Balzani e Majorino ticket vincente

MajorinoMolto mi divide da Pierfrancesco Majorino, non solo politicamente, tuttavia lo considero una delle più valide presenze in giunta. Anche lui, come ogni politico di carriera, tende a mettere la sua poltrona (e quella dei suoi supporter) davanti al resto, ma se riesce a occuparla cerca di fare del suo meglio, come in questa esperienza da assessore alle Politiche Sociali. Primo a buttarsi nella mischia di #Milano2016, quando ancora non c’era nulla in gioco, si trova a dover fare una seria riflessione sul futuro prossimo.

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Evviva Sallusti!

sallustiL’ipotesi della candidatura di Alessandro Sallusti a sindaco di Milano è un’ottima notizia, non solo in relazione ai nomi che erano stati ventilati prima: Del Debbio, Lupi, Scaroni, per non dire Gelmini e Salvini.

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Milano 2016: il mio voto è in vendita – 1

cambialePremessa: questo post era nato come lettera aperta al probabile candidato di centrosinistra Giuseppe Sala. Poi ho pensato che non ha senso discriminare, quindi l’offerta di acquisto è indirizzata a tutti. Al momento nessuno dei profili raggiunge una compatibilità sufficiente con la mia idea del successore di Giuliano Pisapia, ma lo spauracchio di restituire Milano alla destra non è più sufficiente a spingermi a votare al buio.

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Perché rimpiangeremo Giuliano Pisapia

pisapia facebook“Giuliano Pisapia lo rimpiangeremo, altro che palle. È una persona sensibile eppure pragmatica, per bene e intelligente”. Due righe scritte su Facebook dopo la comparsa di Giuliano Pisapia a Otto e Mezzo hanno suscitato un gran cancan. A confermare il segno lasciato da un uomo comunque di spessore, a cui forse si è chiesto più di quanto fosse realistico fare. E per il quale non si vedono ipotesi di successione in grado di colmare il vuoto che lascerà.

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La passerella di Giuseppe Sala da Floris

Floris e SalaHo aspettato le 11.30 ieri sera, sorbendomi una sfilata di vecchi e nuovi arnesi della politica-spettacolo, inclusi Renato Brunetta e Lamberto Dini (un supplizio a metà, ho abbassato l’audio e fatto musica mentre i due inutili arnesi si agitavano silenziosi sullo schermo) per sentire Giuseppe Sala. L’intervista (in realtà una passerella) è stata condotta da un Floris ancora più prono del solito col potente, ringalluzzito dalla consapevolezza di stare dalla “parte giusta” e di averlo confermato a quelli che contano mezz’ora prima, brutalizzando col sorriso sulle labbra il povero Ignazio Marino.

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Milano: i candidati intercambiabili

EVENTO ENEL: SCARONI (ENI) , IN IRAQ SFORZO NON RIPAGATOAllora, se la notizia data da Il Fatto Quotidiano sarà confermata, la successione a Giuliano Pisapia potrebbe essere una lotta all’ultimo manager: Paolo Scaroni per il centrodestra e Giuseppe Sala per il centrosinistra. La cosa interessante è che i due candidati sarebbero perfettamente intercambiabili tra i due schieramenti.

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Non possiamo lasciare MIlano a quelli là, però….

Le primarie a MilanoSul wall Facebook di Marco “marmaz” Mazzei (un esempio di come la “società civile” realmente disinteressata al proprio tornaconto possa possa essere utile alla città) è partito un thread su “primarie sì – primarie no”. Il tema è importante, ma non quanto quello principale, ovvero la necessità civica da parte delle persone di buon senso di impegnarsi a fondo per mantenere Milano lontana dalle grinfie dell’unica destra disponibile in Italia: quella cafona, xenofoba, omofoba, discriminatoria, populista, arraffona. Tra qualche battuta, ho scritto un commento che mi piace salvare qui.

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Il ritorno di Pisapia: i miei 3 centesimi

PisapiaDal Corriere della Sera: “Su Milano il premier Matteo Renzi punta molto. La posta in gioco è troppo alta. E la città simbolo è appunto il capoluogo lombardo. Tra i possibili candidati c’è Giuseppe Sala, commissario unico di Expo. Ma i vertici del Pd hanno dato mandato ai loro ambasciatori di aprire una trattativa con Giuliano Pisapia per convincerlo a ripresentarsi. Resta lui, secondo i sondaggi, il candidato con più chance”.

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“Milano 2016” non sia il remake di “Milano 2006”

Bruno Ferrante 25 aprile 2006“Le primarie del Partito Democratico, strombazzate da anni come luogo della libertà, del libero consenso, della solenne autodeterminazione degli elettori, vanno sostanzialmente in soffitta. O in cantina, scegliete voi, basso e alto in questo caso coincidono. Non ne verrà celebrato neppure un modesto funerale con i soli, strettissimi, parenti stretti. Niente di niente. Si cambia, e si cambia perchè si perde a rotta di collo soprattutto con i candidati scelti proprio dal partito attraverso quel meccanismo”.

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Salvini non deve diventare sindaco di Milano #sapevatelo

borghezio salvini cota“Adesso che c’è Salvini la partita si mostra per quel che è, ed è partita politica e non politicista, di progetti e non tecnocratica. In molti, forse con troppa serenità, giurano che Milano non potrebbe mai e poi mai votare per Salvini – “quel becero, quel razzista” – e che, alla prova dei fatti, la città abituata a descriversi come luce del paese, pur di fronte a tante smentite, non avrebbe tradito. Altri – pessimisti? O solo più accorti? – pensano invece che sì, Salvini può anche vincere quassù, in una città spaccata tra il centro – la proverbiale Zona 1 – e una periferia sempre più estesa e sempre più sconosciuta alla sua classe dirigente.”

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