La storia de l’Unità è calpestata da chi ci (si fa per dire) lavora

Ho ancora la ricevuta del primo versamento che feci per sostenere l’Unità nell’anno del primo fallimento, oltre una quindicina di anni fa, all’epoca dei girotondi. Dopo il salvataggio arrivarono Furio Colombo, Marco Travaglio, Antonio Padellaro e fecero un grande giornale. Ricordo ancora l’impegno per sostenerlo, con tempo e risorse. Tutto inutile, perché poco dopo l’Unità ha ripreso a fallire e fallisce (si spera definitivamente) anche oggi.

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Giuseppe Sala: e darsi una regolata?

La sfuriata di Sala al GiambellinoQua su OMB abbiamo sempre i nostri aficionados. Lettori storici che rimpiangono i bei tempi in cui “i post si potevano commentare” e lettori nuovi che arrivano dalle condivisioni sui social e dicono la loro con una mail o un messaggio su Facebook. Sono ancora inaspettatamente tanti, non tali da garantire un sondaggio, ma abbastanza per darmi il polso della situazione sugli eventi elettorali imminenti per Milano. Mi permetto dunque di passare al candidato del centrosinistra per cui dovrò votare uno dei messaggi più frequenti che ricevo su di lui.

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Alla Leopolda l’hanno fatta fuori dal vaso

Presentazione del nuovo giornale "Il Fatto Quotidiano"Nel mio piccolo di libero pensatore sono finito nel mirino di destra, centro e (si fa per dire) sinistra. Pertanto non posso che sentirmi dalla parte de Il Fatto Quotidiano, con cui spesso non concordo, ma che è oggi uno dei pochi luoghi di informazione che fanno esercizio della libertà di critica. La pisciata fuori dal vaso contro il Fatto da parte dei pasdaran della Leopolda, una pisciata che puzza tanto di intimidazione, è intollerabile da parte di ogni cittadino appassionato di libertà.

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Michele Anzaldi fa solo il suo mestiere

Michele AnzaldiNon ha senso stupirsi per l’uscita di Anzaldi e non hanno senso le critiche della “minoranza dem”. La storia del PD – e in realtà qualunque partito e gruppo politico – è questa roba qui, il controllo dell’informazione, di qualunque voce non allineata, a tutti i livelli, dal grande quotidiano o TG Rai giù giù fino al blogger sgradito. Si sa che da sempre i politici intimidano, minacciano, ricattano, querelano, licenziano, per zittire le voci sgradite. Ed è bizzarro che la “minoranza PD” stigmatizzi la frase di Anzaldi, visto che i suoi leader non sono nella posizione di poter scagliare prime pietre, anzi.

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L’incapace, Renzi, Travaglio e House of Cards

Enrico LettaNon ho mai nascosto il fastidio per i professionisti della politica, per le loro trame e le loro appropriazioni indebite di denaro e privilegi. E ho sempre considerato utile (benché con riserva) l’attività di sbattere in prima pagina mostri e mostriciattoli di Marco Travaglio col suo Fatto Quotidiano. Ma stavolta s’è fatto un cancan enorme sul nulla, forse con l’obiettivo di togliere consenso a un governo che – la si pensi come si vuole – qualcosa fa, a differenza di gran parte dei governi precedenti, che non facevano nulla se non pagare stipendi a lorsignori.

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La crisi Bindi-Renzi senza giudizi né pregiudizi

De Luca e RenziQuella di De Luca Connection è una vicenda complessa, che ha provocato la consueta scissione del Paese in fazioni contrapposte, da giorni impegnate a urlarsi addosso in modo tanto fragoroso quanto inutile. Propongo una lettura dei fatti che esclude il giudizio sui protagonisti (tanto serve a poco),  un’analisi dello scenario seguita dalla domanda: “perché si comportano così?”. Giusto per provare a capire.

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De Luca parla come Dell’Utri e Previti

bindi e de luca“Che ha fatto di male Rosy Bindi per beccarsi le manganellate del Partito della Fazione, anzi della Dazione? Ha detto ciò che tutti sanno da mesi: una serie di ovvietà men che banali. E cioè che le liste di tutti i partiti (esclusi i 5Stelle, Sel, la Lega e i civatiani in Liguria) sono piene di impresentabili. A cominciare da Vincenzo De Luca, condannato in primo grado per abuso d’ufficio e dunque decaduto e ineleggibile, ma anche imputato in vari processi.”

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