Sfera Ebbasta e il demonio

“Nei suoi testi c’è il demonio!” e ancora “È un cantante schifoso è più schifoso chi lo va ad ascoltare se questa è la nuova generazione apriti cielo spalancati terra.”

Dopo la tragedia di Corinaldo i social si sono riempiti di commenti bacchettoni nei confronti di Sfera Ebbasta, scritti da un esercito reazionario che va dai salviniani con la bandierina all’esorcista disturbato, ma anche da persone insospettabili.

Passa l’idea diffusa che il responsabile della atroce strage sia lui e non un coacervo di farabutti che include  chi fa entrare in discoteca il triplo di persone rispetto alla capienza, i pusher, i ricettatori, eccetera. Mi sono trovato coinvolto in alcune discussioni surreali, con persone che si dicono democratiche, ma arrivano ad auspicare la morte del giovane trapper. Ho pensato di salvare qua i miei interventi, perché credo che la riflessione debba andare al di là delle opinioni personali sulla musica di Sfera Ebbasta.

Da un thread sul mio wall Facebook 

Pensa a come venivano presi i testi blues negli anni del maccartismo, pensa a baby please Don’t Go o Shake It baby, allusioni sessuali esplicite, alla loro epoca facevano altrettanto scandalo. 
Pensa ai preti che definivano gli Stones “musica del demonio”. 
Pensa a Fausto Amodei che cantava “Forse occorre che questa chitarra a ciondoloni si trasformi in mitra e possa emettere altri suoni” in pieni anni di piombo, tacciato di incitazione al terrorismo. 
O De André che cantava “ora sappiamo che è un delitto il non rubare quando si ha fame”, per non dire della puttana di Carlo Martello, censurata in TV come pure il Testamento perché diceva “battone”. 
La musica popolare è scandalosa per definizione, deve esserlo, deve raccontare il disagio, anche usando i toni più provocatori della propria epoca, i linguaggi e le immagini più crudi. 
Lasciamo a Salvini e suoi seguaci l’indignazione nei confronti di Sfera, a fare e ascoltare musica non si fa nulla di male, la musica è comunque arte, anche se di strada. 
Il male vero lo fanno i gestori di discoteche che fanno entrare il triplo delle persone e se ne fottono delle regole sulla sicurezza, i ricettatori che chiedono telefonini rubati, i pusher che spingono la loro merda chimica. 
La musica non ha mai fatto male a nessuno, la musica è cultura, paradossalmente anche quando è incolta. 
E devo dire che sento pure una puzzetta di razzismo (magari anche poco consapevole) in alcuni di questi commenti che mi fa capire com’è che un uomo politicamente e umanamente disgustoso come Salvini stia devastando il nostro Paese nel tripudio di un terzo degli italiani. 
Che tristezza.

Da unthread sulwall Facebook di Maurizio Graziosi

Ma allora i Sex Pistol e il punk? Pensali contestualizzati. Non erano diversi, i vecchi dell’epoca li consideravano come tu consideri Sfera. E Cecco Angiolieri? Lo status quo voleva impiccarlo, altro che Sfera o Bello Figo.
La musica, la poesia, hanno sempre filoni di rottura, è una delle funzioni dell’arte. 
Non devono piacere (non possono piacere) a noi vecchi, ma quella di Sfera è una forma d’arte quanto lo sono i graffiti di Basquiat, i tagli di Fontana (quanti abbiamo sentito dire “i tagli di Fontana li posso fare anche io, che ci vuole?”), le performance di Yoko Ono. O vogliamo giudicare l’arte su ascissa e ordinata, come il vecchio professore dell’Attimo Fuggente?  
Ripeto, il problema non è apprezzare o capire Sfera, il problema è aver chiaro che l’espressione artistica non ha (non deve avere) limiti e che cadere nel disprezzo per un giovane performer di rottura è l’anticamera (o meglio, ahinoi, la sala da pranzo) di quel salvinismo bigotto che noi persone di buona volontà dobbiamo ostacolare in tutti i modi.

Sono intervenuto anche sul wall di Alex Foti.

La musica (l’arte tutta) è sempre stata bersaglio di bacchettoni, fasci e reazionari. Si sa cosa si diceva del blues durante il Maccartismo, di Fausto Amodei con la Ballata Autocritica, di De André con L’ora di libertà, dei Sex Pistols, …. I bacchettoni sono tra noi.

 Il tema è che è musica e come tale va colta. Si studia, ci si ragiona, ma non si condanna, mai, perché è comunque fenomeno sociale, che in questo caso è specchio del disagio. Il Trap esprime i tempi, non si deve chiedere altro alla musica. 
Il mio tema è la crocifissione dello Sfera, che se giri anche su wall senza bandierina viene definito nei peggio modi, come se il criminale fosse lui, perché mette “idee balzane” in testa ai “giovani”. e quelli della mia generazione? Mica siamo diventati tutti terroristi ascoltando “La violenza” che parlava di “celerini con le teste fracassate”. Era costruita a tavolino pure quella, come gli Inti Illimani e poi Manu Chao e infiniti altri. La musica pop E’ costruita a tavolino, Buddy Holly (NB: lo amo) non era espressione del suo tempo, così pulitino quasi maccartista, che cantava Peggy Sue? Che cambia con Sfera?

C’è un thread sul Wall di Anna Tinti.

C’è la mia conclusione amara e c’è il ricordo di zio Frank.