Mobilità e parcheggi a Milano: l’ambientalismo è sano se è realista

“Via Solari, stamattina. Ma in realtà sempre, e ovunque. Tolstoj doppia fila fissa. Giambellino auto sui terrapieni del tram. Ogni passo carraio senza paletti diventa utile per portare l’auto sul marciapiede. E in tutta Milano situazioni simili. Mi domando però, oggettivamente, cosa possiamo fare in concreto. Al di là di lamentarci e raccontarcela qui o in posti tipo Parcheggio Selvaggio e Incidenti Stradali a Milano come possiamo farci sentire e fare più pressione?”

Lo sfogo qui sopra è tratto da un post sul gruppo Facebook “Cantiere UrbanFile”, l’ennesimo sui parcheggi a Milano. Dopo aver letto il solito diluvio di “Bisogna smettere di votare chi ha consentito questo schifo di merda e considerare complici i sindaci che hanno consentito questa merda” mi sono sforzato di superare il fastidio e ho scritto la mia. Vista la misera fine cui è destinato ogni pensiero lanciato nella fogna di Facebook ho pensato di salvare qua la mia riflessione, anche perché in qualche modo è una prematura dichiarazione di voto per le elezioni amministrative che si dovrebbero tenere in autunno a Milano.

Bisogna essere realisti. Questa giunta – con tutti i suoi limiti e benché in effetti non abbia potuto fare granché – ha fatto per la mobilità sostenibile più di qualunque altra giunta precedente.
Il giudizio non può essere ridotto a “subire il meno peggio per non votare la destra fascioleghista”, perché ci sono infinite implicazioni concorrenti, principalmente la composizione socioculturale nelle grandi città e il modello autocentrico di sviluppo impostato a partire dagli anni Cinquanta.
Oltretutto un sindaco non può accontentare solo chi lo ha votato, deve tener conto anche di chi ha perso le elezioni (e lo dico nonostante il mio profondo disgusto per come si è ridotta la destra oggi).
Ma ridursi a non votare, quindi a far vincere la cosca fascioleghista, significa mandare al governo di Milano gente che voleva trasformare la circonvallazione 90-91 in “viali ad alto scorrimento con limite alzato a 70 km/h” (Moratti dixit, sentito con le mie orecchie).
Personalmente ritengo sincera la conversione alla causa ambientalista di Beppe Sala (che a suo tempo ho votato con molta difficoltà, ma che ho imparato ad apprezzare per come ha governato) e penso che se avesse davanti altri cinque anni e con una squadra ulteriormente ringiovanita potrebbe fare cose buone. Quindi lo voterò convintamente, continuando a rompere i coglioni quando fa cose che non approvo, come ho fatto con Pisapia prima di lui, dopo averlo votato con grande entusiasmo, ma tutto sommato deluso per come ha governato.