Giuseppe Sala: il gabinetto inteso come cesso

Beppe Sala sul cessoEgregio Giuseppe Sala, immagino (mi auguro) che nel segreto del suo gabinetto (inteso come il cesso di casa, non la stanza di lusso a Palazzo occupata da un bellimbusto a 300mila+ euro/anno di costo per i milanesi) lei abbia ben chiara una situazione che non giustifica alcun ottimismo. Visto che lei è (politicamente) l’amaro calice da bere per non avere una Gelmini assessore alla cultura le dico come può provare ad avere al ballottaggio il voto che le ho negato al primo turno.

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Milano 2016: il mio voto è in vendita – 3

cambialeNon dobbiamo mai dimenticare che il nostro è un Paese in cui grazie a una politica degenerata esistono personaggi come Stefano Menichini, per anni direttore di un quotidiano definibile semiclandestino sulla base delle vendite (Europa), targato “Margherita” prima, “corrente democrista del PD” poi. Europa non so che fine abbia fatto, ma leggo che Menichini è passato a un imprecisato incarico governativo da 120mila euro al mese. Sempre sulla scia di una Milano che sia laboratorio di evoluzione per l’Italia aggiungo un altra condizione necessaria e non sufficiente per comprare il mio voto: basta coi Menichini nella mia città.

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