La storia de l’Unità è calpestata da chi ci (si fa per dire) lavora

Ho ancora la ricevuta del primo versamento che feci per sostenere l’Unità nell’anno del primo fallimento, oltre una quindicina di anni fa, all’epoca dei girotondi. Dopo il salvataggio arrivarono Furio Colombo, Marco Travaglio, Antonio Padellaro e fecero un grande giornale. Ricordo ancora l’impegno per sostenerlo, con tempo e risorse. Tutto inutile, perché poco dopo l’Unità ha ripreso a fallire e fallisce (si spera definitivamente) anche oggi.

Già. Perché purtroppo il grande giornale diretto da Furio Colombo non era allineato alle gerarchie dei DS e infastidiva i manovratori, in particolare Berlusconi e D’Alema. Fu così che lo scherano di D’Alema (tale Gianni Cuperlo, fin da allora molto di sinistra) cominciò a sputare veleno su l’Unità, fu esecutore della cacciata di Furio Colombo la cui testa venne portata in dono ad Arcore.

Fu così che nacque Il Fatto Quotidiano, prendendosi l’audience che la direzione Colombo aveva costruito. L’Unità divenne la velina che sappiamo (ovvero la roba ossequiosa verso Lorsignori che piace ai gerarchi ex-DS), alternando alla direzione diversi burocrati di partito, un’incapace direttora chic e perfino il Forattini di sinistra che non fa ridere nessuno da anni. A un certo punto si ipotizzò pure la Santanché come editore, mancava che ci mettessero Zoro alla direzione, ma per fortuna non hanno fatto in tempoa consumare l’ultimo scempio.

Più volte salvata da finanziamenti politici (quindi pubblici), pare che oggi chiuda di nuovo, si spera definitivamente. Dico “si spera” perché non si sa mai quanto Lorsignori siano disposti a sperperare per conservare gli stipendi dei loro protetti e una velina che li gratifica.

Intanto la redazione piagnucola: “Così si calpesta la storia” strillano i possibili disoccupati, parlando di ricatti e vessazioni. Ma a calpestarla – quella storia – sono stati loro, ogni volta che hanno insultato il giornalismo e la tradizione de l’Unità per gratificare un potente, a costo di far scappare l’ultimo lettore.

Per questo quel “non perdiamoci di vista”, citazione morettiana in extremis sbattuta in prima pagina fa troppa rabbia per passare inosservata, avrebbero dovuto scriverci l’altra frase di Nanni: “con questi leader non vinceremo mai”.

Ecco. Se questo deve essere l’Unità, meglio che sparisca, via il dente, via il dolore. Gramsci continua a rigirarsi nella tomba per il nervoso.

PS: per chi vuole saperne di più qui c’è un bel dossier. In particolare la serie di commenti “Salviamo il soldato Furio” di cui questo e questo sono tra i più significativi.