Cantone non parlava a vanvera

Raffaele CantoneANSA – “L’Autorità Anticorruzione (Anac) ha approvato una delibera in cui sottopone a governo e parlamento 25 proposte di modifica alla legge Severino. Della legge si è parlato negli ultimi tempi in particolare in relazione alla vicenda di Vincenzo De Luca eletto presidente della regione Campania. Sulla sospensione, sottolinea l’Anac, ci sono “divergenze”. Nella legge Severino – segnala l’Anac – serve un coordinamento tra le norme sulla inconferibilita’ degli incarichi e quelle su incandidabilita’ e sospensione: ci sono “divergenze” sui reati elencati e sulle conseguenze legate alla loro graduazione e gravità.”

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De Luca: una vicenda vergognosa

Vincenzo De Luca“E’ una vicenda vergognosa per l’ingorgo istituzionale che ora si è generato con la vittoria di De Luca, visto che quest’ultimo dovrà essere sospeso dalla carica sulla base della legge Severino (sospensione fino a 18 mesi degli amministratori locali condannati, anche con sentenza non definitiva, per abuso d’ufficio). Come ha scritto la Cassazione di recente “non c’è alcuna discrezionalità della pubblica amministrazione sulla sospensione”, che quindi è un atto dovuto e deve essere attuata in tempi solleciti.”

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NB: Cantone non ha detto “La Bindi ha sbagliato”

Raffaele Cantone“Penso che la questione sia controversa. Esiste secondo me, anche un’altra interpretazione. Gli articoli 7 e 8 del decreto che chiamiamo legge Severino prevedono infatti la decadenza o la sospensione. E quest’ultima interviene nei casi in cui l’amministratore abbia subito una condanna che però non è passata in giudicato, proprio come per De Luca, condannato in primo grado per abuso d’ufficio. In altri termini: se si sospendesse subito, senza consentire ai consiglieri eletti di insediarsi e al consiglio di funzionare anche in rapporto alla giunta, bisognerebbe dichiarare lo scioglimento del consiglio per impossibilità di funzionamento. E la sospensione prevista dalla Severino, che ha una funzione di natura cautelare e un carattere provvisorio, diventerebbe di fatto, una decadenza”.

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La legge Severino non lascia scampo a De Luca

vincenzo de luca“Per Vincenzo De Luca non sembra esserci scampo. Le motivazioni della sentenza della Corte di Cassazione, del resto, parlano chiaro: la sospensione prevista dalla legge Severino scatta automaticamente senza lasciare «alla pubblica amministrazione alcuna discrezionalità» circa l’adozione del relativo provvedimento. “

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Armi più o meno razziste di distrazione di massa

Claudio BorghiSentire una trasmissione politica dopo anni di astinenza è un’esperienza spaventosa e illuminante. La puntata di Piazza Pulita di ieri 1 giugno, dedicata alle regionali 2015 ha confermato che (1) per uno spettatore è impossibile comprendere la realtà da quei battibecchi e (2) che nessuno – con pochissime eccezioni, in genere di personaggi fuori dal cast della politica – va lì per offrire una propria lettura, ma per confondere le carte, sbertucciare l’avversario, raccattare consenso facile a botte di luoghi comuni e strumenti di distrazione di massa e creazione di consenso di basso ventre.

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Il vero sconfitto (non) è Matteo Renzi

Civati Fassina CuperloNon serve essere “renziani” (certo non lo sono io) per cogliere le meta-motivazioni del cicaleccio che segue queste elezioni amministrative. I temi critici nei confronti del risultato di centrosinistra sono sostanzialmente quattro: (1) in Liguria s’è perso a causa di Renzi, che ha piazzato un candidato perdente, (2) in Veneto la candidata di centrosinistra è stata “asfaltata” (termine in voga a destra in questi giorni assieme a “rassemblemant”) dalla Lega, (3) il centrosinistra ha vinto con candidati “non renziani” e comunque (4) il vero sconfitto è Renzi.

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La crisi Bindi-Renzi senza giudizi né pregiudizi

De Luca e RenziQuella di De Luca Connection è una vicenda complessa, che ha provocato la consueta scissione del Paese in fazioni contrapposte, da giorni impegnate a urlarsi addosso in modo tanto fragoroso quanto inutile. Propongo una lettura dei fatti che esclude il giudizio sui protagonisti (tanto serve a poco),  un’analisi dello scenario seguita dalla domanda: “perché si comportano così?”. Giusto per provare a capire.

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De Luca parla come Dell’Utri e Previti

bindi e de luca“Che ha fatto di male Rosy Bindi per beccarsi le manganellate del Partito della Fazione, anzi della Dazione? Ha detto ciò che tutti sanno da mesi: una serie di ovvietà men che banali. E cioè che le liste di tutti i partiti (esclusi i 5Stelle, Sel, la Lega e i civatiani in Liguria) sono piene di impresentabili. A cominciare da Vincenzo De Luca, condannato in primo grado per abuso d’ufficio e dunque decaduto e ineleggibile, ma anche imputato in vari processi.”

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Ingiustificabile intervento a gamba tesa

Ivan Scalfarotto“Ho lavorato per quasi quattro anni con Rosy Bindi come suo vicepresidente all’epoca in cui ricopriva la posizione di presidente del partito, durante la segreteria Bersani. La conosco piuttosto bene, insomma, e, nonostante noi non si sia mai – ma proprio mai – d’accordo sul merito delle cose, l’ho sempre rispettata come persona integra e in buona fede. E mi è dispiaciuto ieri, anche sul piano umano, vederla commettere un errore così orribile e produrre una ferita così profonda nel tessuto di quelle istituzioni a cui ha sempre, e io sempre le ho creduto, dichiarato la sua fedeltà.”

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Due bande rivali

Vincenzo De LucaAnche se a noi comuni mortali può sembrare soporifera, la politica resta uno dei giochi più cruenti inventati dall’uomo. Un anno fa Matteo Renzi «uccise» Enrico Letta per non essere «ammazzato» a sua volta. Con il rivale al governo, il Pd avrebbe perso le elezioni europee e D’Alema, che ancora controlla la base e le risorse del partito, avrebbe chiesto e ottenuto la testa del segretario eretico.  La resa dei conti tra le due bande rivali è stata rinviata di un anno e di un’elezione.

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I veri impresentabili

Orfini pro AntimafiaMy 2 cents sulla vicenda che ha rilanciato il mitico hashtag #rosycabindi. Tutto vero tutto giusto lo sdegno e il fastidio, se Orfini non fosse uno di quelli che hanno sostenuto con entusiasmo l’Antimafia. Il problema è proprio di metodo, ma anche e soprattutto di rispetto delle persone normali (intese come i mortali che non frequentano il Palazzo).

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