Le mascherine in tempi di Covid-19: proteggersi e proteggere

My 2 cent sulle mascherine. Dilagano gli indignati che “sono tutti in giro!”, capisco lo stress,  credo però che si dia troppa importanza allo “stare in giro” per sé,  anziché a mantenere la distanza sociale, proteggersi e proteggere adeguatamente. Mi spiego.Andare in giro non è il problema in sé, purché (1) non ci si avvicini, (2) ci si protegga, (3) si proteggano gli altri, (4) ci si lavi. Purtroppo questo non è chiaro neanche a Milano.

Devo uscire ogni giorno, vado in auto o in bici e in entrambi i casi sto senza mascherina, perché penso che sia giusto così. Vedo che tutti la indossano, ma quasi sempre male, in particolare chi lavora (per esempio ai cantieri in strada, i corrieri, eccetera): quasi tutti hanno la mascherina sotto il naso o sotto il mento, usano in mascherine macilente, molti si parlano faccia a faccia.

Per me il problema è tutto lì. Io porto sempre con me tre mascherine (chirurgica, ffp2 e ffp3), comprate su Aliexpress a una frazione del prezzo italiano (ammesso di trovarle), tutte igienizzate e conservate ciascuna in un sacchetto di plastica chiuso. Indosso quella più adatta solo se devo avere un contatto sociale (per esempio entrare in un negozio) e solo dopo essermi disinfettato le mani. Quando il contatto è terminato e so che non mi servirà più, levo la mascherina con attenzione, la ripongo nel sacchetto, mi disinfetto le mani e tornato a casa la smaltisco o la igienizzo. Nel caso mi occorra indossarla di nuovo non riprendo quella già utilizzata, ma scelgo una delle altre due mascherine ancora sigillate.

Certo è sempre possibile che il virus becchi anche il più cauto, ma credo sia dovere di tutti ridurre al massimo le possibilità. Un uso corretto delle mascherine, unitamente a una grande attenzione alla distanza sociale, può essere la chiave per uscire dalla pandemia.

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