Le regole

AmbulanzaCaro (ma sul serio) sindaco, a proposito del tuo rimbrotto ai ciclisti, categoria di cui sono orgoglioso di far parte.

Le regole in bici le rispetto (nei limiti del salvarmi la pelle, per dire in via Torino a volte faccio brevi tratti sul marciapiede) e come me fa la gran parte dei ciclisti. La mia reazione al drammatico incidente in cui un ragazzetto incosciente ha provocato una tragedia che non voleva e non meritava sarà rispettarle un po’ di più. 

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Tit Sin Kuen: forget YouTube and the “workshops”

Chan Hon ChungI see more and more people posting on Fabebook and/or YouTube pictures and videos of themselves engaged in the practice of Tit Sin Kuen. I would like to tell them that this act is wrong, dangerous and not in line with our Hung Kuen tradition.

In the Hung Kuen story, TSK is the last and ultimate form to be learned by a pratictioner. But in the serious schools it is not “taught” (nor it is shown or demonstrated), rather it is “handed down” by the good master – in special circumstances by the elder brother – when he considers that a student has attained a full and deep knowledge of the style.

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Internal vs. external? Gimme a break!

22Wu ShuThis is a reply to a post in  the “Hung Gar Kung Fu Worldwide 全世界洪家拳一家” page. 

IMHO the dualism “internal vs. external” and the “Quigong” concept are mostly a Western simplification of the holistic and deeply interacting nature of the traditional Eastern martial arts.

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I Dodici Ponti dell’Hung Kuen: un po’ di chiarezza

12 bridgesPremessa. Fino a metà anni 2000 ben pochi in Europa avevano sentito parlare di Hung Kuen (letteralmente: il “pugno”, ovvero lo “stile” di Hung) detto anche Hung Gar, la famiglia di Hung (ma a me piace di più “Kuen”, perché per me “famiglia” è la scuola del mio maestro Chan Hon Chung, dove ho vissuto e imparato la disciplina).  Poi, con l’esplosione di Internet, anche le arti marziali si sono aperte al mondo, su blog, video e oggi pagine Facebook. E’ comparso di tutto e di più, un diluvio di informazione con pessimo rapporto segnale/rumore, a causa del quale il lettore meno smaliziato rischia di bersi le sciocchezze che spesso tocca leggere.

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Il kungfu cialtrone

Ho scritto un commento in un thread… a rischio (infatti è stato rimosso) su una pagina di appassionati di karate. Lo salvo qui, perché mi piace.

Crouching tiger hidden dragonIl problema, Flavio Daniele, sta soprattutto nel verbo che lei usa: “credere”, che nel variegato e pittoresco mondo delle arti marziali cinesi ha troppo spesso una forte connotazione fideistica.  Leggi tutto “Il kungfu cialtrone”

La bufala dell’arte marziale “antica”

Red Cliff - Guan YunIn questo thread ho postato due commenti che mi piacciono, quindi li edito un po’ per per decontestualizzarli e integrarli tra loro e li salvo come nota. Sostanzialmente rispondo a chi sostiene la superiorità delle arti marziali cosiddette “antiche” nei confronti di quelle cosiddette “moderne”. Smitizzo il fine bellico delle arti marziali cosiddette “antiche” e sostengo che le arti marziali si sono sempre evolute con l’uomo e devono continuare a farlo se vogliono sopravvivere. 

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Masters, grand masters, great grand masters…

Master Chan Hon Chung in 1979Westerners who follow the Chinese martial arts, especially those who make a life out of them, are in big troubles with the inflation of the definition “master”. The problem: if you accept that any muscled poser who learned three moves on YouTube or has been photographed in front of a dim-sum calls himself “master”, then you have to find new categories and new hyperboles to define the true masters or even the not-so-bad ones.

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Chinese kung fu is about sincerity and loyalty

Lam Sai WingChinese kung fu is about sincerity and loyalty. It’s about passing on and sharing culture and correct information.  Chinese kung fu is about brotherhood and mutual aid, regardless of the seniority and respective experience of those who practice it.

There’s never mystification or obfuscation in a traditional Chinese kung fu gymnasium, nor secrets accessible only to some restricted group of so-called “initiates.”  And above all, there are no techniques that must be taught incorrectly, inaccurately or incompletely to students deemed “unworthy.”

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