazione interna

gelmini salvini la russa parisi lupi“La cosiddetta ciclabile della circonvallazione interna – Molino delle Armi eccetera fino a Visconti di Moderone – è una trappola mortale, con le auto che fanno le gare, la corsia che sparisce a ogni incrocio e innumerevoli cafoni che ci parcheggiano sopra. Secondo me è un tema importante. Ci sono due soluzioni: toglierla (se vince Parisi con le sue truppe in SUV nero) oppure trasformarla in una cosa seria.”

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Sala: la sicurezza che ci serve non è quella di cui parla lei

Matteo SalviniSignor Sala: questo inseguimento alla destra che sottintende una Milano zeppa di criminali e terroristi decisi ad ammazzare le brave persone è perdente. Vada a leggersi le statistiche su pedoni e ciclisti morti ammazzati da autisti “perbene” in grisaglia o Lacoste, una carneficina che è vari ordini di grandezza più significativa rispetto alle vittime da criminalità e terrorismo. Quattro morti al mese solo a Milano e innumerevoli feriti gravi e gravissimi.

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Dite a Severgnini che Fiat esce dall’editoria

Bici a MilanoUn articolo vergognoso e in totale malafede. Prima vezzeggia sulle presunte colpe di ciclisti e pedoni, poi tira in ballo i morti, creando una relazione artefatta, senza dire che ISTAT attribuisce la quasi totalità della responsabilità alle auto. Qualcuno gli dica che Fiat sta uscendo dall’editoria, quindi oggi ha padroni diversi e può andare a vendersi il culetto ad altri.

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Balzani: non bastano le strisce fosforescenti

Incidente_Stradale-1Alla diretta di Radio Popolare con Fabio Fimiani ho fatto una domanda a Francesca Balzani sulla legalità in strada e la sicurezza di pedoni e ciclisti. Dalla risposta è evidente che Balzani non ha ancora considerato il tema della legalità nel traffico.

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Sulla sicurezza di ciclisti e pedoni serve più coraggio

Giuliano Pisapia“Tre morti in tre giorni a Milano tutti causati dall’elevata velocità, eppure il buon Pisapia ancora tace, come se la cosa non lo riguardasse. E infatti la cosa non lo riguarda perché i pedoni falciati sulle strisce o sulle ciclabili non fanno più notizia, la velocità elevata nelle nostre città è ordinaria amministrazione che a Milano viene combattuta con cartelli che sembrano chiedere per piacere di rispettare i limiti di velocità, mentre la forma delle strade invoglia a pigiare forte sull’acceleratore”.

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Comportamenti limitatamente gravi che uccidono e storpiano

ciclista investito“La pena minima dovrebbe essere di sette anni per chi causi un incidente mortale con un tasso alcolico superiore a 0,50 (a spanne: una bottiglia di rosso in due?) o, perfettamente sobrio, proceda a 71 km in un tratto in cui il limite sia a 35 km/h. Comportamenti che – visti con l’inevitabile obiettività del penalista, che per professione si occupa di comportamenti sbagliati – in sé sono limitatamente gravi e, soprattutto, davvero molto difficilmente sono effettivamente causali rispetto all’evento.”

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In bici si muore a Milano

Incidente di un ciclista.In bici si muore, in tutta la regione. L’anno scorso 49 morti, quasi uno alla settimana; nei quattro anni oggetto della ricerca (2010-2013) una strage da 223 morti. E la provincia di Milano guida la classifica, con i suoi 58 morti in nome della «mobilità dolce». É una statistica vasta, ma analizza i casi uno per uno, e racconta perché si muore in bicicletta: e sono d’altronde dinamiche ben note. Si muore perché il camion o l’autobus girano a destra, e schiacciano chi ha la sventura di trovarsi nel famigerato «angolo cieco»; perché una moto brucia uno stop o un rosso; o come Giacomo Scalmani, ucciso da un tram a dodici anni in via Solari per colpa di un’auto che apre le portiere all’improvviso.

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