Agricoltura biodinamica e polemiche inutili [edited]

Gli strilli a reti unificate da una parte del mondo scientifico per il disegno legge che equipara la biodinamica all’agricoltura biologica spostano l’attenzione dal merito (la qualità biologica degli alimenti) alle pratiche certo pittoresche, ma innocue, dell’agricoltura antroposofica.

Tutto nasce da Rudolf Steiner (1861-1925), il fondatore dell'”antroposofia”, un pensatore postromantico che ha raccontato un mondo sovrasensibile – cioè visibile a lui e a chi raggiunga la chiaroveggenza (!) – e detto la sua su laqualunque, dalla musica alla pedagogia, dal movimento all’agricoltura, dalla medicina all’economia. Sfrondando la magia nei suoi scritti si trovano anche alcune idee buone.

Il movimento che si rifà a Steiner (l’antroposofia) è però diventato nel tempo una piramide finalizzata al business con la multinazionale Demeter. Da notare che la gran parte degli adepti che vi gravita attorno non conosce o non ha capito gli scritti originali di Rudolf Steiner.

Ma quello che conta oggi è che la biodinamica è un modello agricolo il cui ente di certificazione (Demeter) nel capitolato di adesione impone all’azienda richiedente di essere già in possesso di una certificazione di azienda biologica. Ci sono sì anche alcune altre pittoresce pratiche stregonesche, ma che non tolgono nulla alla qualità del prodotto. Al di là di queste però il protocollo garantisce un maggior rigore nella scelta dei prodotti usati e all’attenzione alla prossimità (comunemente detta “km 0”) rispetto alle certificazioni biologiche. Ovvero: le stregonerie sono un accessorio, pittoresco e inoffensivo, che può piacere al credulone e risultare fastidioso all’illuminista, ma che al legislatore non interessano.

Da ultimo: la legge è scritta male, quell’accenno ai “prodotti della biodinamica” è fastidioso e può essere male interpretato (com’è successo). Ma leggendolo con la mente sgombra di pregiudizi si capisce che non certifica gli aspetti stregoneschi, si limita a definire (effettivamente in modo sgangherato) il modello agricolo.

In sintesi:

  • l’agricoltura biologica certificata gode di finanziamenti;
  • la biodinamica nel proprio protocollo impone la certificazione biologica, con qualcosa in più (valore o disvalore che sia non ci riguarda);
  • Demeter, l’ente di certificazione della biodinamnica, è riconosciuto dallo Stato come ente di certificazione della qualità biologica;
  • in quanto anche biologica, la biodinamica ha già il diritto a ricevere i contributi destinati all’agricoltura biologica (peraltro poca roba);
  • la proposta di legge – ancorché scritta male – non certifica la biodinamica per sé, si limita ad affermare che la biodinamica è “agricoltura biologica” e tale va considerata dal legislatore. Il cornloetame e i sortilegi non c’entrano nulla;
  • a margine: semmai si discuta sull’agricoltura biologica in toto: sarebbe cosa buona e giusta, visto che la scienza agroalimentare ha fatto passi da gigante negli ultimi 50 anni, mentre il biologico continua a spargere verderame senza limiti;
  • Il Foglio, la senatrice Cattaneo e il mondo della scienza si indignassero sui sortilegi che creano danno davvero alla collettività, per esempio le grandi religioni, che in un giorno costano ai contribuenti (incluso chi non ci crede) più di quanto l’agricoltura biologica sia costata in mezzo secolo

Quindi: considero questa polemica è ideologica, campata in aria, ma soprattutto fuori tema. Dispiace che il mondo della scienza abbia reagito come un toro davanti alla muleta, sembra di essere tornati agli anni Ottanta, quando l’allora battagliero Silvio Garattini in un impulso di fastidioso paternalismo provò a togliere ai cittadini italiani la libertà di comprare a caro prezzo le pasticche di zucchero dell’omeopatia.

PS questa riflessione è stata aggiornata nel tempo. Resta uguale il merito, ma ho sistemato qua e là dopo che le discussioni sull’argomento mi hanno convinto che il mio pensiero non era espresso in modo chiaro.