Il crucifige di Matteo Renzi e il senso civico

E adesso tutti a prendersela con Matteo Renzi, “trombone”, “accentratore”, “peggior leader” e via lamentando. Da “non-renziano” (non sono mai stato un *iano di chicchessia, neppure quando c’erano Luigi Berlinguer e Sandro Pertini) non riesco a digerire tutta la colpevole e dannosa superficialità di questo sfogo.

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La storia de l’Unità è calpestata da chi ci (si fa per dire) lavora

Ho ancora la ricevuta del primo versamento che feci per sostenere l’Unità nell’anno del primo fallimento, oltre una quindicina di anni fa, all’epoca dei girotondi. Dopo il salvataggio arrivarono Furio Colombo, Marco Travaglio, Antonio Padellaro e fecero un grande giornale. Ricordo ancora l’impegno per sostenerlo, con tempo e risorse. Tutto inutile, perché poco dopo l’Unità ha ripreso a fallire e fallisce (si spera definitivamente) anche oggi.

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Michele Anzaldi fa solo il suo mestiere

Michele AnzaldiNon ha senso stupirsi per l’uscita di Anzaldi e non hanno senso le critiche della “minoranza dem”. La storia del PD – e in realtà qualunque partito e gruppo politico – è questa roba qui, il controllo dell’informazione, di qualunque voce non allineata, a tutti i livelli, dal grande quotidiano o TG Rai giù giù fino al blogger sgradito. Si sa che da sempre i politici intimidano, minacciano, ricattano, querelano, licenziano, per zittire le voci sgradite. Ed è bizzarro che la “minoranza PD” stigmatizzi la frase di Anzaldi, visto che i suoi leader non sono nella posizione di poter scagliare prime pietre, anzi.

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Il vero sconfitto (non) è Matteo Renzi

Civati Fassina CuperloNon serve essere “renziani” (certo non lo sono io) per cogliere le meta-motivazioni del cicaleccio che segue queste elezioni amministrative. I temi critici nei confronti del risultato di centrosinistra sono sostanzialmente quattro: (1) in Liguria s’è perso a causa di Renzi, che ha piazzato un candidato perdente, (2) in Veneto la candidata di centrosinistra è stata “asfaltata” (termine in voga a destra in questi giorni assieme a “rassemblemant”) dalla Lega, (3) il centrosinistra ha vinto con candidati “non renziani” e comunque (4) il vero sconfitto è Renzi.

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