Identità sui social: il più grande odiatore ha nome e cognome ben noti

Raccolgo una serie di considerazioni autorevoli sulla (sconclusionata) crociata per l’identità sui social di Luigi Marattin (che a quanto leggo parrebbe aver poi fatto un’opportuna retromarcia, meglio così). Più che dalle per sciocchezze del parlamentare, eletto anche col mio voto, la frustrazione deriva dal disastro intellettuale dell’audience di area democratica: la gran parte dei commenti sono talmente lontani dalla logica da ricordare quelli dei thread salviniani e meloniani sui vari finti casi Bibbiano, Foibe, clandestini e altra assortita propaganda.

Esempio: tu scrivi “prima di discutere di identità sui social sarebbe bene avere chiare le idee su come funziona la Rete” (ovviamente argomentando) e loro rispondono “allora ti va bene che i ragazzi leggano solo odio” o anche “e allora tieniti Salvini” e altre analoghe amenità.

Per chi ha voglia di uscire dalla modalità emotiva e cercare di capirci qualcosa ho raccolto un po’ di link utili.

Concludo citando una frase che riassume perfettamente la questione dell’identità sui social: “Stiamo disinformando rispetto alla portata del fenomeno. Il presidente Trump è il più grande odiatore online e diffusore di fake news. E ha nome e cognome”. L’ha detto Arianna Ciccone a Piazzapulita. È tutto quello che c’è da dire.